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"L'agente segreto semplice storia" di Joseph Conrad
Titolo:L'agente segreto semplice storia
Autore:Joseph Conrad
Editore:Biblioteca Universale Rizzoli
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
Codice ISBN:L164
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

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L'autore
Joseph Conrad nacque nel Regno Unito, a Berdicev, nel 1857. È morto a Bishopsbourne, nel 1924.

La nazione di origine di Joseph Conrad è la Polonia.
Il suo nome originario è Józef Teodor Nałęcz Konrad Korzeniowski.

"L'agente segreto semplice storia" è un libro scritto da Joseph Conrad.

Questa versione in italiano è stata stampata da Biblioteca Universale Rizzoli (ISBN: L164).

INFORMAZIONI EDITORIALI

Il fallito attentato all'Osservatorio di Greenwich, compiuto il 15 febbraio 1894 dall'anarchico Martial Bourdin, fornì a Conrad lo spunto dell'«Agente segreto», romanzo «politico» e «occidentale», da annoverarsi fra i suoi capolavori; egli lo considerava ricco di possibilità drammatiche, tanto che nel 1920 lo rielaborò per il teatro. La vicenda, ambientata nell'equivoco mondo dei terroristi, delle spie, dei provocatori con sottile tecnica di suspense poliziesco, morde a fondo nella realtà dei rapporti umani, improntati alla violenza, alla sete di potere, alla sopraffazione: sia che si tratti dell'ultrareazionario Vladimir, creatore di trame nere (e ispirato pure ad un personaggio storico, il generale Selivertsov), sia dei poliziotti senza scrupoli, o delle ripugnanti figure di terroristi o del protagonista Verloc, affetto da «nichilismo morale». Nessuno dei personaggi si solleva all'ardente romanticismo di altre creature conradiane - un Heyst, un Lord Jim - in questo che è il più pessimistico libro del grande scrittore, e forse il più attuale, su un mondo divorato dalla violenza, visto attraverso il gelido vetro dell'ironia che gli conferisce una mirabile unità di tono.
(fonte: quarta di copertina)

Incipit del libro L'agente segreto semplice storia di Joseph Conrad:










UN CUORE DI TENEBRA

 


 


 


Intorno ai trentacinque anni, quasi per caso, Joseph Conrad abbandonò la vita di mare. Per vent'anni, come mozzo, secondo ufficiale e capitano, il mare era stato la sua passione e il suo desiderio: dietro la linea dell'orizzonte, il mondo terrestre per lui non esisteva, come non esiste per l'eremita che si rifugia sulle cime dei monti; e i suoi giovani occhi guardavano sulla vasta superficie marina un luccichio di speranze che era soltanto il riflesso dei suoi sguardi pieni di fiamma. Aveva contemplato spettacoli d'ogni sorta: trionfali bagliori di mezzogiorno e tenerezze serali, il catastrofico splendore delle tempeste e la tortura delle lunghe bonacce, quando nemmeno una bava di vento increspa le onde immobili come uno stagno: aveva conosciuto mari alla Turner, alla Byron, alla Poe, alla Melville, alla Hugo, alla Baudelaire, - vaghi presentimenti del «mare di Conrad». Ora tutto quanto aveva più caro era scomparso. I giorni dei vagabondaggi erano finiti. «Mai più orizzonti illimitati come la speranza: mai più la semioscurità di foreste solenni come templi, all'ardente ricerca della Terra Inesplorata...!»


Inquieto, solitario, incerto sul proprio destino, si rifugiò a Londra, all'ultimo piano di un alto edificio, e attraverso i vetri il suo occhio si spingeva lontano, come se guardasse dalla lanterna di un faro. Lo spettacolo era ancora un paesaggio marino. Gli spioventi dei tetti rilucevano, i colmi scuri e spezzettati si susseguivano come onde cupe e senza cresta di schiuma, le guglie delle chiese sorgevano come gavitelli su un labirinto di secche. Con il confuso e impenetrabile aspetto degli edifici, con i muri affondati nel fango, con i vicoli simili a sentieri e i moli a buie lagune, il porto fluviale di Londra gli ricordava la giungla della Malesia, che tante volte aveva sfiorato con i fianchi delle sue navi. Ma presto ogni ricordo del passato abbandonò Londra. Gli occhi di Conrad guardarono senza più incantesimi l'enorme città mostruosamente assopita sopra un tappeto di fango: quel mucchio gelido, nero, viscido, inospitale di mattoni, di ardesia e di pietra. I muri delle case gocciolavano, le piazze e le strade erano senza vita né suono, il fiume un prodigio sinistro di ombre ferme e di mobili luccichii. Dove era scomparsa la luce del mondo? Qualche riflesso fosforescente, qualche spruzzo color rossorame si perdeva nella nebbia. La profonda notte — l'ora più favorevole all'odio, alla cupidigia, alla disperazione, l'ora dei tetri silenzi, del freddo e del ristagno —: «l'immensa, interminabile, insondabile tenebra» — dove abitano la morte, i fantasmi e il sospetto - divorava la debole luce, copriva con il suo manto il guazzabuglio dei muri, saliva nelle case come una marea taciturna, irrompeva dietro le finestre e le porte, montava lungo i gradini, lambiva le pareti: fino a rinchiudersi


[...]
Audiolibri di:Joseph Conrad
Cuore di tenebra
Romanzo
Audiolibro del romanzo "Cuore di tenebra" di Joseph Conrad.
I libri catalogati di Joseph Conrad:
Agli occhi dell'Occidente
Al limite estremo (The End of the Tether) (1902)
Al Limite Estremo
Cuore di tenebra (Heart of darkness) (1902)
Cuore Di Tenebra
Freya delle Sette Isole
Gioventù
I duellanti
Il compagno segreto
Il duello - Il compagno segreto (The Duel - A Military Tale | The Secret Sharer) (1908;1909)
Il duello - Racconto militare (The duel - A military tale) (1908)
Il negro del Narciso
Il nero del «Narciso»
Il piantatore di Malata
Il pirata
L'agente segreto
L'agente segreto semplice storia
La follia di Almayer (Almayer's Folly) (1895)
La Follia Di Almayer
La linea d'ombra (The Shadow Line) (1917)
Citazioni di Joseph Conrad:
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