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"Canti" di Giacomo Leopardi
Titolo:Canti
Autore:Giacomo Leopardi
Editore:Nabu Press
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
Codice ISBN:9781149081914
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
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L'autore
Giacomo Leopardi è nato in Italia, a Recanati, nel 1798. Morì a Napoli, nel 1837.

In origine, il suo nome era Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi.

"Canti" è un libro scritto da Giacomo Leopardi.

Questa versione in italiano è edita da Nabu Press (ISBN: 9781149081914).

Incipit del libro Canti di Giacomo Leopardi:




Canti





Canti

I

ALL’ITALIA

O patria mia, vedo le mura e gli archi E le colonne e i simulacri e l’erme Torri degli avi nostri,

Ma la gloria non vedo,

Non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi I nostri padri antichi. Or fatta inerme, Nuda la fronte e nudo il petto mostri.

Oimè quante ferite,

Che lividor, che sangue! oh qual ti veggio, Formosissima donna! Io chiedo al cielo E al mondo: dite dite;

Chi la ridusse a tale? E questo è peggio, Che di catene ha carche ambe le braccia; Sì che sparte le chiome e senza velo Siede in terra negletta e sconsolata, Nascondendo la faccia

Tra le ginocchia, e piange.

Piangi, che ben hai donde, Italia mia, Le genti a vincer nata

E nella fausta sorte e nella ria.

Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive, Mai non potrebbe il pianto

Adeguarsi al tuo danno ed allo scorno; Che fosti donna, or sei povera ancella.

Chi di te parla o scrive,

Che, rimembrando il tuo passato vanto, Non dica: già fu grande, or non è quella?

Perché, perché? dov’è la forza antica, Dove l’armi e il valore e la costanza?

Chi ti discinse il brando?

Chi ti tradì? qual arte o qual fatica O qual tanta possanza

Valse a spogliarti il manto e l’auree bende?

Come cadesti o quando

Da tanta altezza in così basso loco?

Nessun pugna per te? non ti difende Nessun de’ tuoi? L’armi, qua l’armi: io solo Combatterò, procomberò sol io.

Dammi, o ciel, che sia foco Agl’italici petti il sangue mio.

Dove sono i tuoi figli? Odo suon d’armi E di carri e di voci e di timballi: In estranie contrade

Pugnano i tuoi figliuoli.

Attendi, Italia, attendi. Io veggio, o parmi, Un fluttuar di fanti e di cavalli, E fumo e polve, e luccicar di spade Come tra nebbia lampi.

Né ti conforti? e i tremebondi lumi Piegar non soffri al dubitoso evento?

A che pugna in quei campi

L’itala gioventude? O numi, o numi: Pugnan per altra terra itali acciari.

Oh misero colui che in guerra è spento, Non per li patrii lidi e per la pia Consorte e i figli cari,

Ma da nemici altrui

Per altra gente, e non può dir morendo: Alma terra natia,

La vita che mi desti ecco ti rendo.

Oh venturose e care e benedette L’antiche età,


[...]
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