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"Gli occhiali" di Henry James
Titolo:Gli occhiali
Titolo originale:Glasses
Autore:Henry James
Editore:Bibliomania.it
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1896
Pagine:64
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Inglese
Genere:Racconto
Traduttore:Cristina Pittiglio
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale: Gli_occhiali.opus, 167124 bytes
:

1318 visualizzazioni

L'autore
Henry James nacque negli Stati Uniti d'America, a New York City, nel 1843. Morì a Londra, nel 1916.

Non ci vedete bene? Ecco qui alcuni consigli poco saggi per voi.

Questo grazioso e ben bilanciato racconto di Henry James ci illustra come le convenzioni, e soprattutto l'aspetto fisico delle persone, possano influenzare non solo le nostre relazioni con gli altri, ma anche la nostra intera vita.
È questa la storia di una ragazza bellissima che ha un grosso problema alla vista, che le impone di indossare un enorme paio di occhiali per preservare intatti i suoi occhi. La ragazza si trova così presa tra due fuochi: deve decidere se portare gli occhiali, e relegarsi ad una vita dimessa e senza possibilità di un buon matrimonio (qui la schiettezza e la sincerità del racconto si fanno superbe, totalmente scevre da buonismo e ipocrisia), oppure abbandonare il malefico strumento, rischiando la cecità, e rimanere la stupenda fanciulla che è con una radiosa vita a venire.
La scelta sarà, con il procedere della trama, scontata, ma riserverà interessanti colpi di scena.
Henry James non si perita di mostrare la reale condizione della nostra società: l'autore, a volte in modo sottilmente acritico, riesce a decretare la scontata evidenza in una faccenda che, a guardarla con perbenismo, risulta essere almeno odiosa; si aspirerebbe ad un finale diverso, a qualcosa di più edificante... ma tutto questo non è possibile, perché la società reclama le sue vittime.
Il tono quasi dimesso e decisamente didascalico dell'opera si adattano perfettamente agli avvenimenti: tutto appare ben confezionato, a volte quasi subdolo nel constatare i fatti.
L'autore non fa risaltare una interpretazione morale di questa vicenda, almeno non in modo evidente: e questo è, al contempo, il più grande merito di questo racconto e anche ciò che maggiormente colpisce e atterra la nostra coscienza.

PAGELLA
Scorrevolezza:8
Valore artistico:7
Contenuti:7.5
Globale:7.5

Consigliato a:

Consiglio questo volume a tutti quelli che vogliono leggere una breve storia, gradevole, e che induca alla riflessione. Se vi è piaciuto questo libro, potreste leggere altre opere di Henry James, come "Washington Square" o "Il carteggio Aspern e altri racconti".
Se volete leggere qualcosa di affine alle tematiche Henry James, vi consiglio due letture: "Rosso Malpelo" di Giovanni Verga (per la discrepanza che esiste tra come si è e come si è visti), e "Uno, nessuno e centomila" di Luigi Pirandello (per riflettere su come siamo in rapporto agli altri).

Incipit del libro Gli occhiali di Henry James:

I

Certamente, dico a me stesso con la penna in mano, posso mantenere il filo e lasciare che mi riporti indietro fino alla prima impressione. La piccola storia è tutta lì, la posso toccare da capo a capo perché il filo, come lo chiamo io, è una successione di perle colorate su una cordicella. Non ne manca nessuna, almeno credo: e questo è proprio quello che mi divertirò a scoprire.
Ero stato per tutta l’estate in città a lavorare duramente e mi ero recato a Folkestone per una boccata d’aria. Sentivo che l’arte era immensa e la mia vacanza breve; mia madre si era stabilita a Folkestone e le facevo visita appena potevo. Ricordo come in quell’occasione, dopo le settimane trascorse nel mio studio soffocante con il naso sulla tavolozza, aspiravo la limpida aria salina e mi rinfrescavo gli occhi con il mare violaceo.
Il posto era pieno di camere ammobiliate in affitto, e in quella stagione le camere erano piene di gente, gente che non aveva altro da fare se non fissarsi reciprocamente sul grande piano. Vi erano centinaia di piccole sedie a rotelle e quasi altrettanti piccoli ebrei, e c’era la musica sulla rotonda all’aperto, sulla quale i piccoli ebrei agitavano i loro nasi notevoli. Si gironzolava in su e in giù e si facevano piccole soste; la sommità della scogliera, lunga e piatta, fiancheggiata in alcuni punti dalla ferrovia, avrebbe potuto essere il ponte di un’immensa nave affollata.


[...]
Personaggi e concetti creati da Henry James:
Signora Almond (Personaggio, dal libro Washington Square)
Marian Almond (Personaggio, dal libro Washington Square)
Signora Montgomery (Personaggio, dal libro Washington Square)
Lavinia Penniman (Personaggio, dal libro Washington Square)
Austin Sloper (Personaggio, dal libro Washington Square)
Catherine Sloper (Personaggio, dal libro Washington Square)
Arthur Townsend (Personaggio, dal libro Washington Square)
Morris Townsend (Personaggio, dal libro Washington Square)
I libri catalogati di Henry James:
Daisy Miller
Giro di vite
Gli ambasciatori
Gli occhiali (Glasses) (1896)
Il carteggio Aspern e altri racconti (The Aspern Papers) (1888)
Il Carteggio Aspern E Altri Racconti Italiani
Il giro di vite (The Turn of the Screw) (1898)
Il Giro Di Vite
L'americano
L'Angolo Allegro
La Bestia Nella Giungla E Altri Racconti
Le ali della colomba
Owen Wingrave
Principessa Casamassima
Quattro racconti (Four Meetings) (1877, 1879 e 1885)
Racconti di fantasmi
Ritratto Di Signora
Roderick Hudson
Washington Square (1880)
Washington Square
Citazioni di Henry James:
È l'arte che fa la vita, fa l'interesse,...
Forse farò un favore al lettore dicendog...
In arte l'economia è sempre bellezza....
L'uomo sano e saggio non si allontana ma...
Cerca di essere una di quelle persone su...
Ci vuole un bel po' di storia per spiega...
Ci vuole un sacco di storia per produrre...
Gatti e scimmie, scimmie e gatti: ecco t...
Gli studiosi di storia, essenzialmente,...
I soldi sono una cosa orribile da seguir...
L'intero impulso della mia educazione si...
L'unica cosa che possiamo chiedere a pri...
L'unica ragione che abbia un romanzo di...
Noi lavoriamo nell'oscurità: facciamo qu...
Ricorda ai ragazzi che mi devono seguire...
Si è orgogliosi quando si ha qualcosa da...
È sciocco dubitar di sé stessi come sare...
Uno non rinuncia al suo paese come non r...
Chiamo ricca la gente ch'è in grado di r...
Quando un'amicizia cessa di crescere, co...
[…] essendo infatti uno degli svantaggi...
Newman guardò per qualche istante la sig...
Il gentiluomo sul divano era un formidab...
Come dice il proverbio francese, la più...
Non è una bellezza, ma è bella, due cose...
Monsieur sa bene com'è Parigi. Una città...
Io trovo che si riesce a derivare molto...
La gente è superba soltanto quando ha qu...
Stare a Roma e non far mai una passeggia...
Ogni persona porta nella sua religione l...
La chiesa cattolica era un tempo la più...
Napoli – una città dove il «piacere» è a...
La civiltà di una nazione dovrebbe esser...
Uno scultore non è un sarto....
Mi piacerebbe dirvi questo: siate come s...
Se non fossi venuto a Roma, non mi sarei...
È l'arte che fa la vita, fa l'interesse,...
Forse farò un favore al lettore dicendog...
In arte l'economia è sempre bellezza. (d...
L'uomo sano e saggio non si allontana ma...
[NDR|Su Isabella Stewart Gardner,...
Certo nella sua opera, tutta sotto il se...
Daisy Miller è una personalità terribilm...
È sciocco dubitar di sé stessi come sare...
Uno non rinuncia al suo paese come non r...
Chiamo ricca la gente ch'è in grado di r...
Quando un'amicizia cessa di crescere, co...
[…] essendo infatti uno degli svantaggi...
Newman guardò per qualche istante la sig...
Il gentiluomo sul divano era un formidab...
Come dice il proverbio francese, la più...
Non è una bellezza, ma è bella, due cose...
Monsieur sa bene com'è Parigi. Una città...
Io trovo che si riesce a derivare molto...
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Ogni persona porta nella sua religione l...
La chiesa cattolica era un tempo la più...
Napoli – una città dove il «piacere» è a...
La civiltà di una nazione dovrebbe esser...
Uno scultore non è un sarto. (p. 275)...
Mi piacerebbe dirvi questo: siate come s...
Se non fossi venuto a Roma, non mi sarei...
Da buon melodramma – e L'americano...

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