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"Guerra De' Topi E Delle Rane" di Giacomo Leopardi
Titolo:Guerra De' Topi E Delle Rane
Autore:Giacomo Leopardi
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

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L'autore
Giacomo Leopardi è nato in Italia, a Recanati, nel 1798. Morì a Napoli, nel 1837.

In origine, il suo nome era Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi.

"Guerra De' Topi E Delle Rane" è un libro scritto da Giacomo Leopardi.

Questa versione in italiano è edita da un editore non definito.

Incipit del libro Guerra De' Topi E Delle Rane di Giacomo Leopardi:




Guerra De’ Topi E Delle Rane




GUERRA DE’ TOPI E DELLE RANE

[ 1821-1822]

CANTO PRIMO

1

Mentre a novo m’accingo arduo lavoro, O Muse, voi da l’Eliconie cime

Scendete a me ch’il vostro aiuto imploro: Datemi vago stil, carme sublime:

Antica lite io canto, opre lontane, La Battaglia de’ topi e de le rane.

2

Su le ginocchia ho le mie carte; or fate Che nota a ogni mortal sia l’opra mia, Che salva giunga alla più tarda etate Per vostro dono, e che di quanto fia che su le carte a voi sacrate io scriva La fama sempre e la memoria viva.

3

I nati già dal suol vasti giganti

Di que’ topi imitò la razza audace: Di nobil foco accesi, ira spiranti Vennero al campo; e se non è mendace Il grido ch’oggi ancor va per la terra, Questo l’origin fu di quella guerra.

4

Un topo un dì, fra’ topi il più leggiadro, Venne d’un lago a la fangosa sponda: Campato allor d’un gatto astuto e ladro, Acchetava il timor con la fresch’onda: Mentre beveva, un garrulo ranocchio Dal pigro stagno a lui rivolse l’occhio.

5

Se gli fece vicino e a dirgli prese:

“A che venisti e d’onde o forestiero?

Di che gente sei tu, di che paese?

Che famiglia è la tua? narrami il vero; Ché se da ben conoscerotti e umano, Valicar ti farò questo pantano.

6

Io guida ti sarò, meco verrai

A le mie terre ed al palazzo mio;

Quivi ospitali e ricchi doni avrai, Ché Gonfiagote il principe son io; Ho ne lo stagno autorità sovrana,

E m’obbedisce e venera ogni rana.

7

La Donna già mi partoria de l’acque Che, per amor, col mio gran padre Limo Un giorno in riva a l’Eridan si giacque: Ma vago sei tu pur: s’io bene estimo, Qualche rara virtude in te si cela.

Schietto ragiona, e l’esser tuo mi svela.” 8

“Amico,” disse il topo, “e che mai brami?

Non è Dio che m’ignori, augello o uomo; E tu dunque non sai come mi chiami?

Or bene, Rubabriciole io mi nomo;

Il mio buon padre Rodipan s’appella, Topo di fino pel, d’anima bella.

9

Mia madre è Leccamacine, la figlia Del rinomato re Mangiaprosciutti.

Con gioia universal de la famiglia Mi partorì dentro una buca, e tutti I più squisiti cibi, e noci e fichi Furo il mio pasto a que’ bei


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