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"Guida galattica per gli autostoppisti" di Douglas Adams
Titolo:Guida galattica per gli autostoppisti
Autore:Douglas Adams
Editore:Arnoldo Mondadori Editore
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

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Autore
Douglas Adams è nato in una nazione non definita, a Cambridge, nel 1952. È morto a Santa Barbara, nel 2001.

"Guida galattica per gli autostoppisti" è un libro scritto da Douglas Adams.

Questa versione in italiano è stata stampata da Arnoldo Mondadori Editore.

INFORMAZIONI EDITORIALI

Nei dimenticati spazi all'estremo limite della galassia c'è un piccolo e insignificante sole giallo.
Intorno a esso gira un piccolo, trascurabilissimo pianeta verdeazzurro le cui forme di vita,
discendenti dalle scimmie, stanno per essere sacrificate. Ad Arthur Dent e al suo amico alieno Ford Prefect
spetta l'ingrato compito di scoprire perchè la nuova autostrada spaziale debba passare proprio per la Terra... demolendola.

Incipit del libro Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams:





Guida Galattica per gli Autostoppisti






1













La casa sorgeva su un lieve rialzo, proprio all'estremo limite del villaggio. Era isolata, e dava su un'ampia distesa coltivata di campagna. Era una casa di nessun conto: aveva circa trent'anni, era di mattoni, quadrata, bassa, con quattro finestre sul davanti la cui grandezza e proporzione non erano proprio studiate per piacere all'occhio.


L'unica persona che considerava speciale quella casa era Arthur Dent, e per un semplice motivo: che per caso quella era la casa in cui abitava. Vi abitava da circa tre anni, fin da quando, cioè, si era trasferito lì da Londra, città che lo rendeva nervoso e irritabile. Anche lui, come la casa, aveva trent'anni: era alto, aveva i capelli neri, ed era sempre irrequieto. Quello che lo irritava di più era il fatto che la gente era solita chiedergli sempre per quale ragione era così irritato. Arthur Dent lavorava per una radio locale che, come lui diceva sempre ai suoi amici, era molto più interessante di quanto essi probabilmente pensassero. E lo era, in effetti (visto che la maggior parte dei suoi amici lavoravano in pubblicità).


La notte del mercoledì aveva piovuto molto forte e il viottolo era pieno d'acqua e fangoso, ma il giovedì mattina il sole splendette chiaro e vivido sulla casa di Arthur Dent. Splendette per quella che era destinata a essere l'ultima volta.


Arthur infatti aveva appena saputo che il consiglio comunale aveva deciso di abbattere la sua casa per costruirvi al suo posto una tangenziale.






Alle otto di mattina di giovedì Arthur non si sentiva molto bene. Si svegliò e, tutto intontito, si alzò e si mise a vagare per la camera da letto: aprì la finestra, vide un bulldozer, infilò le ciabatte e con passo pesante andò in bagno a lavarsi.


Mise il dentifricio sullo spazzolino, si lavò, eccetera eccetera.


Lo specchio che usava per farsi la barba era fuori posto e rifletteva il soffitto. Arthur lo risistemò, e nel farlo vi vide riflesso per un attimo un secondo bulldozer, che era visibile di là dalla finestra del bagno.


Sistemato lo specchio, Arthur si fece la barba, poi si sciacquò e andò in cucina a cercare qualcosa da mettere sotto i denti.


Riempì la cuccuma d'acqua, aprì il frigorifero, prese il latte, il caffè, e sbadigliò.


La parola bulldozer vagò nella sua mente per un attimo, alla ricerca di eventuali collegamenti.


Il bulldozer che si vedeva dalla cucina era particolarmente grande.


[...]
I libri catalogati di Douglas Adams:
Addio e grazie per tutto il pesce (So long, and thanks for all the fish) (1984)
Addio, e grazie per tutto il pesce
Guida galattica per gli autostoppisti
Il salmone del dubbio
L'investigatore olistico Dirk Gently
La lunga oscura pausa caffè dell'anima
La vita, l'universo e tutto quanto
Praticamente innocuo
Ristorante al termine dell'universo
Sicuro, Sicurissimo, Praticamente Sicuro
Citazioni di Douglas Adams:
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