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"Elena" di Euripide
Titolo:Elena
Titolo originale:Ἑλένη
Autore:Euripide
Editore:Bibliomania.it
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:412 a.C.
Pagine:34
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Greco antico
Genere:Opera teatrale
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale:Elena.opus, 208197 bytes
Il_Marito_di_Elena.opus, 158112 bytes
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L'autore
Euripide è nato nell'Antica Grecia, ad Atene, nel 485 a.C.. È morto a Pella, nel 407-406 a.C..

In origine, il suo nome era Εὐριπίδης.

La menzogna e la colpa, due realtà spesso indissolubili.

La colpa di Elena, l'aver scatenato la guerra di Troia, viene misconosciuta da Elena stessa in questa opera di Euripide. Infatti, sono stati gli dei a creare un fantoccio con le sembianze e gli atteggiamenti della bella spartana, e sono stati loro a trarre in inganno gli assaliti e gli assalitori della guerra contro Priamo. Elena cerca ora la pace, cerca la tranquillità per la figlia legittima; ma dispera, perché crede morto il marito Menelao, che invece è vivo e approda, dopo un naufragio, sulle rive egiziane, dove il re di queste terre vuole contrarre matrimonio proprio con la scorata Elena. Il primo incontro tra i due coniugi è all'insegna dell'incredulità, ma via via matura la speranza di potere tornare al suolo natio, alla mite Grecia, dopo tante traversie vissute. Il piano che architettano Elena e Menelao è all'insegna dell'inganno: fanno credere al re egiziano che Menelao sia morto, e richiedono di celebrare i suoi funerali su una nave egiziana all'approdo presso la città. I greci compagni di Menelao sgominano i pochi egiziani presenti sulla nave, e marito e moglie possono così iniziare il loro viaggio di ritorno.
Il nodo centrale dell'opera è il significato della menzogna, perché i protagonisti, Elena, Menelao, la sorella del re egiziano, tutti mentono senza ritegno per perseguire i propri fini personali. Così, se anche Elena tenta di convincere il pubblico di non essere colpevole della guerra troiana, dall'altra non si perita di mentire, sia nella parola che negli atteggiamenti. Se viene creduta una sposa fedele, viene creduta anche stucchevolmente falsa. Stessa situazione per Menelao, che sconta la sua regalità greca con la più fine arte di inscenare menzogne. E che dire della sorella, che preferisce il tradimento del suo sangue per ottenere la personale approvazione degli dei?
Il quesito maggiore che pone quest'opera, come possiamo vedere, è riferito alla semplice bugia, e alla più raffinata manipolazione delle realtà; l'autore sembra suggerirci costantemente questa domanda: ha senso mentire? e se sì, per quali scopi è lecito farlo?

PAGELLA
Scorrevolezza:7.5
Valore artistico:8
Contenuti:8
Globale:8

Consigliato a:

Consiglio questo volume a tutti gli appassionati del teatro classico: quest'opera è intensa e piena di contenuti, e vale fino in fondo la pena di essere letta. Se vi è piaciuto questo volume, vi consiglio di leggere le altre opere teatrali di Euripide, ad esempio "Alcesti", "Baccanti", "Ecuba". Se volete invece dedicarvi alla drammaturgia più moderna, vi consiglio di partire da William Shakespeare (bellissime le opere "Amleto", "Otello" e "Re Lear"), e risalire via via fino alla modernità, passando per autori come Friedrich von Schiller, Johann Wolfgang von Goethe, Victor Hugo, Luigi Pirandello, Jean-Paul Sartre.

Incipit del libro Elena di Euripide:

Aspettando il treno per Montreux, Elena guardava la gente sul marciapiede. Ogni viaggio le suscitava la stessa curiosità, la stessa speranza che si prova a teatro prima che si alzi il sipario, la stessa ansiosa aspettativa.
Individuò vari uomini coi quali le sarebbe piaciuto parlare, chiedendosi se avrebbero preso il suo stesso treno, o se stavano soltanto salutando altri passeggeri. Aveva delle voglie vaghe, poetiche.


[...]
I libri catalogati di Euripide:
Alcesti (Ἄλκηστις) (438 a.C.)
Andromaca (Ανδρομάχη) (423 a.C. Circa)
Baccanti (Βάκχαι) (407-406 a.C.)
Ciclope (Κύκλωψ) (415-408 a.C.?)
Ecuba (Ἑκάβη) (424 a.C. Circa)
Elena (Ἑλένη) (412 a.C.)
Epinicio per Alcibiade
Eraclidi
Ercole (Ἡρακλῆς μαινόμενος) (423-420 a.C.)
Fenicie
Gli Eraclidi (Ἡρακλεῖδαι) (430 a.C. Circa)
Ifigenia in Aulide (Ἰφιγένεια ἡ ἐν Αὐλίδι) (403 a.C.)
Ifigenia in Tauride (Iφιγένεια ἡ ἐν Ταύροις) (413 a.C.)
Ione (Ἴων) (410 a.C.)
Ippolito (Ἱππόλυτος στεφανοφόρος) (428 a.C.)
Ippolito
Le fenicie (Φοίνισσαι) (410 o 409 a.C.)
Le supplici (Ἱκέτιδες) (Tra il 423 ed il 421 a.C.)
Medea (Μήδεια) (431 a.C.)
Medea
Citazioni di Euripide:
Io ti porterò il fuoco....
Il silenzio per i saggi è una risposta....
Si è schiavi del denaro o della sorte....
Chi può sapere se il vivere non sia m...
L'uomo giusto è nato per il bene del pro...
La donna è il peggiore dei mali. ...
Si è schiavi del denaro o della sorte....
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