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"La cugina Bette" di Honoré de Balzac
Titolo:La cugina Bette
Autore:Honoré de Balzac
Editore:Newton Compton
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
Tags:Fiction, Classics
Codice ISBN:9788881839544
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
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L'autore
Honoré de Balzac nacque in Francia, a Tours, nel 1799. È morto a Parigi, nel 1850.

Si è dedicato principalmente a questi ambiti: realismo.

"La cugina Bette" è un libro di Honoré de Balzac.

Questa versione in italiano è stata stampata da Newton Compton (ISBN: 9788881839544).

Incipit del libro La cugina Bette di Honoré de Balzac:




La cugina Bette




PARTE PRIMA - IL PADRE PRODIGO

I • DOVE VA A CACCIARSI LA PASSIONE

Verso la metà del mese di luglio dell’anno 1838 una di quelle carrozze chiamate milords, che da poco tempo si vedevano in circolazione sulle piazze di Parigi, procedeva lungo la rue de l’Université portando un uomo grosso, di statura media, in uniforme di capitano della guardia nazionale.

Fra quei parigini che hanno fama di essere tanto spiritosi, ve ne sono alcuni che si credono infinitamente più attraenti in uniforme anziché nei loro abiti consueti, e che ritengono le donne di gusti così pervertiti da essere favorevolmente impressionate dalla vista di un cappello di pelo e di una bardatura militare.

La fisionomia di quel capitano, appartenente alla seconda legione, spirava un compiacimento di sé che faceva risplendere il suo colorito rubicondo e il suo viso alquanto paffuto. Dall’aureola di cui la ricchezza acquisita nel commercio cinge la fronte degli ex bottegai, si poteva riconoscere in lui uno degli eletti di Parigi, per lo meno ex assessore del suo arrondissement. Per cui, siate pur certi che il nastrino della Legion d’Onore non mancava sul suo petto spavaldamente in fuori alla prussiana.

Piantato fieramente in un angolo del milord, l’uomo decorato lasciava vagare lo sguardo sui passanti, che spesso, a Parigi, colgono così graziosi sorrisi rivolti invece a dei begli occhi assenti.

La carrozza si fermò in quel tratto di strada compreso fra la rue de Bellechasse e la rue de Bourgogne, davanti al portone di una grande casa costruita di recente su una parte della corte di un vecchio palazzetto con giardino. Era stato rispettato il palazzetto, che rimaneva nella sua forma primitiva in fondo alla corte ridotta della metà.

Soltanto dal modo in cui il capitano accettò i servigi del cocchiere per discendere dalla carrozza, si sarebbe riconosciuto il cinquantenne. Vi sono dei gesti la cui manifesta pesantezza ha tutta l’indiscrezione di un atto di nascita.

Il capitano tornò a infilare la destra nel guanto giallo, e, senza chiedere niente al portiere, si diresse verso la scalinata del piano rialzato del palazzetto con un’aria che diceva: «È mia.» I portieri a Parigi hanno l’occhio esperto, non fermano le persone decorate, vestite di blu, dall’andatura pesante; insomma, sanno riconoscere i ricchi.

Il pianterreno era occupato interamente dal barone Hulot d’Ervy, commissario ordinatore sotto la Repubblica, ex intendente generale d’armata, e allora direttore di uno dei più importanti settori del Ministero della Guerra, consigliere di stato, grande ufficiale della Legion d’Onore ecc. ecc.

Il barone Hulot si era autonominato d’Ervy, luogo della sua


[...]
I libri catalogati di Honoré de Balzac:
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Addio - Il figlio maledetto - El Verdugo
All'insegna del gatto che gioca alla palla
Eugenia Grandet (Eugénie Grandet) (1833)
Eugénie Grandet
Farragus, capo dei Divoranti
Il ballo di Sceaux
Il colonnello Chabert (Le colonel Chabert) (1832)
Il colonnello Chabert (Le colonel Chabert) (1832)
Il Figlio Maledetto
Il giglio della valle
Il medico di campagna (Le médecin de campagne) (1833)
Il parroco del villaggio
L'ultima incarnazione di Vautrin
L'unica dote
La borsa
La commedia umana
La cugina Betta
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La cugina Bette
Citazioni di Honoré de Balzac:
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