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"Il paradiso degli orchi" di Daniel Pennac
Titolo:Il paradiso degli orchi
Titolo originale:Au Bonheur des Ogres
Autore:Daniel Pennac
Editore:Giangiacomo Feltrinelli Editore
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1985
Pagine:202
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Francese
Genere:Romanzo
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale:Il_paradiso_degli_orchi.opus, 220199 bytes
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L'autore
Daniel Pennac è nato in Francia, a Casablanca, nel 1944.

Il suo nome originario è Daniel Pennacchioni.

- Famiglia? - "Allargata".
- Professione? - "Capro espiatorio".

Daniel Pennac inizia con questo volume la serie di romanzi dedicati al capro espiatorio Benjamin Malaussène. Già questo romanzo, come si può subito evincere, è intimamente ben realizzato: perfettamente confezionato, in una storia ben tornita e pronta per la lettura, con la giusta dose di suspense e di attesa, buoni colpi di scena, spesso imprevedibili, e una gradevole trama.
Lo stile utilizzato è molto colorito, pieno di riferimenti, parole che con la loro ricchezza terminologica e fonetica arricchiscono non solo la lettura, visivamente in un'estetica dell'armonia scritta, ma anche uditiva, per un ascolto pieno e vivace. È il linguaggio a mio vedere il più grande pregio di questo volume: così riccamente caratterizzato, inframmezzato da parlata popolaresca, imprecazioni, semplicismi, barocche allocuzioni, in una composizione che vince e avvince il lettore nella sua florida molteplicità.
A volte, ma solo a tratti, si nota forse troppo questa ricerca di un confezionamento perfetto: già, perché questo romanzo sembra semplice e spontaneo solo ad un primo superficiale sguardo: al contrario è stato lungamente ponderato e affinato, e non è la scrittura di getto che si potrebbe pensare: risulta invece di una semplicità scevra da artificio e affettazione (è qui abbiamo quasi un eco leopardiano, vedi lo "Zibaldone di pensieri"), ma ottenuta con raffinata progettazione.
L'efficacia dell'opera si nota già dal titolo, "Il paradiso degli orchi" ("Au Bonheur des Ogres", in francese): come non richiamarsi al celeberrimo "Al paradiso delle signore" ("Au Bonheur des Dames"), l'opera di Émile Zola, anch'essa ambientata in un grande magazzino, e che celebrava l'avvento di una nuova epoca commerciale? Ad un secolo di distanza ci ritroviamo sempre in un grande magazzino di Parigi; questa volta le grandi imprese commerciali sono definitivamente consolidate, e con esse si è consolidato un nuovo rapporto con la società, e dei singoli individui fra loro: un rapporto che è fondato sulla spersonalizzazione e la dispersività dei singoli (come si evince leggendo le eteree figure dei commessi e avventori, anche protagonisti, del magazzino), e dall'altro lato, richiede figure rispolverate dal vecchio passato inquisitorio occidentale (come suggerisce lo stesso Pennac nel testo): quel capro espiatorio che abbatte la morale per creare una super-morale di autocompiacimento sociale.

PAGELLA
Scorrevolezza:8
Valore artistico:7
Contenuti:7
Globale:7

Consigliato a:

Consiglio questo volume a chi non conosce il grande autore francese contemporaneo. Se vi è piaciuto questo libro, vi consiglio di leggere altre sue opere, come i restanti volumi della serie, fino a "Ultime notizie dalla famiglia", oppure un interessante saggio sui giovani e la lettura, "Come un romanzo". Se vi piace la prosa di Daniel Pennac, allora vi potrebbero interessare anche le opere di un grande autore italiano come Stefano Benni, in volumi come "Bar Sport" e "La compagnia dei celestini".

Incipit del libro Il paradiso degli orchi di Daniel Pennac:

La voce femminile si diffonde dall'altoparlante, leggera e piena di promesse come un velo da sposa.
– Il signor Malaussène è desiderato all'Ufficio Reclami.
Una voce velata, come se le foto di Hamilton si mettessero a parlare. Eppure, colgo un leggero sorriso dietro la nebbia di Miss Hamilton. Niente affatto tenero, il sorriso. Bene, vado. Arriverò probabilmente la settimana prossima. È il 24 dicembre, sono le 16 e 15, il Grande Magazzino è strapieno. Una fitta folla di clienti gravati dai regali ostruisce i passaggi. Un ghiacciaio che cola impercettibilmente, in un cupo nervosismo. Sorrisi contratti, sudore lucente, ingiurie sorde, sguardi pieni d'odio, urla terrorizzate di bambini acciuffati da Babbi Natale idrofili.
– Non aver paura, tesoro, è Babbo Natale!
Rapidi flash.


[...]
I libri catalogati di Daniel Pennac:
Abbaiare Stanca
Come un romanzo (Comme un roman) (1992)
Come Un Romanzo
Diario di scuola
Ecco la storia
Il paradiso degli orchi (Au Bonheur des Ogres) (1985)
Il paradiso degli orchi
L'occhio Del Lupo
La fata carabina (La fée carabine) (1987)
La lunga notte del dottor Galvan
La passione secondo Therese
La prosivendola (La petite marchande de prose) (1990)
La Prosivendola
Signor Malaussène (Monsieur Malaussène) (1995)
Signori Bambini
Ultime notizie dalla famiglia (Monsieur Malassène au Théâtre des Chrétiens et des Maures) (1996)
Ultime Notizie Dalla Famiglia
Citazioni di Daniel Pennac:
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