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"I Fiori del Male" di Charles Baudelaire
Titolo:I Fiori del Male
Titolo originale:Les Fleurs du Mal
Autore:Charles Baudelaire
Editore:Newton Compton
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1857
Pagine:409
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Francese
Genere:Raccolta di poesie
Prezzo :7900
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
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L'autore
Charles Baudelaire è nato in Francia, a Parigi, nel 1821. Morì a Parigi, nel 1867.

Originariamente, il suo nome era Charles Pierre Baudelaire.

Si è dedicato principalmente a queste aree: simbolismo, decadentismo.

Cos'è un Fiore del Male? È qualcosa di superbo o di efferato? Scopritelo in questa recensione.

Quest'opera è uno dei massimi capolavori di lirismo poetico della letteratura mondiale, e pochi mettono in dubbio questa affermazione. Analizzare compiutamente le poesie che compongono questa raccolta è un compito impossibile, tanto che la critica letteraria sulle composizioni di Charles Baudelaire è sterminata, vastissima. Ma comunque, anche non essendo esegeta dei testi del grande poeta francese, si può comunque apprezzare la vastità di intenti e di situazioni espresse in questo volume, che è essenzialmente un libro di protesta, una voce dissonante di un coro di armoniche poesie incentrate sulla natura, l'amore, la contemplazione, la nostalgia romantica, l'amor patrio: "I Fiori del Male" contiene molte di queste tematiche, ma riesce ad andare squisitamente oltre, tra slanci amorosi, ricadute nello spleen, la noia onnipresente, il tedio mortifero che sovverte ogni impulso vitale.
La lotta incessante tra le aspirazione del poeta, la lussuria dei sensi, l'armonia dei luoghi, la pace serale, riesce ad essere sempre frenetica, altalenante, fruttifera per il genio creativo. Questo volume è essenzialmente una vita di aspirazioni, di bramosie, di apollineo contrapposto a dionisiaco: quadri sempre affascinanti, mutevoli, ambigui; tra una pars construens che edifica la verità del bello e una pars destruens che marcisce nella miseria e nell'indigenza dell'annientamento.
Leggere questa raccolta significa provare intense emozioni; significa quiete dopo la tempeste, remore sul futuro, rimembranze del passato; significa assaporare magistralmente l'epopea del vivere, vista attraverso significati e significanti armoniosi, in un formalismo antifrastico, di rottura col passato. Tra descrizioni mirabili di sentimenti puri e lutulenti anatemi sul mal di vivere, lo spirito e l'intelletto del poeta si fortifica con l'esperienza, ma si corrompe nell'innocenza e nell'ingenua speranza dell'esistenza, giungendo all'accettazione di un fardello pesante come può esserlo solo la ragione che, in fragrante defaillance, si trova a scontrarsi con pulsioni mai sopite e languidi istinti mai pienamente appagati.
Ammirare i veri Fiori del Male di cui l'autore dissemina l'opera è come scrutare una maestosa procella che agita un calmo oceano: è una sensazione di potenza e imperiosità unica, e nello scrutare la bellezza generata dalla sofferenza, lo spleen generato dall'armonia, il nostro cuore non può che rimaner appagato, e il nostro spirito raziocinante, educato dall'istanza poetica, riesce a riconciliarsi, attraverso l'estetica letteraria, con i sensi. È questa una dicotomia che sembra incommensurabile, che divide ineluttabilmente cuore e ragione, ma che diviene spunto per la riflessione sul vivere, e rappresenta le dualità umane, che solo nell'intimità dialogica riescono a fortificarsi ed a completarsi vicendevolmente.

PAGELLA
Scorrevolezza:9
Valore artistico:10
Contenuti:9
Globale:9.5

Consigliato a:

Consiglio questo volume a tutti gli amanti della grande poesia. È un'opera complessa, ma la sua vastità non preclude una fruizione appagante per qualsiasi tipo di lettore.
Se vi è piaciuta questa raccolta, potreste voler approfondire la conoscenza di questo autore: potreste leggere allora "Paradisi Artificiali", oppure gli innumerevoli saggi scritti da Charles Baudelaire.
Se volete leggere altri grandi poeti, vi potete orientare su autori come Giacomo Leopardi, Ugo Foscolo, Samuel Coleridge, Arthur Rimbaud, Paul Verlaine, Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale.


Immagine della prima edizione de I Fiori
del Male, contenente le note
dell'autore.

Illustrazione de "I Fiori del
Male" di Carlos Schwabe, 1900.
Incipit del libro I Fiori del Male di Charles Baudelaire:

Stoltezza, errore, peccato, avarizia occupano i nostri spiriti e tormentano i nostri corpi e, come mendicanti che i loro insetti nutrono, educhiamo piacevoli rimorsi. Son caparbii peccati, vigliacchi i pentimenti;le nostre confessioni lautamente ci facciamo pagare, e nel fangoso sentiero ritorniamo lieti, illusi d'aver lavato con lacrime vili tutte le nostre macchie. Sul guanciale del male, a lungo il Trismegisto Satana lo spirito incantato culla, e il ricco metallo della nostra volontà vien svaporato da quel dotto chimico.Regge il Diavolo i fili che ci muovono!


[...]
Audiolibri di:Charles Baudelaire
I Fiori del Male
Raccolta di poesie
Audiolibro della celebre raccolta lirica "I Fiori del Male" di Charles Baudelaire.
I libri catalogati di Charles Baudelaire:
Amenità del Belgio
Buffonerie
Diari intimi (1851-1862)
Diari intimi
Epigrafi
I Fiori del Male (Les Fleurs du Mal) (1857)
I fiori del male
Il giovane incantatore
Lettere alla madre
Lo spleen di Parigi (“Le Spleen de Paris” o “Petits poèmes en prose”) (1869)
Lo Spleen di Parigi
Pagine sull'arte
Paradisi Artificiali (Les paradis artificiels) (1860)
Paradisi Artificiali
Citazioni di Charles Baudelaire:
Quando tutto mi rapisce, ignoro se a sed...
L’amore somiglia molto a una tortura o a...
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