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"Un'inutile scommessa" di Deborah Hale
Titolo:Un'inutile scommessa
Autore:Deborah Hale
Editore:Graziella
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

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Autore
Deborah Hale è nato in una nazione non definita.

"Un'inutile scommessa" è un libro scritto da Deborah Hale.

Questa edizione in italiano è stata stampata da Graziella.

Incipit del libro Un'inutile scommessa di Deborah Hale:









1





1



Ospedale militare di Bramleigh



per la truppa, 1812



 



Era proprio un posto da uomini.



Leonora Freemantle sentiva che arricciava il naso e tendeva i muscoli come una lepre o un cervo che annusano i predatori sulle loro tracce. Senza guardarsi intorno seguì la capo infermiera lungo la corsia. Mentre oltrepassava i letti dei soldati convalescenti, sentì gli sguardi furtivi e i commenti a bassa voce. Non abbastanza bassa, però, perché non riuscisse a distinguerli.



«Ehi, ragazzi, la capo infermiera ha una nuova aiutante.»



«Non vi sembra che abbia ingoiato un limone?»



«Mi ricorda il mio vecchio sergente istruttore.»



Leonora spinse in avanti il mento e raddrizzò le spalle lottando contro la tentazione di sistemarsi gli occhiali e raddrizzare il cappellino. Avrebbero potuto prenderli come segni di debolezza e lei non intendeva certo dare a quei soldati la soddisfazione di pensare che teneva alla loro opinione.



Eppure non poteva evitare il rossore di vergogna che le inondava il viso. Pur non avendo una donna da chissà quanto tempo, quegli uomini la trovavano comunque poco attraente. Be', almeno erano sinceri, cosa che non si poteva certo dire della maggioranza degli appartenenti al loro sesso.



Leonora l'aveva appreso per amara esperienza.



La capo infermiera entrò in una piccola sala comune e si diresse verso un gruppetto radunato in un angolo. Leonora sentì il rumore dei dadi che rotolavano sul pavimento di legno, seguito da un grido e da una serie di imprecazioni soffocate.



«Ce l'hai fatta di nuovo, Archer!» borbottò uno degli spettatori in tono di riluttante ammirazione. «Sei proprio il giocatore più fortunato che abbia mai visto.»



Sentendo quel nome, Leonora drizzò le orecchie. Se quello era il sergente Archer che era venuta a incontrare, era incoraggiante sapere che gli piaceva giocare.



L'uomo raccolse i dadi con una mossa che rivelava anni di pratica.



«La fortuna non c'entra niente, ragazzi. Questa è abilità» replicò.



La sua dichiarazione fu accolta da un coro di risate e da grida di approvazione.



La capo infermiera piombò sui giocatori come un falco su un pollaio.



«Sergente Archer, quante volte devo dirvelo? Non si gioca a dadi nel mio ospedale!»



Il sergente si alzò in piedi rivelando il corpo lungo, snello e muscoloso di un fuciliere. Leonora lo vide trasalire, come se il movimento gli procurasse una fitta dolorosa, poi il suo viso si distese in un sorriso irresistibile, diretto in tutta la sua potenza all'arcigna capo infermiera.



Il cuore sensibile di Leonora prese a battere come un tamburo. Nulla, nelle lettere inviate dal cugino Wesley dalla penisola iberica, l'aveva


[...]
I libri catalogati di Deborah Hale:
Un'inutile scommessa

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