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"Baccanti" di Euripide
Titolo:Baccanti
Titolo originale:Βάκχαι
Autore:Euripide
Editore:Bibliomania.it
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:407-406 a.C.
Pagine:27
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Greco antico
Genere:Opera teatrale
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale:Baccanti.opus, 161288 bytes
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L'autore
Euripide è nato nell'Antica Grecia, ad Atene, nel 485 a.C.. È morto a Pella, nel 407-406 a.C..

In origine, il suo nome era Εὐριπίδης.

Il mito di Edipo Re in controluce.

Se il mito di Edipo Re, analizzato sotto un'ottica psicologica, ci presenta il complesso rapporto di odio, verso il genitore di sesso opposto, e amore, verso l'altro, in quest'opera Euripide ci presenta, per certi versi, un'idea antitetica, in cui è la madre a ripudiare il figlio, in un accesso di follia causato da una divinità scontenta e vendicativa. Un odio, anche se momentaneo, che arriva alle estreme conseguenze, la morte del prediletto discendente.
È interessante riflettere su questo intenso rapporto di Odi et Amo: da una parte l'amore per la propria progenie, la speranza, la fiducia e l'appagamento generati dal figlio; dall'altra, l'istinto alla distruzione del discendente, quasi in un rapporto psicoanalitico di inconscia vendetta per le disillusioni recondite che questo figlio induce.
La struttura di questa tragedia classica è sapientemente gestita da Euripide per indurre il rispetto e la sottomissione dell'uomo alle forze superiori alle sue, in questo caso gli dei Dionisio e Bacco; ma è altresì un monito agli eccessi delle intemperanze, rappresentate dai baccanali, che possono portare a tremende escalation di pazzia.
"Baccanti" è un'opera complessa, che può essere analizzata e gustata tramite diverse chiavi di lettura; l'ampiezza delle possibili interpretazioni, la struttura intimamente frattale che evince nuove riflessioni ad ogni livello di analisi rendono questa tragedia innegabilmente bella.

PAGELLA
Scorrevolezza:8
Valore artistico:8.5
Contenuti:9
Globale:8

Consigliato a:

Se siete appassionati di letteratura classica, quest'opera vi piacerà senz'altro. Se invece non avete ancora letto nulla di autori come Euripide, Sofocle, Eschilo, allora con questo volume potreste avvicinarvi ad un mondo nuovo e affascinante.
Se volete leggere opere teatrali più moderne, potete discendere via via attraverso William Shakespeare (ad esempio "Re Lear"), Carlo Goldoni (leggete "La locandiera", "Gli amori di Zelinda e Lindoro", "Il cavaliere e la dama", "Il cavaliere di buon gusto"), Molière ("Il Tartuffo ovvero l'impostore", "Il misantropo"), Oscar Wilde ("Il ventaglio di lady Windermere", "L'importanza di essere Fedele"), Luigi Pirandello ("Così è se vi pare", "Sei personaggi in cerca d'autore"), Jean-Paul Sartre ("Le mosche", "Porta chiusa").

Incipit del libro Baccanti di Euripide:

DIONISO: Suol di Tebe, a te giungo. Io son [[Dioniso]],generato da Giove, e da Semèlefiglia di Cadmo, a cui disciolse il grembodel folgore la fiamma. Ora, mutatele sembianze celesti in forma umana,di Dirce all'acqua, ai flutti ismenî vengo.Dell'arsa madre a questa reggia pressoveggo la tomba: le rovine veggodella sua casa, ove il celeste fuocofumiga, vivo ancor, della vendettad'Era contro mia madre eterno segno.{{NDR|Euripide, ''Baccanti'', traduzione di Ettore Romagnoli, http://www.biblio-net.com/lett_cla/testi/baccanti.htm}}


[...]
I libri catalogati di Euripide:
Alcesti (Ἄλκηστις) (438 a.C.)
Andromaca (Ανδρομάχη) (423 a.C. Circa)
Baccanti (Βάκχαι) (407-406 a.C.)
Ciclope (Κύκλωψ) (415-408 a.C.?)
Ecuba (Ἑκάβη) (424 a.C. Circa)
Elena (Ἑλένη) (412 a.C.)
Epinicio per Alcibiade
Eraclidi
Ercole (Ἡρακλῆς μαινόμενος) (423-420 a.C.)
Fenicie
Gli Eraclidi (Ἡρακλεῖδαι) (430 a.C. Circa)
Ifigenia in Aulide (Ἰφιγένεια ἡ ἐν Αὐλίδι) (403 a.C.)
Ifigenia in Tauride (Iφιγένεια ἡ ἐν Ταύροις) (413 a.C.)
Ione (Ἴων) (410 a.C.)
Ippolito (Ἱππόλυτος στεφανοφόρος) (428 a.C.)
Ippolito
Le fenicie (Φοίνισσαι) (410 o 409 a.C.)
Le supplici (Ἱκέτιδες) (Tra il 423 ed il 421 a.C.)
Medea (Μήδεια) (431 a.C.)
Medea
Citazioni di Euripide:
Io ti porterò il fuoco....
Il silenzio per i saggi è una risposta....
Si è schiavi del denaro o della sorte....
Chi può sapere se il vivere non sia m...
L'uomo giusto è nato per il bene del pro...
La donna è il peggiore dei mali. ...
Si è schiavi del denaro o della sorte....
[NDR|Agone verbale: Admeto e Feret...
Chi deve morire è già morto. E un morto...
Solo a parole [...] i vecchi invocano la...

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