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"Alcesti" di Euripide
Titolo:Alcesti
Titolo originale:Ἄλκηστις
Autore:Euripide
Editore:Bibliomania.it
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:438 a.C.
Pagine:26
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Greco antico
Genere:Opera teatrale
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale:Alcesti.opus, 172634 bytes
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L'autore
Euripide è nato nell'Antica Grecia, ad Atene, nel 485 a.C.. È morto a Pella, nel 407-406 a.C..

In origine, il suo nome era Εὐριπίδης.

Il grande autore greco Euripide approfondisce nell'opera teatrale "Alcesti" il mistero della vita e della morte.

Euripide ci propone la storia di Alcesti, una moglie coraggiosa, che vuole salvare il marito, il re Admeto, da morte certa, e che far ciò dona la sua vita al posto del coniuge, raggiungendo l'Ade in pegno della di lui esistenza. Grande è quindi il dolore di Admeto, e così pure la sofferenza dei figli, delle persone di corte, dei servi. L'asprezza della condanna non è mitigata dalla consapevolezza di una vita salvata, ed anzi duro diviene il diverbio tra il re e suo padre, un vecchio ormai decrepito, che, pur vicino alla morte, ha deciso di non donare il poco tempo che gli rimane per la vita del figlio. Solo Eracle, vero Deus ex machina, in continuo peregrinare per portare a compimento le sue Fatiche, sarà mosso a pietà e, volendo onorare l'ospitalità che il re ha dimostrato anche in un così grande lutto, rapisce il corpo e l'anima di Alcesti dalle grinfie del dio Thanatos, riportando la coniuge all'amato marito, rimasto incredulo di fronte a questo mirabile esempio di bontà.
Quest'opera ci presenta i molteplici aspetti della morte: l'abbandono, nel senso di abbandono dei familiari; la perdita, come perdita di una persona cara; la fine, come termine ultimo dell'esistenza terrestre; l'inizio, come possibilità del sacrificio in senso escatologico, quasi escatologico per l'altro; ma la morte genera anche azioni eroiche come quelle di Eracle, e azioni turpi come quelle del padre e del figlio che ripudiano di morire e preferiscono sacrificare chi è più coraggioso di loro. Il significato tanatologico di quest'opera è evidente, e le diverse strade di decifrazione che ci propone l'autore sono tutte profondamente complesse, per una visione d'insieme che si prefigge di illustrarci non solo i concetti che associamo alla fine della vita, ma soprattutto le sensazioni e i sentimenti che rendono partecipi, o allontanano, le persone di fronte a un momento della vita di raccoglimento e separazione.

PAGELLA
Scorrevolezza:8
Valore artistico:8.5
Contenuti:9
Globale:8.5

Consigliato a:

Consiglio questo volume a tutti gli amanti del teatro classico, che troveranno in quest'opera molte tematiche importanti. Se siete interessati a conoscere meglio le opere di Euripide, dovreste leggere altri suoi drammi, come "Andromaca", "Baccanti", "Ecuba". Se volete invece dedicarvi ad autori più moderni, magari ad argomenti più umoristici, vi consiglio Carlo Goldoni, in opere come "La locandiera" e "Gli amori di Zelinda e Lindoro".

Incipit del libro Alcesti di Euripide:

'''Apollo''': Addio, casa d'Admeto, in cui doveipiegarmi, io Nume, a servil mensa! Giovecausa ne fu, che, il vampo della folgorevibrato in petto al mio figliuolo Asclepio,l'uccise. Ond'io, del divin fuoco i fabbri,i Ciclopi, a vendetta, sterminai;e, per punirmi, mi costrinse il padrea servire un mortale. E a questo suologiunto, i bovi a un estranio pasturai,e la sua casa fino a questo diprotessi: ché in un uom pio m'imbattei,nel figliuol di Fèrete.


[...]
Explicit: Alcesti di Euripide:

'''Coro''': Sono molte le sorti che il Destino ci preparae spesso gli [[Dèi]] compiono eventi inattesi:ciò che si riteneva possibile non accadee ciò che nessuno s'aspetta il Dio lo dona.Così quest'incredibile storia è terminata.


[...]
I libri catalogati di Euripide:
Alcesti (Ἄλκηστις) (438 a.C.)
Andromaca (Ανδρομάχη) (423 a.C. Circa)
Baccanti (Βάκχαι) (407-406 a.C.)
Ciclope (Κύκλωψ) (415-408 a.C.?)
Ecuba (Ἑκάβη) (424 a.C. Circa)
Elena (Ἑλένη) (412 a.C.)
Epinicio per Alcibiade
Eraclidi
Ercole (Ἡρακλῆς μαινόμενος) (423-420 a.C.)
Fenicie
Gli Eraclidi (Ἡρακλεῖδαι) (430 a.C. Circa)
Ifigenia in Aulide (Ἰφιγένεια ἡ ἐν Αὐλίδι) (403 a.C.)
Ifigenia in Tauride (Iφιγένεια ἡ ἐν Ταύροις) (413 a.C.)
Ione (Ἴων) (410 a.C.)
Ippolito (Ἱππόλυτος στεφανοφόρος) (428 a.C.)
Ippolito
Le fenicie (Φοίνισσαι) (410 o 409 a.C.)
Le supplici (Ἱκέτιδες) (Tra il 423 ed il 421 a.C.)
Medea (Μήδεια) (431 a.C.)
Medea
Citazioni di Euripide:
Io ti porterò il fuoco....
Il silenzio per i saggi è una risposta....
Si è schiavi del denaro o della sorte....
Chi può sapere se il vivere non sia m...
L'uomo giusto è nato per il bene del pro...
La donna è il peggiore dei mali. ...
Si è schiavi del denaro o della sorte....
[NDR|Agone verbale: Admeto e Feret...
Chi deve morire è già morto. E un morto...
Solo a parole [...] i vecchi invocano la...

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