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"Delitto e castigo" di Fëdor Michajlovič Dostoevskij
Titolo:Delitto e castigo
Titolo originale:Преступление и наказание
Autore:Fëdor Michajlovič Dostoevskij
Editore:Rusconi Libri
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1866
Pagine:268
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Russo
Genere:Romanzo
Traduttore:Milli Martinelli
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
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L'autore
Fëdor Michajlovič Dostoevskij è nato nella Federazione Russa, a Mosca, nel 1821. È morto a San Pietroburgo, nel 1881.

Il suo nome originale è Фёдор Михайлович Достоевский. Durante la sua carriera, Fëdor Michajlovič Dostoevskij ha usato anche i seguenti soprannomi: Teodoro Dostojevski, Fyodor Mikhaylovich Dostoyevsky, Fiódor Mikhailovich Dostoiévski.

Nella sua vita si è dedicato a queste aree: realismo russo.

"Delitto e castigo" (titolo in lingua originale: Преступление и наказание) è un romanzo scritto da Fëdor Michajlovič Dostoevskij, pubblicato inizialmente nel 1866 in russo.

Questa edizione in italiano, nella traduzione di Milli Martinelli, è pubblicata da Rusconi Libri (268 pp.).

PAGELLA
Scorrevolezza:8
Valore artistico:9
Contenuti:9
Globale:9

TRAMA

Lo svolgimento dei fatti è quasi tutto a Pietroburgo, nel corso di un'afosa estate. L'epilogo invece si svolge nella prigione-fortezza di una località non espressamente nominata, sulle rive del fiume Irtyš (fiume del bassopiano della Siberia occidentale). Dovrebbe trattarsi di Omsk, ove era presente una struttura per lavori forzati, conosciuta bene da Dostoevskij per avervi scontato egli stesso una condanna.

Il romanzo ha il suo evento chiave in un duplice omicidio dettato dall'ostilità sociale: quello premeditato di un'avida vecchia usuraia e quello imprevisto della sua mite sorella più giovane, per sua sfortuna comparsa sulla scena del delitto appena compiuto. L'autore delle uccisioni è il protagonista del romanzo, un indigente studente pietroburghese chiamato Rodion Romanovič Raskol'nikov, e il romanzo narra la preparazione dell'omicidio, ma soprattutto gli effetti emotivi, mentali e fisici che ne seguono.

Dopo essersi ammalato di "febbre cerebrale" ed essere stato costretto a letto per giorni, Raskol'nikov viene sopraffatto da una cupa angoscia, frutto di rimorsi, pentimenti, tormenti intellettuali e soprattutto la tremenda condizione di solitudine in cui l'aveva gettato il segreto del delitto; presto subentra anche la paura di essere scoperto, che logora sempre di più i già provati nervi del giovane: troppo gravoso per lui è sostenere il peso dell'atto scellerato. Fondamentale sarà l'inaspettato incontro con una povera giovane, Sonja, un'anima pura e pervasa di una fede sincera e profonda, costretta però a prostituirsi per mantenere la matrigna tisica e i fratellastri. La giovane offre alla solitudine del nichilismo di Raskol'nikov la speranza e la carità della fede in Dio. Questo incontro sarà determinante per indurlo a costituirsi e ad accettare la pena. Ma il vero riscatto avverrà per l'amore di Sonja che lo seguirà anche in Siberia.

Il delitto era stato compiuto: non era stata la Siberia il castigo, ma la desolazione emotiva e le sue peripezie per arrivare infine, grazie a Sonja, alla confessione.

Oltre al destino di Raskol'nikov, il romanzo, con la sua lunga e varia lista di personaggi, tratta di temi comprendenti la carità, la vita familiare, l'ateismo e l'attività rivoluzionaria, con la pesante critica che Dostoevskij muove contro la società russa coeva. Sebbene rifiutasse il socialismo, il romanzo sembra criticare anche il capitalismo che si stava facendo strada nella Russia di quel tempo.

Raskol'nikov reputa di essere un "superuomo" e che avrebbe potuto commettere in modo giustificato un'azione spregevole — l'uccisione della vecchia usuraia — se ciò gli avesse portato la capacità di operare dell'altro bene, più grande, con quell'azione. In tutto il libro vi sono esempi di ciò: menziona Napoleone molte volte, pensando che, per tutto il sangue che versava, faceva del bene. Raskol'nikov pensa di poter trascendere questo limite morale uccidendo l'usuraia, guadagnando i suoi soldi, ed usandoli per fare del bene. Sostiene che se Newton o Keplero avessero dovuto uccidere un uomo, o addirittura un centinaio di uomini, per illuminare l'umanità con le loro leggi e le loro idee, ne sarebbe valsa la pena.

Il vero castigo di Raskol'nikov non è il campo di lavoro a cui è condannato, ma il tormento che sopporta attraverso tutto il romanzo. Questo tormento si manifesta nella suddetta paranoia, come anche nella sua progressiva convinzione di non essere un "superuomo", poiché non ha saputo essere all'altezza di ciò che ha fatto.


Una copertina del libro in portoghese.

Una copertina del libro in portoghese.
Incipit del libro Delitto e castigo di Fëdor Michajlovič Dostoevskij:

PARTE PRIMA
1
All'inizio di un luglio caldissimo, sul far della sera, un giovane uscì dallo stambugio che
aveva in affitto nel vicolo S., scese nella strada e lentamente, quasi esitando, si avviò verso il ponte
di K.
Ebbe la fortuna di non incontrare per le scale la padrona di casa. Il suo stambugio si trovava
proprio sotto il tetto di un edificio alto cinque piani, e sembrava più un armadio che una stanza. La
padrona di casa che gli affittava quel buco, vitto e servizi compresi, abitava una rampa di scale più
giù, in un appartamentino indipendente, e ogni volta, per uscire in strada, egli era costretto a passare
davanti alla cucina della padrona, che teneva quasi sempre spalancata la porta sulle scale. Ogni
volta che passava davanti a quella porta, il giovane provava una sensazione vaga e invincibile di
paura, e poiché se ne vergognava, faceva una smorfia di stizza. Era sempre in arretrato con l'affitto,
e temeva di imbattersi nella padrona.
Non che fosse timido e vile a quel punto, tutt'altro; ma da un po' di tempo attraversava uno
stato di irritabilità e di tensione molto vicino all'ipocondria. Si era talmente chiuso in se stesso e
isolato dal resto del mondo che la sola idea di incontrare qualcuno - non solo la padrona, ma
chiunque - lo metteva in agitazione. Era afflitto dalla miseria; eppure persino le ristrettezze, negli
ultimi tempi, non gli pesavano più. Aveva smesso del tutto di occuparsi dei problemi quotidiani, ed
era ben deciso a continuare così. In fondo, non aveva affatto paura della padrona, qualsiasi cosa
potesse macchinare contro di lui. Ma essere fermato sulle scale, costretto ad ascoltare ogni sorta di
assurdità su stupidaggini di cui non gli importava un bel niente, le insistenze perché pagasse
l'affitto, tutte le minacce e le querimonie che lo obbligavano a destreggiarsi, a scusarsi, a mentire -
ebbene, no: meglio sgattaiolare in qualche modo giù per le scale e svignarsela senza farsi vedere da
nessuno.


[...]
Explicit: Delitto e castigo di Fëdor Michajlovič Dostoevskij:

Ella pure tutto quel giorno fu agitata e la notte anzi tornò a star male. Ma a tal punto era felice, a tal punto inaspettatamente felice, che quasi ne ebbe paura. Sette anni, solo sette anni! Al principio della loro felicità, in certi istanti, eran pronti tutt'e due a considerare quei sette anni come sette giorni. Egli ignorava perfino che la nuova vita non gli si concedeva per nulla, che bisognava ancora acquistarla a caro prezzo, pagarla con una grande opera nell'avvenire...
Ma qui già comincia una nuova storia, la storia del graduale rinnovarsi di un uomo, la storia della sua graduale rigenerazione, del suo graduale passaggio da un mondo in un altro, dei suoi progressi nella conoscenza di una nuova realtà, fino allora completamente ignota. Questo potrebbe formare argomento di un nuovo racconto; ma il nostro racconto odierno è finito. (1993)===Citazioni sul libro===*È il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura...{{NDR|Fëdor Dostoevskij, ''Delitto e castigo''.}}


[...]
Personaggi e concetti creati da Fëdor Michajlovič Dostoevskij:
Sof'ja Semënovna Marmeladova (Personaggio, dal libro Delitto e castigo)
Porfirij Petrovič (Personaggio, dal libro Delitto e castigo)
Rodion Romanovič Raskol'nikov (Personaggio, dal libro Delitto e castigo)
Avdotja Romanovna Raskolnikova (Personaggio, dal libro Delitto e castigo)
Audiolibri di:Fëdor Michajlovič Dostoevskij
Il sogno di un uomo ridicolo
Racconto
Audiolibro del racconto "Il sogno di un uomo ridicolo" di Fëdor Michajlovič Dostoevskij.
I libri catalogati di Fëdor Michajlovič Dostoevskij:
Delitto e castigo (Преступление и наказание) (1866)
Delitto e castigo
I demoni (Бесы) (1870-72)
I demoni
I fratelli Karamàzov (Братья Карамазовы) (1879-80)
I fratelli Karamàzov (Братья Карамазовы) (1879)
I fratelli Karamazov
Il giocatore (Игрок) (1866)
Il giocatore
Il sogno di un uomo ridicolo (Сон смешного человека) (1877)
Il sosia (Двойник) (1846)
L'adolescente (Подросток) (1875)
L'adolescente
L'eterno marito (Вечный муж) (1870)
L'idiota (Идиот) (1869)
L'idiota
Le notti bianche (Белые ночи) (1848)
Memorie dal sottosuolo
Memorie del sottosuolo (Записки из подполья) (1864)
Povera gente (Бедные люди) (1846)
Citazioni di Fëdor Michajlovič Dostoevskij:
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