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"Ifigenia in Aulide" di Euripide
Titolo:Ifigenia in Aulide
Titolo originale:Ἰφιγένεια ἡ ἐν Αὐλίδι
Autore:Euripide
Editore:Bibliomania.it
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:403 a.C.
Pagine:34
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Greco antico
Genere:Opera teatrale
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale:Ifigenia_in_Aulide.opus, 162658 bytes
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L'autore
Euripide è nato nell'Antica Grecia, ad Atene, nel 485 a.C.. È morto a Pella, nel 407-406 a.C..

In origine, il suo nome era Εὐριπίδης.

Euripide ci presenta il tema della superstizione popolare, ricostruendo un sacrificio umano al tempo della guerra dei greci contro i troiani.

In quest'opera Euripide ci mostra il dramma di Ifigenia, figlia di Agamennone e destinata dal padre ad essere sacrificata sull'altare, per permettere la vittoria dei greci sui nemici troiani. Agamennone è tragicamente incerto tra l'istigazione di Menelao, che lo incita a compiere il sacrificio, e dall'altra parte l'amore paterno, le preghiere della moglie Clitennestra e lo sconforto della figlia:risulterà essere il vero sconfitto dell'opera, il re che non è re perché non è libero, ma condizionato da situazioni, desideri e superstizioni che sfuggono al suo controllo. Nemmeno l'eroe Achille, nella sua nobile aspirazione al giusto, si può opporre alla pertinace illusione dell'esercito, che vuole un capro espiatorio per ottenere una vittoria che solo le armi possono concedere.
Ciò che più colpisce il lettore moderno non è solo il tono moralmente scorato della rappresentazione, ma è soprattutto la capacità della superstizione e del potente, quanto stolido, volere popolare di decidere per la vita e la morte di una donna, credendo che un evento imponderabile e numinoso, tremendamente brutale, come il sacrificio ai numi, possa risollevare le sorti di una campagna militare, e assicurare il trionfo.
La credenza popolare dunque viene in quest'opera ostentata in tutta la sua proterva fierezza, e in tutte le sue nefaste conseguenze. In ciò si può scorgere una grandezza mirabile in questo volume, una grandezza che, a distanza di più di due millenni, dimostra la sua validità nell'indicare i vizi della cieca superstizione, e la dura lex, la terribile lezione di vita impartita alle sue vittime.

PAGELLA
Scorrevolezza:7
Valore artistico:8
Contenuti:7.5
Globale:7.5

Consigliato a:

Consiglio quest'opera a tutti gli appassionati di letteratura classica greca; in particolare, se vi piace il teatro di questo celebre autore, dovreste leggere altre sue opere, come "Alcesti", "Baccanti", "Ciclope", "Ecuba", "Elena".
Se volete leggere il teatro moderno, io vi consiglio le grandi opere di Luigi Pirandello, ad esempio "Sei personaggi in cerca di autore", oppure il grande autore nordico Ibsen, per esempio nel bellissimo dramma "Spettri".

I libri catalogati di Euripide:
Alcesti (Ἄλκηστις) (438 a.C.)
Andromaca (Ανδρομάχη) (423 a.C. Circa)
Baccanti (Βάκχαι) (407-406 a.C.)
Ciclope (Κύκλωψ) (415-408 a.C.?)
Ecuba (Ἑκάβη) (424 a.C. Circa)
Elena (Ἑλένη) (412 a.C.)
Epinicio per Alcibiade
Eraclidi
Ercole (Ἡρακλῆς μαινόμενος) (423-420 a.C.)
Fenicie
Gli Eraclidi (Ἡρακλεῖδαι) (430 a.C. Circa)
Ifigenia in Aulide (Ἰφιγένεια ἡ ἐν Αὐλίδι) (403 a.C.)
Ifigenia in Tauride (Iφιγένεια ἡ ἐν Ταύροις) (413 a.C.)
Ione (Ἴων) (410 a.C.)
Ippolito (Ἱππόλυτος στεφανοφόρος) (428 a.C.)
Ippolito
Le fenicie (Φοίνισσαι) (410 o 409 a.C.)
Le supplici (Ἱκέτιδες) (Tra il 423 ed il 421 a.C.)
Medea (Μήδεια) (431 a.C.)
Medea
Citazioni di Euripide:
Io ti porterò il fuoco....
Il silenzio per i saggi è una risposta....
Si è schiavi del denaro o della sorte....
Chi può sapere se il vivere non sia m...
L'uomo giusto è nato per il bene del pro...
La donna è il peggiore dei mali. ...
Si è schiavi del denaro o della sorte....
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