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"Trattatello in laude di Dante" di Giovanni Boccaccio
Titolo:Trattatello in laude di Dante
Titolo originale:Trattatello in laude di Dante
Titoli alternativi:Vita di Dante
Autore:Giovanni Boccaccio
Editore:Liber Liber
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1357-1361
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Saggio
Licenza:Pubblico dominio
DRM:No
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Pubblicato il:2013-03-23
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L'autore
Giovanni Boccaccio nacque in Italia, a Certaldo, nel 1313. È morto a Certaldo, nel 1375.

"Trattatello in laude di Dante" è un libro di Giovanni Boccaccio.

Questa edizione in italiano è stata stampata da un editore non definito.

Incipit del libro Trattatello in laude di Dante di Giovanni Boccaccio:




Trattatello in laude di Dante





I

Proposizione

 

Solone, il cui petto uno umano tempio di divina sapienzia fu reputato, e le cui sacratissime leggi sono ancora alli presenti uomini chiara testimonianza dell’antica giustizia, era, secondo che dicono alcuni, spesse volte usato di dire ogni republica, sì come noi, andare e stare sopra due piedi; de’ quali, con matura gravità, affermava essere il destro il non lasciare alcuno difetto commesso impunito, e il sinistro ogni ben fatto remunerare; aggiugnendo che, qualunque delle due cose già dette per vizio o per nigligenzia si sottraeva, o meno che bene si servava, senza niuno dubbio quella republica, che ‘l faceva, convenire andare sciancata: e se per isciagura si peccasse in amendue, quasi certissimo avea, quella non potere stare in alcun modo.

 

Mossi adunque più così egregii come antichi popoli da questa laudevole sentenzia e apertissimamente vera, alcuna volta di deità, altra di marmorea statua, e sovente di celebre sepultura, e tal fiata di triunfale arco, e quando di laurea corona secondo i meriti precedenti onoravano i valorosi; le pene, per opposito, a’ colpevoli date non curo di raccontare. Per li quali onori e purgazioni la assiria, la macedonica, la greca e ultimamente la romana republica aumentate, con l’opere le fini della terra, e con la fama toccaron le stelle. Le vestigie de’ quali in così alti esempli, non solamente da’ successori presenti, e massimamente da’ miei Fiorentini, sono male seguite, ma intanto s’è disviato da esse, che ogni premio di virtù possiede l’ambizione; per che, sì come e io e ciascun altro che a ciò con occhio ragionevole vuole guardare, non senza grandissima afflizione d’animo possiamo vedere li malvagi e perversi uomini a’ luoghi eccelsi e a’ sommi oficii e guiderdoni elevare, e li buoni scacciare, deprimere e abbassare. Alle quali cose qual fine serbi il giudicio di Dio, coloro il veggiano che il timone governano di questa nave: perciò che noi, più bassa turba, siamo trasportati dal fiotto, della Fortuna, ma non della colpa partecipi. E, come che con infinite ingratitudini e dissolute perdonanze apparenti si potessero le predette cose verificare, per meno scoprire li nostri difetti e per pervenire al mio principale intento, una sola mi fia assai avere raccontata (né questa fia poco o picciola), ricordando l’esilio del chiarissimo uomo Dante Alighieri. Il quale, antico cittadino né d’oscuri parenti nato, quanto per vertù e per scienzia e per buone operazioni meritasse, assai il mostrano e mostreranno le cose che da lui fatte appaiono: le quali, se in una republica giusta fossero state operate, niuno dubbio ci è che esse non gli avessero altissimi meriti apparecchiati.


[...]

I libri catalogati di Giovanni Boccaccio:
Comedia delle ninfe fiorentine
Corbaccio
Decameron (1349-1351 circa)
Della Canaria e delle altre isole oltre Ispania nell'oceano nuovamente ritrovate
Della geneologia de gli Dei di m. Giovanni Boccaccio libri quindeci. Ne' quali si tratta dell'origine, & discendenza di tutti gli Dei de' gentili. Tradotta già per m. Gioseppe Betussi (Genealogie deorum gentilium) (1360)
Elegia di Madonna Fiammetta (1343-1344)
Elegia di Madonna Fiammetta
Filocolo (1336)
Il comento alla Divina Commedia e gli altri scritti intorno a Dante (1918)
Il Decamerone
Il Filostrato
Opere volgari
Trattatello in laude di Dante (1357-1361)
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