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"L'avaro" di Molière
Titolo:L'avaro
Titolo originale:L'Avare ou l'École du mensonge
Autore:Molière
Editore:Garzanti
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1668
Pagine:207
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Francese
Genere:Commedia teatrale
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
:

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L'autore
Molière è nato in Francia, a Parigi, nel 1622. È morto a Parigi
, nel 1673.

In origine, il suo nome era Jean-Baptiste Poquelin.

"L'avaro" (titolo in lingua originale: L'Avare ou l'École du mensonge) è un commedia teatrale di Molière, pubblicato per la prima volta nel 1668 in francese.

Questa versione in italiano è stata stampata da Garzanti (207 pp.).

TRAMA

Arpagone è un vecchio taccagno. Pur di tenere per sé i suoi soldi, sceglie di far sposare al figlio una vedova molto ricca e alla figlia un marchese che, ricco com'era, aveva rinunciato alla dote di lei. Per sé vuole invece una ragazza, bellissima e con molte virtù, seppure senza dote. Purtroppo quello che vuole il padre non corrisponde ai sentimenti dei figli: infatti Elisa è innamorata del valletto Valerio, che ha perduto la famiglia in mare, mentre Cleante è innamorato di Marianna, la giovane che suo padre vorrebbe sposare.

Mentre Arpagone discute con i figli, un cameriere del figlio, chiamato Freccia, decide di rubare i suoi scudi d'oro. Venuto a sapere del furto, Arpagone è distrutto e arrabbiato, e quasi impazzisce, non riconoscendo neanche se stesso. Alla fine il suo cuoco, stanco della preferenza che Arpagone riserva a Valerio, decide di mettere quest'ultimo nei guai, incolpandolo del furto. Valerio, appena incontra Arpagone, non sapendo del furto del denaro, crede che il padrone abbia scoperto l'amore segreto fra lui ed Elisa, così si giustifica, facendo pensare ad Arpagone che, non solo gli abbia rubato il denaro, ma abbia anche avuto il coraggio di firmare una promessa di matrimonio alla figlia. Arrabbiatissimo, Arpagone va da Don Anselmo, il marchese che avrebbe voluto dare in sposo ad Elisa. Alla presenza di Anselmo e Marianna, Valerio confessa le sue origini, svelando a tutti di essere figlio di Don Tommaso d'Alburci. Don Anselmo ribatte, ma alla fine Marianna conferma il racconto, dimostrando l'innocenza di Valerio che si è dimostrato essere suo fratello. Quando anche Marianna racconta la sua versione della storia, Don Anselmo si rivela, dicendo a tutti di essere Don Tommaso D'Alburci.

Dopo che la famiglia si è felicemente riunita, però, Arpagone rivuole il suo denaro: il figlio allora confessa di sapere chi ha rubato i soldi, ma gli ridarà gli scudi solo se lui acconsentirà a fargli sposare Marianna. Da buon taccagno, Arpagone si tiene i suoi soldi e lascia la giovane Marianna.


Disegno che ritrae Arpagone,
l'avaro protagonista
dell'opera.
I libri catalogati di Molière:
Don Giovanni o il convito di pietra (Dom Juan ou le Festin de pierre) (1665)
Giovanni Dandin Ovvero Il marito umiliato (George Dandin ou le Mari confondu) (1668)
Il borghese gentiluomo
Il malato immaginario
Il medico per forza
Il misantropo (Le misanthrope) (1666)
Il misantropo
Il Tartuffo ovvero l'impostore (Le Tartuffe) (1669)
L'avaro (L'Avare ou l'École du mensonge) (1668)
La critica della scuola delle mogli (La Critique de l'école des femmes) (1663)
La scuola dei mariti (École des maris) (1661)
La scuola delle mogli (L'École des femmes) (1662)
Le Bourgeois gentilhomme - Les Femmes savantes - le Malade imaginaire
Le donne saccenti
Citazioni di Molière:
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