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"Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria
Titolo:Dei delitti e delle pene
Titolo originale:Dei delitti e delle pene
Autore:Cesare Beccaria
Editore:Liber Liber
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1764
Pagine:n.d.
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Trattato
Argomento:Diritto
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
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L'autore
Cesare Beccaria è nato in Italia, a Milano, nel 1738. È morto a Milano, nel 1794.

Il suo nome originario è Cesare Bonesana, marchese di Beccaria.

Dei Delitti e delle Pene è uno di quei testi che trasudano intelligenza e saggezza.

Recentemente ho gettato lo sguardo su un questionario, presumo dedicato agli aspiranti docenti (un test valutativo quindi) in cui v'era una domanda riguardante Cesare Beccaria: non ho visto né la domanda né tutte le risposte possibili - era una veloce scorsa data al foglio in mano ad una passeggera del mio stesso treno - ma la risposta segnata dalla viaggiatrice sconosciuta, che avevo aiutato a sollevare la valigia sul portabagagli, recitava circa così: Cesare Beccaria (in "Dei delitti e delle pene") condanna la tortura e la pena di morte. Ora, può darsi che fosse proprio quella la risposta giusta per il curatore del questionario, ma sinceramente non è quello che ho inteso io leggendo il capolavoro del giurista italiano. Mi è parso che Cesare Beccaria condanni la tortura come disumana, oltre che inutile, spesso controproducente come mezzo per ottenere la verità, e pertanto mezzo stupido. Ma la pena di morte, in una società fortemente religiosa e secolarizzata, che vede questa vita come un transito verso l'altra vita - quella eterna per dono divino - è da Beccaria analizzata in ambito giuridico, e giudicata inutile, a volte controproducente (come la condanna a morte comminata a chi tenta il suicidio), fors'anche stupida, ma non disumana. Ritenere che Beccaria condanni la pena di morte, magari perché, spesso solo di facciata, molte nazioni odierne la condannano, e una (stucchevole) forzatura del testo originale.
Pertanto, approfitto di questo trascurabile episodio accadutomi, non per raccontarvi di cosa parla questo libro, o per commentarlo, ma per esortarvi alla lettura, di questo come di altri grandi capolavori: le esemplificazioni ad usus suus sono sempre limitanti, e spesso imprecise, quando non addirittura distorsioni per altri fini delle opere originali (uno degli esempi più tragici è quello capitato alle opere di Nietzsche).

PAGELLA
Scorrevolezza:7
Valore artistico:8
Contenuti:10
Globale:9

Consigliato a:

"Dei Delitti e delle Pene" è uno di quei testi che trasudano intelligenza e saggezza, e verrebbe da chiedersi come mai, a distanza di secoli dalla sua pubblicazione, ancora l'umanità non abbia almeno adottato nelle sue leggi le principali teorie esposte da Cesare Beccaria.
Abbiamo disponibile anche l'audiolibro di quest'opera: una opportunità in più per conoscere questo celebre volume.


Una copertina del libro in portoghese.

Una copertina del libro in portoghese.
Incipit del libro Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria:

Le [[leggi]] sono le condizioni colle quali uomini indipendenti e isolati si unirono in società, stanchi di vivere in continuo stato di guerra.
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}


[...]
Audiolibri di:Cesare Beccaria
Dei delitti e delle pene
Trattato
Audiolibro del celebre saggio giuridico "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria.
I libri catalogati di Cesare Beccaria:
Dei delitti e delle pene (1764)
Dei delitti e delle pene
Della commedia
Citazioni di Cesare Beccaria:
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