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"Cenere" di Grazia Deledda
Titolo:Cenere
Titolo originale:Cenere
Autore:Grazia Deledda
Editore:Liber Liber
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1904
Pagine:n.d.
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Romanzo
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale:Cenere.opus, 240765 bytes
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L'autrice
Grazia Deledda è nata in Italia, a Nuoro, nel 1871. È morta a Roma, nel 1936.

Originariamente, il suo nome era Maria Grazia Cosima Deledda.

Ecco i principali ambiti in cui Grazia Deledda si è impegnata: verismo.

Un altro celebre romanzo di Grazia Deledda: sarà veramente solo cenere quella che rimane?

Questo romanzo esordisce con le atmosfere e gli stilemi tipici della narrativa di Grazia Deledda: ambientazione popolare sarda, mondo contadino, tipi psicologici semplici ma di ineffabile sensibilità. Questo è soprattutto il tema dominante della prima parte del volume; ma nella seconda compare invece il cardine della narrazione, che si sposta dapprima nella città di Cagliari, per poi migrare verso il continente (Roma), è che è incentrato, prima ancora che sull'amore del protagonista per la giovane figlia del suo padrino, sulla ricerca di una madre che è scomparsa, nel passato, dopo aver abbandonato il figlio.
Questa ricerca assume i tratti di vera ossessione e motivo conduttore, almeno latente, della vita di Anania (il ragazzo protagonista): una incessante questua di una persona che non riesce a rescindere i legami familiari e che, per ripristinare quell'amore materno reciso dall'abbandono, è disposto a tutto, anche a ripudiare una vita di possibili successi, di sicuro amore, di agiatezza: una perdita che Anania considera sempre più essenziale e imprescindibile, che ne condiziona i pensieri, che diventa un fardello necessario. Quasi una tara genetica che deve essere espiata, una punizione che deve essere consumata interamente e dalla quale non ci si può esimere.
È questo forse anche il limite maggiore del romanzo: un amore materno soffocante, che tarpa le ali dell'intraprendenza del figlio; una necessità che diviene giogo e fissazione in un giovane che non si riesce ad affrancare da un passato funesto.
Essenzialmente è un romanzo più ossessivo e ricorsivo rispetto ad altri celebri capolavori dell'autrice, e personalmente preferisco maggiormente opere come "Canne al vento" o "Il paese del vento". Qui la narrazione diviene quasi turpe, agitata, sommossa da una apprensione di stampo materno che l'autrice sente viva e intensa, e che si concretizza in un romanzo in cui il rapporto madre-figlio diviene problematico, analizzato minuziosamente ma con tenebrosa inquietudine.
Per la sua trattazione, e per l'impronta quasi di esperimento letterario sull'ineluttabilità del rapporto filiale, questo romanzo ricorda altri capolavori della letteratura mondiale, come "Papà Goriot" di Honoré de Balzac (in cui l'amore era invece tra le figlie e il padre), oppure "Figli e amanti" di David Herbert Lawrence (che aveva una visione al pari turpe e asfissiante).
Quest'opera risulta, a mio parere, maggiormente legata a canoni e stilemi classici, rispetto ad altre dell'autrice: legata ad esempio ad alcuni tratti romantici (per la purezza e idealità con cui viene descritto l'amore di Anania per Margherita), ed anche più legata allo stile verista: questo romanzo infatti presenta più parlata dialettale e gergale rispetto ad esempio a volumi come "Cosima" o "Canne al vento", e inoltre traspare con più evidente convinzione un'aderenza ad una certa analisi naturalistica degli eventi (seppur mediata dall'indagine psicologica usuale per Grazia Deledda).

PAGELLA
Scorrevolezza:7
Valore artistico:7
Contenuti:8
Globale:7

Consigliato a:

Se vi è piaciuto questo volume, vi consiglio di leggere altre opere dell'autrice sarda, come quelle già citate nella recensione. Potreste leggere anche volumi che hanno a mio parere una certa affinità di toni con il qui presente: alcune opere di Giovanni Verga (vedi "Mastro don Gesualdo"), oppure Émile Zola, con "La bestia umana" o "L'assommoir - L'ammazzatoio" (dove l'ineluttabilità delle proprie scelte è generata da una tara ereditaria).

Audiolibri di:Grazia Deledda
Canne al vento
Romanzo
Audiolibro del romanzo "Canne al vento" del premio Nobel Grazia Deledda.
Cosima
Romanzo autobiografico
Audiolibro del romanzo "Cosima" del premio Nobel Grazia Deledda.
Elias Portolu
Romanzo
Audiolibro del romanzo "Elias Portolu" della scrittrice Grazia Deledda.
Il Flauto nel bosco
Raccolta di racconti
Audiolibro della raccolta di racconti "Il Flauto nel bosco" della scrittrice Grazia Deledda.
La chiesa della solitudine
Romanzo
Audiolibro del romanzo "La chiesa della solitudine" della scrittrice Grazia Deledda.
Il fanciullo nascosto
Raccolta di racconti
Audiolibro della raccolta di racconti "Il fanciullo nascosto" della scrittrice Grazia Deledda.
Racconti sardi
Raccolta di racconti
Audiolibro dei "Racconti sardi" della scrittrice Grazia Deledda.
I libri catalogati di Grazia Deledda:
Amori Moderni
Canne al vento (1913)
Canne Al Vento
Cenere (1904)
Chiaroscuro
Colombi e sparvieri (1912)
Colombi E Sparvieri
Cosima (1937)
Cosima
Elias Portolu (1903)
Elias Portolu
Fior Di Sardegna
I giuochi della vita
Il Cedro Del Libano
Il Dono Di Natale
Il fanciullo nascosto
Il Fanciullo Nascosto
Il Flauto nel bosco
Il Flauto Nel Bosco
Il Nonno
Citazioni di Grazia Deledda:
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