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"Storia della colonna infame" di Alessandro Manzoni
Titolo:Storia della colonna infame
Titolo originale:Storia della colonna infame
Autore:Alessandro Manzoni
Editore:Liber Liber
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1840
Pagine:n.d.
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Racconto lungo
Licenza:Pubblico dominio
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
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Formati disponibili:
Recensione vocale: Storia_della_colonna_infame.opus, 211620 bytes
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L'autore
Alessandro Manzoni è nato in Italia, a Milano, nel 1785. Morì a Milano, nel 1873.

Originariamente, il suo nome era Alessandro Francesco Tommaso Manzoni.

Una costola dei "Promessi sposi" è lo spunto di riflessione contro la minaccia della tortura.

Quest'opera, che l'autore ha scritto desumendola dal lavoro svolto per i "Promessi sposi" (era un brano decisamente troppo lungo per essere inserito all'interno del romanzo), narra la storia di un ispettore della sanità che viene proditoriamente accusato, da una serie di testimoni inconsistenti e da false e tendenziose supposizioni, di essere un terribile untore, un appestatore che sparge una sostanza appiccicosa e lutea che trasmette immediatamente la peste a chi la tocca. La peste del Seicento sappiamo esser stata incredibilmente virulenta e mortifera; unita a questa contingenza di emergenza sanitaria, la superstizione, la pericolosa ingenuità, l'ignoranza e la ferocia del tempo, degli abitanti, dei giudici, portò alla ripetuta tortura dell'erroneo accusato. Un errore che non solo gli fece provare dolori inimmaginabili, ma che lo costrinse, dopo aver varcato il limite della tollerabilità, ad accusare altre persone di essere i mandanti, i complici, gli esecutori: tutto, pur di mettere fine a quel flagello tremendo. Naturalmente, data la barbarie, cagionata dalla stupidità, e soprattutto dall'affidamento incondizionato a riti, pedanterie, speciosità, magie verbali dalla spiccata connotazione apotropaica, il tutto si risolverà nel modo più tragico: condanna al supplizio per i rei confessi (è molto facile confessare qualsiasi cosa quando si è sottoposti alla tortura!), e continuazione del processo, con sempre più persone coinvolte in questo giro di vite di una giustizia che di giusto ha solo il nome.
Alessandro Manzoni non si sofferma sugli aspetti truculenti della tortura, limitandosi ad alcuni afferenti accenni (e sarebbe stato interessante magari ipotizzare un approccio diverso, per esempio quello che mette in pratica Gustave Flaubert in "Salambò"); l'autore invece si concentra sulla serie di riferimenti storici evidenziati dal frequente ricorso ai classici: vengono citati moltissime fonti, scrittori o giuristi, di diritto romano o medievale, fautori o detrattori della tortura, il tutto con un unico point de vue: quello della giustissima condanna da parte dell'autore di una pratica tanto barbara e feroce, quanto inutile e controproducente (come attestano anche molti contemporanei di questo oscuro evento narrato).
Un'opera interessante, che riesce, con la sua fine ricostruzione, a generare nel lettore un senso d'insofferenza malevola verso questa barbarie.
Il linguaggio è caratterizzato da una ricerca dell'aderenza storica: per questo motivo, vengono riportati interi brani di quel processo nell'italiano (raramente latino) in cui sono stati passati agli atti.

PAGELLA
Scorrevolezza:6
Valore artistico:8
Contenuti:8
Globale:7

Consigliato a:

Consiglio questo libro a tutti gli estimatori di Alessandro Manzoni che ritroveranno qui la prosa elastica e ben tornita di questo grande autore. Se vi interessano le tematiche presentate in quest'opera, dovreste anche voi attingere alle fonti che hanno ispirato lo stesso Manzoni, in particolare "Osservazioni sulla tortura" di Pietro Verri, e "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria (ne abbiamo disponibile l'audiolibro). Se volete leggere qualche romanzo che parli della tortura da un punto di vista moderno, potreste dare un'occhiata all'ottimo libro di Luis Sepúlveda, "Un nome da torero".

Incipit del libro Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni:

La mattina del 21 di giugno 1630, verso le quattro e mezzo, una donnicciola chiamata Caterina Rosa, trovandosi, per disgrazia, a una finestra d'un cavalcavia che allora c'era sul principio di via della Vetra de' Cittadini, dalla parte che mette al corso di porta Ticinese (quasi dirimpetto alle colonne di san Lorenzo), vide venire un uomo con una cappa nera, e il cappello sugli occhi, e una carta in mano, ''sopra la quale'', dice costei nella sua deposizione, ''metteva su le mani, che pareua che scrivesse''. Le diede nell'occhio che, entrando nella strada, ''si fece appresso alla muraglia delle case, che è subito dopo voltato il cantone, e che a luogo a luogo tiraua con le mani dietro al muro. All'hora'', soggiunge, ''mi viene in pensiero se a caso fosse un poco uno de quelli che, a' giorni passati, andauano ongendo le muraglie.'' Presa da un tal sospetto, passò in un'altra stanza, che guardava lungo la strada, per tener d'occhio lo sconosciuto, che s'avanzava in quella; ''et viddi, dice, che teneua toccato la detta muraglia con le mani.'' ([[s:Storia della colonna infame/Capitolo I|Incipit]])


[...]
I libri catalogati di Alessandro Manzoni:
Adelchi
Del Romanzo Storico
Del romanzo storico e, in genere, de i componimenti misti di storia e d'invenzione
Del trionfo della libertà
Fermo e Lucia
I Promessi Sposi (1842)
I Promessi Sposi (1842)
I promessi sposi
Il Cinque Maggio
Il Conte di Carmagnola
Il nome di Maria
In morte di Carlo Imbonati
Inni Sacri
Osservazioni sulla morale cattolica
Per una prima comunione
Poesie giovanili
Storia della colonna infame (1840)
Storia della colonna infame
Tutte Le Poesie
Citazioni di Alessandro Manzoni:
Al passar della falce che pareggia tutte...
La vita è il paragone delle parole....
Il meglio, troppe volte, s’attraversa al...
Come un forte inebriatoIl Signor...
Doni con volto amico,Con quel ta...
Dormi, o Celeste; i popoliChi na...
Gola e vanità, due passioni che crescono...
Il pittore di ritratti è come lo scrivan...
Il principio, di necessità tanto più ind...
Il raziocinio è un lume che uno può acce...
L'arte è arte in quanto produce, non un...
Liberi non sarem se non siamo uni. (da ...
Madre de' Santi, immagine / Della città...
Non sempre ciò che vien dopo è progresso...
Più si considera, più si studia un'azion...
Quando esce in campo una dizione nuova,...
Salve, o Divino a cui largì natura...
Soffermàti sull'arida sponda,vòl...
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[[Urania (mitologia)|Urania]] al suo...
Il forte si mesce col vinto nemico,...
Gli estinti, Ansberga,talor de'...
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Sparsa le trecce morbideSull'aff...
Come rugiada al cespiteDell'erba...
Gran segreto è la vita, e nol compren...
Godi che re non sei, godi che chiusa...
Le vie di Dio son molte,Più assa...
Quella via,Su cui ci pose il cie...
Il mio cor m'ange, Anfrido: ei mi com...
Ho per le mani un soggetto di tragedia a...
Ella vede come son condotte senza alcun...
Adelchi una Musa ce l'ha, perché sembra...
L'Historia si può veramente deffinire un...
E veramente, considerando che questi nos...
Di libri basta uno per volta, quando non...
Ai tempi in cui accaddero i fatti che pr...
«Or bene,» gli disse il bravo all'orecch...
«Orsù,» interruppe il bravo, «se la cosa...
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Pensino ora i miei venticinque lettori c...
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"Sapete voi quanti siano gl'impedimenti...
Mala cosa nascer povero, il mio caro Ren...
«Posso aver fallato» [NDR|Renzo a...
La venne finalmente, con un gran cavolo...
I provocatori, i soverchiatori, tutti co...
«All'avvocato bisogna raccontar le cose...
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«A noi poverelli le matasse paion più im...
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E lo sposo [NDR|Renzo Tramaglino]...
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È uno de' vantaggi di questo mondo, quel...
«Queste cose,» disse [NDR|Fra' Cri...
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«Escimi di tra' piedi, villano temerario...
«Ascoltate e sentirete. Bisogna aver due...
[NDR|William Shakespeare]...
«Carneade! Chi era costui?» ruminava tra...
Don Abbondio, sorpreso, messo in fuga, s...
Tutt'a un tratto, in vece di lui [...
Addio, monti sorgenti dall'acque, ed ele...
Chi dava a voi [NDR|Dio] t...
...ripetere un sì tante volte detto; lo...
La sventurata rispose. ([[s:I promessi s...
Ben di rado avviene che le parole afferm...
Una delle più gran consolazioni di quest...
Costui [NDR|il gran cancelliere An...
Adelante, Pedro, con juicio. (XIII)...
Per grazia del cielo, accade talvolta an...
Comanda chi può e ubbidisce chi vuole. (...
Vista ch'ebbe la guida, – maledetto! – d...
«Al pane», disse Renzo, ad alta voce e r...
All'uomo impicciato, quasi ogni cosa è u...
Basta spesso una voglia, per non lasciar...
Nella sua [NDR|Storia] c'e...
Chi, vedendo in un campo mal coltivato,...
[...] alcuni clienti legati alla casa pe...
[NDR|L'innominato] Era gra...
Il delitto è un padrone rigido e infless...
Dio perdona tante cose, per un'opera di...
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Federigo Borromeo, nato nel 1564, fu deg...
Persuaso che la vita non è già destinata...
Que' prudenti che s'adombrano delle virt...
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Quelli che fanno il bene, lo fanno all'i...
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Volete aver molti in aiuto? Cercate di n...
Con l'idee donna Prassede si regolava co...
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Ma cos'è la storia senza la politica? Un...
Colico fu la prima terra del ducato, che...
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La collera aspira a punire: e, come osse...
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Va', va', povero untorello, non sarai tu...
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'Paura di che?' cap. 36°,...
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L'attività dell'uomo è limitata; e tutto...
Non si può spiegare quanto sia grande l'...
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In tanti angoli dei Promessi sposi si sc...
"I promessi sposi", che han la fama este...
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[NDR|Riferendosi alla frase «Il co...
Fu vera gloria? Ai posteril'ardu...
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Un canticoChe forse non morrà...
I fratelli hanno ucciso i fratelli:...
S'ode a destra uno squillo di tromba;...
''Ahi sventura! sventura! sventura! (cor...
Deh! voglila via segnarmi, onde...
Il santo VeroMai non tradir; né...
[NDR|Su Omero] Quel som...
S'ode un carme: l'intento IsaiaP...
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La maldicenza rende peggiore chi parla e...
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Il vero male per l'uomo non è quello che...
La modestia è una delle più amabili doti...
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La menzogna, l'abuso del potere, la viol...
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L'operar senza regole è il più faticoso...
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