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"L'importanza di essere Fedele" di Oscar Wilde
Titolo:L'importanza di essere Fedele
Titolo originale:The importance of being Ernest
Titoli alternativi:L'importanza di essere Franco, L'importanza di essere Onesto, L'importanza di chiamarsi Ernesto
Autore:Oscar Wilde
Editore:Bibliomania.it
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1895
Pagine:55
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Inglese
Genere:Opera teatrale
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
:

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L'autore
Oscar Wilde è nato in Irlanda, a Dublino, nel 1854. È morto a Parigi, nel 1900.

Il suo nome originario è Oscar Fingal O'Flaherty Wills Wilde.

Si è dedicato principalmente a queste aree: estetismo.

"L'importanza di essere Fedele" (col titolo originale: The importance of being Ernest) è un opera teatrale di Oscar Wilde che è stato pubblicato in lingua inglese nel 1895.

Questa versione in italiano è stata pubblicata da Bibliomania.it (55 pagine).

TRAMA

Primo atto

Il primo atto si apre a Londra nell'appartamento in Half-Moon Street di un giovane aristocratico, Algernon Moncrieff, nel momento in cui si presenta alla porta il suo amico di vecchia data, Ernest Worthing. Grazie ad un portasigarette dimenticato dall'amico la sera prima, tuttavia, Algernon scopre che il vero nome di costui è Jack Worthing: egli, abitando in campagna, finge di avere uno scapestrato fratello a Londra, il cui nome è Ernest, per poter condurre una vita di piaceri. In campagna infatti egli è il tutore della giovane Miss Cecily Cardew e in quanto tale deve assumere un comportamento moralmente ineccepibile. La piccola Cecily, come da lui viene chiamata, è la nipote di Mr Thomas Cardew, padre adottivo di Jack. A sua volta, Jack scopre che anche Algernon conduce una doppia vita grazie all'invenzione di un povero amico invalido, chiamato Bunbury.

Comunque sia, Jack si trova in città per proporsi a Miss Gwendolen Fairfax, cugina di Algernon. Dichiarato il suo amore alla giovane, alla quale si presenta con il nome di Ernest, questa ricambia il sentimento; è sua ferma intenzione, però, sposare solo un uomo chiamato Ernest, in quanto quel nome le "procura delle vibrazioni" e ha un suono che scalda il cuore a sentirlo. Per ottenere il consenso al fidanzamento, Jack ha successivamente un colloquio con la madre di Gwendolen, Lady Augusta Bracknell, zia di Algernon; in questa occasione si viene a sapere che Jack è un trovatello: Mr Thomas Cardew lo rinvenì in una capiente borsa di cuoio dimenticata nei bagni di Victoria Station, Brighton Line. A sentire ciò, Lady Bracknell è indignata e nega il permesso per il fidanzamento, a meno che Jack non si trovi dei genitori entro la fine della stagione.

Gwendolen non si scoraggia e chiede pertanto a Jack l'indirizzo della sua casa di campagna; Algernon, ascoltando la conversazione, si segna l'indirizzo, intenzionato a far visita alla piccola Cecily.


Secondo atto

Nel secondo atto la scena si sposta quindi in campagna nel giardino della Manor House a Wolton, nella dimora campestre di Jack, dove vive la giovane Cecily e la sua anziana badante e insegnante, Miss Prism. Algernon si presenta alla tenuta dichiarando di essere Ernest, il fratello scapestrato di Jack, e si innamora della giovane, la quale contraccambia; anch'ella è però intenzionata a sposare soltanto un uomo di nome Ernest, ritenendo, come Gwendolen, che esso abbia qualcosa di speciale. Quando Jack arriva costringe Algernon ad andarsene ma egli, intenzionato a fidanzarsi con Cecily, torna di nascosto. Nel frattempo, entrambi chiedono a Dr Chasuble, il reverendo della vicina chiesa, di essere battezzati.

Intanto anche Gwendolen, ancora invaghita e desiderosa di fidanzarsi con Ernest raggiunge la casa di campagna di Jack, dove incontra Cecily. Dopo qualche battuta le donne scoprono di essere fidanzate con quello che credono essere lo stesso uomo, ovvero Ernest. Dopo aver chiesto spiegazioni ai rispettivi fidanzati e scoperta la verità, si ritirano indignate nella villa, per poi però perdonare entrambi.


Terzo atto

Il terzo atto si apre con l'arrivo di Lady Bracknell alla tenuta, intenzionata a richiamare la figlia fidanzata con Jack. Avendo inoltre saputo che il nipote Algernon è intenzionato a sposare Cecily, dopo un rifiuto iniziale, concede il permesso al nipote una volta venuta a conoscenza dell'ingente rendita della giovane (centotrentamila sterline l'anno), ereditata dal nonno. È Jack tuttavia a negare il consenso per le nozze, sperando con questo di strappare a Lady Bracknell l'autorizzazione per il proprio matrimonio con Gwendolen. Tuttavia la donna è irremovibile, e tutto sembra concludersi, quando Dr Chasuble nomina Miss Prism: a sentire quel nome, la zia Augusta chiede di vedere immediatamente l'istitutrice. Si viene a scoprire che essa era un tempo alle dipendenze di Lady Bracknell come bambinaia e che un giorno, uscita con il neonato a lei affidato, non era mai più tornata: la carrozzina era stata trovata vuota e Miss Prism e il piccolo erano scomparsi. La governante confessa che quel giorno era uscita con una grande borsa di cuoio e che, in un attimo di distrazione, aveva riposto il bambino nella borsa, per poi dimenticarla nel guardaroba di Victoria Station a Londra, Brighton Line. Jack si riconosce nel neonato dimenticato da Miss Prism nella borsa e scopre di essere in realtà fratello maggiore di Algernon.

Scoperta la parentela, Lady Bracknell autorizza le nozze tra Jack e Gwendolen, ma rimane ancora il problema del nome: tra l'altro Jack, non essendo mai stato a conoscenza delle sue origini, ha un nome che non è il suo. Dato che la zia Augusta dice che questi era stato chiamato come il suo defunto padre (un generale dell'esercito inglese), di cui né lei né Algernon ricordano il nome, Jack consulta gli elenchi militari scoprendo che il padre, e quindi anch'egli, si chiamava effettivamente Ernest.


Una scena dell'opera da una
rappresentazione del 1895.
Incipit del libro L'importanza di essere Fedele di Oscar Wilde:




L’importanza di essere Fedele





ATTO PRIMO

Salotto nell’appartamento di Algernon, Half-Moon Street. I mobili sono lussuosi e dimostrano il gusto artistico di chi ci
abita. Si ode il suono di un pianoforte dalla stanza accanto.

Lane sta preparando il tè sul tavolino. La musica cessa e Algernon entra.

ALGERNON

Ha sentito quello che stavo suonando, Lane?

LANE

Non mi sembrava beneducato ascoltare, signore.

ALGERNON

Mi dispiace - per lei. Io non suono con precisione - tutti possono suonare con precisione - ma sono meravigliosamente espressivo. Quanto al piano, sul sentimento ci vado forte. La scienza la riservo alla Vita.

LANE

Sì, signore.

ALGERNON

A proposito della scienza della Vita, ha preparato le tartine al cetriolo per Lady Bracknell?

LANE

Sono qui, signore. ( Sono su un piatto d’argento, che Lane presenta a Algernon).

ALGERNON ( li osserva attentamente; ne prende due; si siede sul divano) Oh!… senta, Lane, vedo dal libro dei conti che giovedì scorso, quando Lord Shoreman e Mr Worthing erano a cena da me, abbiamo consumato otto bottiglie di champagne.

LANE

Sì, signore; otto bottiglie intere, e una mezza bottiglia.

ALGERNON

Perché mai, nelle case degli scapoli, la servitù beve soltanto champagne? Glielo chiedo tanto per chiedere.

LANE

Secondo me, dipende dalla qualità superiore del vino, signore. Ho spesso notato che le coppie sposate non tengono quasi mai champagne di prima qualità.

ALGERNON

Santo cielo! Il matrimonio è dunque così deprimente?

LANE

Secondo me è una condizione gradevole, signore, anche se fino ad oggi le mie esperienze dirette sono state limitate.

Sono stato sposato soltanto una volta. E solo per un malinteso fra me e una certa giovane.

ALGERNON ( in tono languido)

Non credo di essere molto interessato alla sua vita di famiglia, Lane.

LANE

Infatti, signore, non è un argomento di grande interesse. Anch’io cerco di non pensarci mai.

ALGERNON

La cosa mi sembra naturale. È tutto, Lane, grazie.

LANE

Grazie, signore.

Lane esce di scena.

ALGERNON

Le opinioni di Lane circa il matrimonio non sono molto serie. Insomma,


[...]
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