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"Il Mercante di Cartagine" di Gisbert Haefs
Titolo:Il Mercante di Cartagine
Autore:Gisbert Haefs
Editore:http://www.biblio-net.com
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
Codice ISBN:9788851520328
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

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Autore
Gisbert Haefs è nato in una nazione non definita, a Wachtendonk, nel 1950.

"Il Mercante di Cartagine" è un libro di Gisbert Haefs.

Questa versione in italiano è edita da http://www.biblio-net.com (ISBN: 9788851520328).

Incipit del libro Il Mercante di Cartagine di Gisbert Haefs:




Microsoft Word - Haefs Gisbert - Il Mercante di Cartagine








1.

Nella cantina fredda e umida l’afa della sera di inizio estate non era che un lontano ricordo. Non si udivano più i rumori della città e i pesanti blocchi di pietra riducevano a un lieve lamento perfino il barrito di alcuni elefanti, che reclama-vano il loro foraggio, su nella fortezza. Si percepivano soltanto i respiri e i movimenti degli uomini.


Dopo avere aperto la porta con la chiave, lo schiavo infilò la fiaccola in un sostegno alla parete. Rivolse un’occhiata al suo padrone, il medico: quando questi annuì, il libio si inginocchiò davanti alla cassa disadorna. Apri il coperchio che la chiudeva ermeticamente con due catenacci, poi il sigillo che fermava le estremità delle corde, quindi il fiocco dalla foggia quasi infantile, e finalmente poté scostare il pesante telo impermeabile.


Bomilcare chiuse gli occhi. Senza guardare, percepì l’odore del sale, un odore di salamoia pesante e stantio. Quando riapri gli occhi, gli sembrò di sentire anche l’odore del cadavere. “Strano penso “gli occhi sentono gli odori più del na-so.” Sfiorò il romano con uno sguardo obliquo.


Tito Letilio si mostrava impassibile. L’ombra verdognola intorno al suo naso era probabilmente un effetto della luce tremante della fiaccola.


«E qui dentro» disse Artemidoros. «Non è grazioso?» Il medico si chinò in avanti ad ammirare la propria opera.


Letilio si inginocchiò accanto allo schiavo e fissò l’apertura del telo. Protese lentamente il braccio destro, lo tuffò 7




nella brodaglia e cercò a tentoni i capelli del morto, tirando-li finché non riuscì a vederne il volto.


«Ave, Marco Lavinio» mormorò.


«Contento?»


Letilio si rimise in piedi, si ripulì la mano sulla veste elegante e si rivolse al medico. «Contento? Sarebbe eccessivo.


Ma è proprio Marco Lavinio. Che cosa gli hai fatto?»


Artemidoros schioccò le dita e lo schiavo tese nuovamente le corde, chiudendole con un altro fiocco.


«Che cosa gli ho fatto? L’ho privato delle interiora, naturalmente, poi lo abbiamo bollito in una salamoia densa. I nobili membri del Consiglio confidavano nella diffidenza dei romani. E a ragione, come sappiamo ora. Il tuo compa-triota dovrebbe sopportare bene il viaggio di ritorno. Prima o poi marcirà, ma credo che potrai portarlo intatto a Roma, dove lo seppellirete secondo le vostre usanze.»


Letilio annuì, poi rivolse lo sguardo a Bomilcare. «Adesso posso dire


[...]
I libri catalogati di Gisbert Haefs:
Il Centurione di Cesare
Il Mercante di Cartagine
Roma La prima morte di Marco Aurelio
Troia

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