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"Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci
Titolo:Lettera a un bambino mai nato
Titolo originale:Lettera a un bambino mai nato
Autore:Oriana Fallaci
Editore:Rizzoli
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1976
Pagine:101
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Monologo autobiografico
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale:Lettera_ad_un_bambino_mai_nato.opus, 225023 bytes
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L'autore
Oriana Fallaci nacque in Italia, a Firenze, nel 1929. Morì a Firenze, nel 2006.

Per sapere qualcosa di più su Oriana Fallaci, potete consultare il sito web ufficiale dell'autore, disponibile alla seguente pagina:
http://www.orianafallaci.com/.

Un dialogo tra l'autrice e il figlio nascituro diventa per Oriana Fallaci l'occasione per riflessioni profonde.

Questo monologo di Oriana Fallaci è interessante perché mostra non solo l'aspetto umano ed anticonformista di una scrittrice, ma soprattutto perché ricco di spunti di riflessione, idee, affermazioni della propria personalità, intuizioni e ribellioni.
È il monologo dell'autrice con suo figlio, la cui gestazione comporta innumerevoli problemi per la protagonista: una sorta di dialogo prenatale. È una gestazione difficile innanzitutto perché, per una donna negli anni Settanta, essere sola, non sposata, con relazioni passeggere, è come essere rea confessa del peccato di anticonformismo. In un mondo in cui la donna, anche professionalmente evoluta come la Fallaci, è vista come impossibilitata a vivere senza il supporto maschile, questa maternità diviene ancor più stimolo all'emancipazione dell'autrice. Un'emancipazione che è sentita come necessaria, improrogabile, e che la protagonista porta fin alle estreme conseguenze.
La struttura dialogica è basata su due istanze: il dialogo dell'io della protagonista con sé stessa, il dialogo dell'io con l'alter, che è rappresentato dal figlio nascituro. Poche sono le eccezioni, quando la madre si rivolge ai medici per controllare lo stato di salute dell'embrione (con una spiccata diffidenza verso la sfera maschile autoritaria), quando si rivolge al padre del nascituro, che è sempre presente nel romanzo perlopiù come fonte e stereotipo dei problemi culturali del periodo.
La protagonista sembra percorrere un cammino decisamente solitario, nel bene e nel male, ma ciò che più rende apprezzabile questo volume, è proprio la sua collocazione storico-culturale e, visto nell'ottica della lotta per l'emancipazione femminile, è una tappa importante dell'affermazione dell'ego femminino contro l'alter maschile, spesso egocentrico e imperioso. La dote più apprezzabile di questa come delle altre opere della Fallaci, è quella di presentarci una femminilità vivida ma non mai convenzionale, dove l'arte letteraria non è disgiunta dall'eleganza, dove il nesso fra le due metà del cielo diviene effimero. Un modo di scrivere che ottiene, per antitesi con il lascito letterario patriarcale, una nuova istanza di femminilità attiva, coerente, impetuosa (al contrario ad esempio di quanto avviene per Banana Yoshimoto in romanzi come "Amrita").

PAGELLA
Scorrevolezza:8
Valore artistico:7
Contenuti:8
Globale:7.5

Consigliato a:

Chi non conosce Oriana Fallaci, con questo libro potrà apprezzare la sua capacità di essere donna senza conformarsi allo stereotipo maschile, né a quello di una femminilità rassegnata. Se vi è piaciuto questo libro, vi consiglio di leggere le opere di Virginia Woolf, l'autrice di "Mrs Dalloway". Se volete conoscere altre grandi autrici, vi potete orientare anche verso le grandi scrittrici del passato, come le sorelle Brontë (per esempio in "Poesie", "Cime tempestose", "Jane Eyre", "Agnes Gray"), oppure Jane Austen, che al contrario delle sorelle dello Yorkshire, viveva, già nel suo tempo, una femminilità di natura più ironica, più sprezzante a volte, nel gusto salace e arguto di volumi come "Orgoglio e pregiudizio" e "Ragione e sentimento".

Incipit del libro Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci:

A chi non teme il dubbio a chi si chiede i perché‚ senza stancarsi e a costo di soffrire di morire A chi si poneil dilemma di dare la vita o negarla questo libro é dedicato da una donna per tutte le donne. Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d'un tratto, in quel buio, s'è acceso un lampo di certezza: sì, c'eri. È stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E quando ha ripreso a battere con tonfi sordi, cannonate di sbalordimento, mi sono accorta di precipitare in un pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante. Ora eccomi qui chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerca di capire: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri. Non è paura di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. È paura di te, del caso che ti ha strappato al nulla, per aggangiarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato.


[...]
Explicit: Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci:

Spero che i miei consigli ti siano serviti. Spero che tu non abbia mai urlato l'atroce bestemmia "perché‚ sono nato?". Spero che tu abbia concluso che ne valeva la pena: a costo di soffrire, a costo di morire. Sono così orgogliosa d'averti tirato fuori dal nulla a costo di soffrire, a costo di morire. Fa davvero freddo e il soffitto bianco ora é proprio nero. Ma siamo arrivati, ecco la magnolia. Cogli un fiore. Io non ci sono mai riuscita, tu ci riuscirai. Alzati sulla punta dei piedi, allunga un braccio. Così.Dove sei? Eri qui, mi sorreggevi, eri grande, eri un uomo. E ora non ci sei più. C'è solo un bicchiere di alcool dentro il quale galleggia qualcosa che non volle diventare un uomo, una donna, che non aiutai a diventare un uomo, una donna. Perché avrei dovuto, mi chiedi, perché avresti dovuto? Ma perché la vita esiste, bambino! Mi passa il freddo a dire che la vita esiste, mi passa il sonno, mi sento io la vita. Guarda, s'accende una luce... Si odono voci... Qualcuno corre, grida, si dispera... Ma altrove nascono mille, centomila bambini e mamme di futuri bambini: la vita non ha bisogno né di te né di me. Tu sei morto. Forse muoio anch'io.Dalla trentasettesima edizione in poi, modificata in «'''Ora''' muoio anch'io», così come appariva nelle bozze originali. Per maggiori dettagli, si veda Francesco Cevasco, ''[http://archiviostorico.corriere.it/1993/settembre/21/Oriana_libro_voce_co_0_93092113975.shtml Oriana, il libro, la voce]'', ''Corriere della sera'', 21 settembre 1993, pagg. 25-26) Ma non conta. Perché la vita non muore.


[...]
I libri catalogati di Oriana Fallaci:
Gli Antipatici
I sette peccati di Holliwood
I sette peccati di Hollywood
Il sesso inutile
Insciallah (1990)
Insciallah
Intervista con il Potere
Intervista con la storia
La Forza Della Ragione
La rabbia e l'orgoglio (2001)
La Rabbia E L'Orgoglio
Lettera a un bambino mai nato (1976)
Lettera A Un Bambino Mai Nato
Niente e così sia
Oriana Fallaci Intervista Oriana Fallaci
Oriana Fallaci Intervista Se Stessa
Oriana Fallaci intervista sé stessa – L'Apocalisse
Penelope Alla Guerra
Quel giorno sulla luna
Se Il Sole Muore
Citazioni di Oriana Fallaci:
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