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"Orgoglio e Pregiudizio e Zombie" di Seth Grahame-Smith, Jane Austen
Titolo:Orgoglio e Pregiudizio e Zombie
Autore:Seth Grahame-Smith, Jane Austen
Editore:Editrice Nord
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
Codice ISBN:9788842916444
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
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L'autrice
Jane Austen è nata nel Regno Unito, a Steventon, nel 1775. È morta a Winchester, nel 1817.

"Orgoglio e Pregiudizio e Zombie" è un libro scritto da Jane Austen.

Questa edizione in italiano è stata pubblicata da Editrice Nord (ISBN: 9788842916444).

INFORMAZIONI EDITORIALI

È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno zombie in possesso di un cervello debba essere in cerca di altro cervello. Così inizia "Orgoglio e pregiudizio e zombie", versione fedelmente aggiornata del celeberrimo (e amatissimo) capolavoro di Jane Austen, grazie a numerose scene "inedite" in cui, a farla da protagonisti, sono appunto gli zombie. Pubblicato da una piccola casa editrice americana, questo romanzo ha suscitato l'entusiasmo sia dei neofiti sia dei più fanatici ammiratori della Austen, scalando in breve tempo tutte le classifiche di vendita e imponendosi come il fenomeno editoriale dell'anno. E il motivo di un successo tanto clamoroso è semplice: al fascino di una storia d'amore senza tempo, si aggiunge il divertimento di una lotta senza esclusione di colpi contro l'orribile flagello che si è abbattuto sull'Inghilterra, arrivando fino al tranquillo villaggio di Meryton, dove l'indomita Elizabeth Bennet, insieme con le sue sorelle, è impegnata a contrastare orde di famelici morti viventi. Un ruolo che le calza a pennello, almeno finché non arriva il bello e scontroso Mr Darcy a distrarla...

Incipit del libro Orgoglio e Pregiudizio e Zombie di Seth Grahame-Smith, Jane Austen:












Capitolo 3

Tutto ciò che Mrs Bennet, con l'aiuto delle sue cinque figlie, poté chiedere sull'argomento non bastò tuttavia a farle avere dal marito una descrizione soddisfacente di Mr Bingley. Lo attaccarono in vari modi - con domande dirette, ingegnose supposizioni e insinuazioni velate -, ma egli aggirò tutti i loro tranelli e alla fine dovettero accontentarsi delle informazioni di seconda mano della loro vicina, Lady Lucas. La sua testimonianza fu decisamente favorevole. Sir William ne era rimasto affascinato. Mr Bingley era giovane, molto bello, e per di più sarebbe stato presente alla successiva festa con un nutrito gruppo di amici. Cosa si poteva desiderare di più?



«Se mi fosse concesso vedere una delle mie figlie felicemente sistemata a Netherfield, e tutte le altre fare matrimoni come questo, non avrei più altri desideri al mondo», confidò Mrs Bennet al marito.



«Nemmeno io, se mi fosse concesso di vederle sopravvivere tutte e cinque alle attuali difficoltà dell'Inghilterra», replicò lui.



Pochi giorni dopo, Mr Bingley ricambiò la visita di Mr Bennet, e rimase con lui in biblioteca per una decina di minuti. Aveva sperato di essere ammesso alla presenza delle signorine, della cui avvenenza e della cui abilità nei combattimenti aveva molto sentito parlare, ma non poté incontrare che il padre. Le signorine poterono dirsi più fortunate perché, da una finestra del piano superiore, videro che Mr Bingley indossava un soprabito blu, cavalcava un cavallo nero e, sulla schiena, portava una carabina francese, arma assai strana per un inglese. Tuttavia, dalla goffaggine con cui la maneggiava, Elizabeth concluse che non fosse molto addestrato nell'uso del moschetto o nelle arti mortali.



Un invito a cena fu inoltrato subito dopo, e Mrs Bennet aveva già avuto modo di predisporre le portate che dovevano dar lustro alla sua fama di padrona di casa, quando arrivò una risposta che mandò tutto all'aria. Mr Bingley doveva essere in città il giorno dopo, e si trovava pertanto nell'impossibilità di accettare l'onore del loro invito, eccetera, eccetera. Mrs Bennet rimase assai sconcertata. Non arrivava a immaginare quali impegni lui potesse avere in città a così breve distanza dal suo arrivo nell'Hertfordshire. Ma Lady Lucas la tranquillizzò alquanto, prospettandole l'ipotesi che Mr Bingley si fosse recato a Londra al solo scopo di raccogliere una numerosa comitiva da invitare al ballo. Infatti, di lì a poco, si sparse la notizia che Mr Bingley era atteso alla festa in compagnia di dodici signore e di sette cavalieri. Le ragazze si lagnarono di una così alta presenza di dame, ma si consolarono quando vennero a sapere che, al posto di dodici, Mr Bingley ne avrebbe portate da Londra soltanto sei: le sue cinque sorelle e una cugina. E, quando la comitiva fece il suo ingresso nella sala delle feste, risultò composta di non più di cinque persone: Mr Bingley, due delle sue


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