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"Riflessioni a due sulle sorti del mondo" di Sigmund Freud, Albert Einstein
Titolo:Riflessioni a due sulle sorti del mondo
Titolo originale:Riflessioni a due sulle sorti del mondo
Autore:Sigmund Freud, Albert Einstein
Editore:Bollati Boringhieri
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1975
Pagine:102
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Tedesco
Genere:Articoli e lettere
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale: Riflessioni_a_due_sulle_sorti_del_mondo.opus, 208462 bytes
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L'autore
Albert Einstein nacque in Germania, ad Ulma, nel 1879. È morto a Princeton, nel 1955.

Si è dedicato principalmente ai seguenti ambiti: fisica.

La guerra, la morte, la società vista attraverso le parole di due grandissimi geni.

Questo breve volume contiene, oltre ad un interessantissimo carteggio (del 1932) fra Albert Einstein e Sigmund Freud, riguardante le motivazioni sociali della guerra, anche due piccoli saggi scritti dal padre della psicoanalisi, intitolati "Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte" (1915) e "Caducità" (1915). Queste ultime due opere si pongono l'obiettivo di analizzare, dal punto di vista psicologico, il significato per l'uomo della guerra e le variazioni che essa induce nella nostra visione della morte. Freud concettualizza il problema bellico come un istinto conseguente alle nostre pulsioni primordiali, e in quest'ottica la guerra non è vista come un fallimento della civiltà, ma come l'emergere della nostra vera natura in un contesto sociale.
Sia Einstein che Freud si schierano apertamente per la pace (anche se Freud, agli inizi della Prima Guerra Mondiale, e per pochi mesi, si era sentito dominare da un intenso spirito patriottico e militarista). Questi grandi pensatori, come molte persone dotate di elevata cultura, si schierano contro la barbarie generalizzata e contro gli istinti distruttivi che contraddistinguono la nostra specie, e proprio il carteggio, nato tra i due, cerca di chiarire i motivi economici e civili, le sfere di influenza e le pulsioni istintuali, non ultimi i riti rigenerativi che stanno alla base dell'esperienza bellica.
Queste opere, nella loro esplicita chiarezza e nella loro lucida analisi, non si limitano solo a razionalizzare un fenomeno umano complesso, ma hanno anche una struttura propositiva, dove vengono vagliate speranze, illusioni e concrete possibilità per un progressivo abbandono di questa pratica così terribile e dolorosa per gli uomini e le nazioni.

PAGELLA
Scorrevolezza:7.5
Valore artistico:7
Contenuti:9
Globale:8.5

Consigliato a:

Consiglio questo volume a tutti quelli che, trovandosi smarriti di fronte ad un grave problema come quello dei conflitti internazionali, vogliono comprendere meglio ciò che sta dietro a queste intense manifestazioni di intolleranza, interesse economico, crudeltà o incomprensione.
Se vi è piaciuta quest'opera, potreste approfondire la lettura di questi due autori nei loro specifici campi di studio, cioè la psicoanalisi per Freud e la fisica per Einstein (per dare una veloce scorsa al pensiero freudiano, leggete "Aforismi e pensieri"). Se invece volete conoscere altri autori che hanno parlato di guerra, vi consiglio, dal punto di vista filosofico, le acute analisi del matematico e filosofo Bertrand Russell (vedi ad esempio i suoi "Pensieri"), oppure potreste leggere qualche eccellente romanzo bellico: Ernest Hemingway in due romanzi superbi come "Per chi suona la campana" e "Addio alle armi", il celeberrimo "Guerra e pace" di Lev Nikolaevič Tolstoj, e, mio personale consiglio, l'interessante, anche se spesso poco considerato, "La luna è tramontata" di John Steinbeck.

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