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"Gita al faro" di Virginia Woolf
Titolo:Gita al faro
Titolo originale:To the Lighthouse
Autore:Virginia Woolf
Editore:Garzanti
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1927
Pagine:226
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Inglese
Genere:Romanzo
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
:

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L'autrice
Virginia Woolf nacque nel Regno Unito, a Londra, nel 1882. Morì a Rodmell, nel 1941.

Il suo nome originale è Adeline Virginia Woolf, nata Stephen.

In questo romanzo, che è uno dei più famosi di Virginia Woolf, l'autrice ci presenta la vita di una famiglia contemporanea. Potrebbe sembrare a prima vista un soggetto semplice e scontato, ma la Woolf riesce a carpire l'essenza dello scorrere del tempo nella semplicità quotidiana.

In questo romanzo, che è uno dei più famosi di Virginia Woolf, l'autrice ci presenta la vita di una famiglia contemporanea. Potrebbe sembrare a prima vista un soggetto semplice e scontato, ma la Woolf riesce a carpire l'essenza dello scorrere del tempo nella semplicità quotidiana. Il volume è suddiviso in tre parti, che stanno a rappresentare le tre modalità in cui percepiamo il tempo: passato, presente e futuro. Tre istanze soggettive che confluiscono in una realtà oggettiva in continuo mutare; panta rei, tutto scorre, in una ricorsiva citazione del filosofo greco Eraclito. Ma i tre tempi non sono isolati momenti del nostro sentire, sono invece realtà che vicendevolmente si contemperano, nelle situazioni e nella nostra mente: il ricordo diviene mezzo universale per far rivivere casi e persone, l'immaginazione metodo unanime per preannunciare il futuro; e anche il presente non è che contingenza inesorabilmente legata alle realtà che la precedono e la seguono.
La prosa ricercata e impreziosita da termini forbiti riesce a donare al testo una musicalità incantatrice: una delle doti dell'autrice, dimostrata superbamente in molti romanzi come ad esempio "Mrs Dalloway", è quella di saper comporre melodie di parole, in una visione armonica e ritmata del testo.
Questo romanzo è quasi un accompagnamento melodico e sereno per le nostre giornate, anche se non scevro di complesse riflessioni sul valore della vita e della morte, l'inesorabilità del tempo, l'antitesi emotiva uomo-donna, che si concretizza nel romanzo nei due diversi atteggiamenti di padre e madre con i loro figli, l'oppressiva autorità paterna, la mondanità spesso fatua, le mire intellettuali sovente frustrate e causa di amare introspezioni.
"Gita al faro" risulta un romanzo scorrevole e pregno, il cui pregio fondamentale è la musicalità speculativa che permea le atmosfere.

PAGELLA
Scorrevolezza:8
Valore artistico:8
Contenuti:8
Globale:8

Consigliato a:

Consiglio questo volume a tutte le persone che ancora non conoscono la prosa di Virginia Woolf. Se vi è piaciuto questo volume, vi consiglio di leggere anche "Mrs Dalloway" e le altre opere, la cui lista potete consultare nella nostra biografia dell'autrice.
Se vi interessa leggere altre grandi autrici del passato, il mio consiglio è esplorare la narrativa al femminile partendo dalla spigliata e ironica prosa di Jane Austen, ad esempio in "Ragione e Sentimento", "Orgoglio e pregiudizio" e "Persuasione", proseguendo con il romanticismo delle sorelle Brontë, in "Agnes Gray" di Anne, "Jane Eyre" di Charlotte e "Cime tempestose" di Emily, fino ad arrivare ad autrici come Natalia Ginzburg, in "Le piccole virtù" e "Lessico famigliare", e Marguerite Yourcenar in "Memorie di Adriano" e "L'opera al nero".

Incipit del libro Gita al faro di Virginia Woolf:

====Giulia Celenza====«Sì, di certo, se domani farà bel tempo,» disse la signora Ramsay. "Ma bisognerà che ti levi al canto del [[gallo]]," soggiunse.
Queste parole procurarono al suo bambino una gioia immensa, come se la gita dovesse effettuarsi senz'altro, come se il prodigio che a lui sembrava d'aver atteso per anni e anni, fosse ormai, alla distanza d'una notte nel buio e d'una giornata sul mare, quasi a portata di mano. Giacomo Ramsay, all'età di sei anni, apparteneva di già a quella vasta categoria di gente che non può tener distinte le proprie emozioni, ma lascia che i lieti o mesti presagi del futuro annebbino quanto va realmente accadendo.
{{NDR|Virginia Woolf, ''Gita al faro'', traduzione di Giulia Celenza, Garzanti, 1974}}


[...]
Explicit: Gita al faro di Virginia Woolf:

In fretta, come se qualcosa l'avesse richiamata là, si volse verso il cavalletto. Eccolo – il suo quadro. Sì, con tutti i verdi e gli azzurri, le linee verticali e diagonali, i tentativi di raggiungere qualcosa. Lo avrebbero appeso in soffitta, pensò; sarebbe stato distrutto. Ma che importanza aveva? si chiese tornando a prendere il pennello. Guardò i gradini: erano vuoti; guardò la tela; era una macchia confusa. Con improvvisa intensità, come se per un istante lo vedesse con chiarezza, tracciò una linea al centro. Era finito; era completo. Sì, pensò, posando il pennello con estrema fatica, ho avuto la mia visione.


[...]
I libri catalogati di Virginia Woolf:
Gita al faro (To the Lighthouse) (1927)
Gita al faro
Il volo della mente (Flight of the Mind) (1888-1912)
La camera di Jacob
Le onde (The Waves) (1931)
Mrs Dalloway (1925)
Mrs. Dalloway
Notte e giorno
Orlando (1928)
Una stanza tutta per sè
Citazioni di Virginia Woolf:
È concesso anche a un eroe morente chied...
La vita è un sogno dal quale ci si svegl...
Una donna deve avere soldi e una stanza...
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