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"Il Tartuffo ovvero l'impostore" di Molière
Titolo:Il Tartuffo ovvero l'impostore
Titolo originale:Le Tartuffe
Autore:Molière
Editore:Rizzoli
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1669
Pagine:275
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Francese
Genere:Commedia teatrale
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale:Il_Tartuffo.opus, 220997 bytes
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L'autore
Molière è nato in Francia, a Parigi, nel 1622. È morto a Parigi
, nel 1673.

In origine, il suo nome era Jean-Baptiste Poquelin.

L'impostore viene rappresentato alla sua massima potenza.

Con questa commedia, Molière raggiunge gli apici della sua poetica e le vette di quella critica sociale, che tanto bene sapeva inscenare nei suoi capolavori. L'argomento di quest'opera è la denuncia della figura di falso devoto, cioè la denuncia di quei personaggi, arrivisti, che si aggiravano alle corti dei nobili, ostentando un ortodosso e quasi ascetico fervore religioso, nascondendo invece una rara malevolenza e una devozione che, essendo unicamente di facciata, permetteva le più turpi illazioni e i più iniqui soprusi. Veri ipocriti in toto, perseguivano solo i propri fini opportunisti, e le loro critiche, false e irragionevoli, seminavano zizzania e malafede anche nelle famiglie più integerrime.
Molière ha avuto molte difficoltà per pubblicare e rappresentare quest'opera: nonostante avesse l'appoggio del re, il gruppo della Sacra Congregazione (di cui facevano parte molti 'veri' Tartuffi) cercò, almeno nei primi cinque anni dalla creazione dell'opera, di osteggiare con tutti i mezzi questo lavoro teatrale, un lavoro che considerava perverso, amorale, abietto. Si arrivò addirittura a minacciare la scomunica per Molière.
L'opera è stata quindi rimaneggiata, e l'autore è stato costretto ad eliminare i passi più "perversi" e a concludere la commedia con un recalcitrante quanto inconsciamente raffazzonato finale, dove il deus ex machina, che risolve per il bene tutta la storia, è il re stesso (e non mancano alcuni versi di pura apologia e incensamento della regalità).
L'opera rimane comunque di estrema bellezza: intrigante, perfettamente realizzata, maestosa nell'incedere. È una storia che, pur collocata nel suo ambito storico, è dotata di una modernità che stupisce qualunque lettore, perché Molière critica un tipo di ipocrisia (quella dei "compiacenti lisciatori", tanto per usare un termine moderato) che ha innumerevoli esempi nella nostra società.
Il finale non vanifica assolutamente gli sforzi che l'autore ha compiuto per porre nella giusta prospettiva un problema così sentito; a maggior ragione sentito da Molière, che già ne "Il misantropo" proponeva una figura simbolo di estrema sincerità come quella del protagonista.
In conclusione, questa mi sembra una delle migliori opere di Molière e, probabilmente, una delle più sincere dell'autore.

PAGELLA
Scorrevolezza:9
Valore artistico:8.5
Contenuti:8.5
Globale:9

Consigliato a:

Consiglio questo volume a tutti quelli che vogliono conoscere il grande commediografo francese: questa è una delle sue opere migliori, perfettamente congegnata e ineccepibilmente scritta, e per giunta scorrevolissima. Se vi è piaciuto questo libro, vi consiglio altre opere della tradizione teatrale: per esempio William Shakespeare, in commedie come "La bisbetica domata", "Le allegre comari di Windsor", "Sogno di una notte di mezza estate". Oppure potete leggere Jean Racine, contemporaneo di Molière e suo rivale artistico, dedicatosi in particolare alla tragedia teatrale; o, ancora, Edmond Rostand e il suo ottimo "Cyrano di Bergerac". Se cercate opere italiane, vi consiglio "Mandragola" di Niccolò Machiavelli, gustosa pur nel suo italiano arcaico, e molte opere di Luigi Pirandello, come "Così è, se vi pare" e "Sei personaggi in cerca di autore".

I libri catalogati di Molière:
Don Giovanni o il convito di pietra (Dom Juan ou le Festin de pierre) (1665)
Giovanni Dandin Ovvero Il marito umiliato (George Dandin ou le Mari confondu) (1668)
Il borghese gentiluomo
Il malato immaginario
Il medico per forza
Il misantropo (Le misanthrope) (1666)
Il misantropo
Il Tartuffo ovvero l'impostore (Le Tartuffe) (1669)
L'avaro (L'Avare ou l'École du mensonge) (1668)
La critica della scuola delle mogli (La Critique de l'école des femmes) (1663)
La scuola dei mariti (École des maris) (1661)
La scuola delle mogli (L'École des femmes) (1662)
Le Bourgeois gentilhomme - Les Femmes savantes - le Malade imaginaire
Le donne saccenti
Citazioni di Molière:
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