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"Ribelli" di Pino Cacucci
Titolo:Ribelli
Titolo originale:Ribelli
Autore:Pino Cacucci
Editore:Giangiacomo Feltrinelli Editore
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:2001
Prima edizione italiana:2001
Pagine:182
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Saggio
Argomento:Personaggi storici
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Nicola Vivarelli
In Sardu:Presentadura in sardu
:

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L'autore
Pino Cacucci è nato in Italia, ad Alessandria, nel 1955.

Per sapere qualcosa di più su Pino Cacucci, potete consultare il sito web ufficiale dell'autore, disponibile a questa pagina:
http://www.feltrinellieditore.it/BlogAutore?id_autore=155756&blog_id=14.

Il libro è incentrato sulle figure di alcuni personaggi storici, europei e sudamericani, che hanno sacrificato la propria vita ad un ideale.

Il libro è incentrato sulle figure di alcuni personaggi storici, europei e sudamericani, che hanno sacrificato la propria vita ad un ideale. Percorrendo questa carrellata, si scoprono le azioni di Ttupac Amaru, le furbizie di Jacob e la ribellione di Jim Morrison. Sono personaggi che quasi sempre non vengono ricordati nelle narrazioni storiche ufficiali, che si sono mossi nell'ombra, e che ci illustrano situazioni quotidiane più vicine alla realtà rispetto a quelle fornite dai libri di storia. I ritratti sono scritti attraverso uno stile molto partecipato che rende ancora più vivida la comprensione dei fatti narrati, trascendendo da una banale obiettività che nel caso delle gesta di questi personaggi sarebbe fuori luogo.

PAGELLA
Scorrevolezza:8
Valore artistico:6
Contenuti:9
Globale:8

Consigliato a:

Il libro è consigliato a tutti coloro che già conoscono e apprezzano i libri di Cacucci, da "Camminando" a "La polvere del Messico". In questo libro ritroveranno le tematiche sudamericane care all'autore, arricchite anche da situazione e descrizioni più europee. Per gli altri lettori il consiglio è di avvicinarsi a questo autore, prima attraverso i suoi romanzi, e poi approfondendo le tematiche attraverso la lettura di questi saggi. Ciò non impedisce al lettore curioso di affrontare la lettura di questo saggio per approfondire la conoscenza di personaggi spesso citati ma poco conosciuti.

Incipit del libro Ribelli di Pino Cacucci:

1

Silvio, Iris e Adriano

È il 23 maggio 1944, le quattro del pomeriggio. Sulle colline romagnole, ai piedi dell’Appennino tosco-emiliano, la guerra potrebbe essere dimenticata soltanto per un attimo, se la vista si lasciasse invadere dal verde cupo degli alberi e da quello tenue dei campi di grano, punteggiati di papaveri rosso sangue. Il silenzio è eccessivo: i cannoni sono ancora lontani, nessun aereo da ricognizione ronza annunciando l’arrivo di bombardieri in quota, e la natura sembra zittita dall’attesa di un evento cruciale. È la presenza di alcuni uomini in uniforme a imporre questa quiete insana. Non ostentano armi, avanzano impettiti e a testa alta, non temono agguati. Nel podere del conte Zanetti Protonotari Campi, località Castellina, a pochi chilometri da Dovadola e a un tiro di moschetto da Predappio, il console della milizia Gustavo Marabini, comandante in capo della Guardia Nazionale Repubblicana di Forlì, scende dalla Lancia Augusta insieme al conte, al suo fattore, e al maggiore dell’Aeronautica Tullio Mussolini, nipote del duce. I quattro si guardano intorno, tesi e guardinghi, anche se sul volto del console Marabini si legge una profonda soddisfazione, che prevale sulla necessità di mantenere un comportamento marziale e gelido. Poi il console si abbandona a un sorriso di trionfo, quando scorge le tre figure che scendono lentamente dalla collina. Ce l’ho fatta, pensa. Si sta davvero arrendendo. Sì, è proprio Silvio Corbari, quel giovane che adesso avanza solcando l’erba alta a falcate decise, tenendo il mitra in basso, inerte, come un’appendice divenuta inutile e scomoda.
Giunto di fronte al console, Corbari constata che l’altro è disarmato, allora posa la sua arma a terra e dice:
“Bene, mi piacciono gli uomini coraggiosi”.
Cento metri più indietro, Iris Versari si è fermata in mezzo al campo, distanziata dal terzo partigiano, Otello: entrambi scrutano la campagna intorno, sapendo che sulla strada nazionale sostano due autocarri carichi di soldati. Del resto, i partigiani di Corbari occupano le colline intorno, disposti a semicerchio, pronti a intervenire se i fascisti dovessero violare gli accordi.
Il console Marabini chiede a Corbari dove abbia lasciato i suoi uomini. L’altro indica con un gesto vago le alture, rispondendo che sono pronti ad aprire il fuoco al minimo accenno di aggressione.
“Anch’io ho quindicimila uomini pronti a rastrellare la zona,” ribatte il console. “Ma non ce ne sarà bisogno. Ha la mia parola, come già gliel’ho data a suo tempo, che gli accordi verranno rispettati. Anzi, la condurrò anche dal generale tedesco che comanda la piazza di Forlì, mi ha espresso il vivo interesse a conoscerla… E poi il Duce adesso si trova a Rocca delle Camminate: posso accompagnarla personalmente da lui, e le confermerà ogni dettaglio del nostro patto.”


[...]
I libri catalogati di Pino Cacucci:
Forfora: E Altri Racconti
In Ogni Caso Nessun Rimorso
La polvere del Messico
Oltretorrente
Ribelli (2001)
San Isidro Futbol
Citazioni di Pino Cacucci:
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