Aiutaci. Grazie.

Inizio > Indice Recensioni > Scheda: Salammbô di Gustave Flaubert

"Salammbô" di Gustave Flaubert
Titolo:Salammbô
Autore:Gustave Flaubert
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

942 visualizzazioni

L'autore
Gustave Flaubert nacque in Francia, a Rouen, nel 1821. Morì a Croisset, nel 1880.

Nella sua vita si è dedicato a queste aree: realismo.

"Salammbô" è un libro scritto da Gustave Flaubert.

Questa edizione in italiano è stata stampata da un editore non definito.

INFORMAZIONI EDITORIALI

La guerra tra Cartagine e i Mercenari ribelli, l'impossibile storia d'amore di Salammbò e Matho, saranno lo scenario di una discesa allucinata nell'inferno degli ancestrali istinti umani, liberati in tutta la forza distruttiva.

"Ciò che mi sembra bello, ciò che vorrei fare, è un libro su nulla, un libro privo di legami esteriori, che si regga da solo grazie all'intima forza dello stile." (Flaubert) Questo è sicuramente un libro che nasce dal nulla, da poche pagine di Polibio. Lo scenario che ricostruisce, a partire appunto da fonti storiche più o meno consistenti, è guidato da un'idea generale: la decadenza di una civiltà - quella cartaginese - il suo lento naufragio negli abissi del tempo. Un romanzo in cui l'"intima forza dello stile" rappresenta la vittoria sul "nulla".

Incipit del libro Salammbô di Gustave Flaubert:










L'ABBUFFATA

 


 


 


Accadeva a Megara, sobborgo di Cartagine, nei giardini di Amilcare.


I soldati che egli aveva comandato in Sicilia celebravano con un gran festino l'anniversario della battaglia di Erice, e poiché il padrone di casa era assente ed essi erano numerosi, mangiavano e bevevano in piena libertà.


Calzati di coturni di bronzo, i capitani avevano preso posto nel viale centrale, sotto un velario di porpora frangiato d'oro che si stendeva tra il muro delle scuderie e la prima terrazza del palazzo; la maggior parte dei soldati era sparpagliata sotto gli alberi, tra i quali si intravedevano molti edifici dal tetto piatto: frantoi, dispense, magazzini, forni e arsenali; vi erano inoltre un recinto per gli elefanti, delle fosse per le bestie feroci, una prigione per gli schiavi.


Alberi di fico circondavano le cucine; un bosco di sicomori si estendeva fino a macchie verdeggianti dove, tra i ciuffi bianchi delle piante di cotone, splendevano i melograni; tralci di vite, carichi di grappoli, si intrecciavano ai rami dei pini; sotto i platani un campo di rose era in fiore; qua e là, sull'erba dei prati, si dondolavano i gigli; i sentieri erano coperti di una sabbia nera, mista a polvere di corallo, e i cipressi che fiancheggiavano il viale centrale formavano come un doppio colonnato di obelischi verdi.


Sullo sfondo, con i suoi quattro piani a terrazza poggiati su grandi basamenti, si ergeva il palazzo, costruito in marmo numidico picchiettato di giallo. Con la grande scalinata diritta di legno d'ebano, che all'angolo di ogni gradino aveva la prua di una galea vinta in battaglia, con le porte rosse inquartate da una croce nera, le inferriate di bronzo che in basso lo difendevano dagli scorpioni e le grate di asticelle dorate che in alto ne proteggevano le aperture, il palazzo appariva ai soldati, nella sua severa opulenza, solenne e impenetrabile come il viso di Amilcare.


Per ospitare il festino il Consiglio aveva designato la sua casa; i convalescenti, accolti nel tempio di Eshmun, vi si erano trascinati sulle stampelle, mettendosi in cammino fin dall'alba. A ogni istante, ne arrivavano altri.


Sbucavano senza sosta da tutti i sentieri, come torrenti che si gettino in un lago. Tra gli alberi si vedevano correre gli schiavi delle cucine, spauriti e seminudi; le gazzelle fuggivano belando sui prati; il sole stava tramontando, e il profumo dei limoni rendeva ancora più grevi le esalazioni di quella folla sudata.


C'erano uomini di tutti i paesi: Liguri, Lusitani, Balearici, Negri e disertori romani. Accanto al rozzo dialetto dorico, si sentivano risuonare le sillabe celtiche rumorose come carri da battaglia, e le desinenze ioniche contrastavano con le consonanti del deserto, aspre come gridi di sciacalli. Il Greco si riconosceva dalla figura snella, l'Egiziano dalle spalle rialzate, il Cantabrico dai robusti


[...]
Personaggi e concetti creati da Gustave Flaubert:
Rodolphe Boulanger (Personaggio, dal libro Madame Bovary)
Bouvard (Personaggio, dal libro Bouvard e Pécuchet)
Charles Bovary (Personaggio, dal libro Madame Bovary)
Léon Dupuis (Personaggio, dal libro Madame Bovary)
Madame Bovary (Personaggio, dal libro Madame Bovary)
Pécuchet (Personaggio, dal libro Bouvard e Pécuchet)
Audiolibri di:Gustave Flaubert
Madame Bovary
Romanzo
Audiolibro del celebre romanzo "Madame Bovary" di Gustave Flaubert.
I libri catalogati di Gustave Flaubert:
Bouvard e Pécuchet (Bouvard et Pécuchet) (1881)
Bouvard e Pécuchet
Dizionario dei luoghi comuni
Dizionario dei Luoghi Comuni - Catalogo delle Idee Chic (Le Dictionnaire des idées reçues) (1911)
Dizionario delle idee correnti
L'educazione sentimentale (L’Éducation sentimentale, histoire d’un jeune homme) (1869)
L'Educazione Sentimentale
La tentazione di sant'Antonio (La tentation de saint Antoine) (1874)
Madame Bovary (1855)
Madame Bovary (1855)
Madame Bovary
Memorie di un pazzo
Salambò (Salammbô) (1862)
Salammbô
Tre racconti (Un cuore semplice, La leggenda di San Giuliano Ospitaliere, Erodiade) (Trois contes (Un cœur simple, La Légende de Saint Julien l'Hospitalier, Hérodias)) (1877)
Citazioni di Gustave Flaubert:
Per certi uomini l'azione è tanto più im...
Iside: “Anubi, custode delle ombre, non...
Visto che non possiamo tirar giù il sole...
L'arte, in certe circostanze, scuote gli...
L'artista deve fare in modo che la poste...
Non c'è nulla di così umiliante come ved...
Non bisogna toccare gli idoli, la doratu...
"Ci risiamo sempre i doveri. Parole del...
VOLTAIRE....
«Io ho una religione» rispose il farmaci...

Scrivi un commento







Libro | Scrittore | Citazione

Aiutaci!