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"Il giuoco delle perle di vetro" di Hermann Hesse
Titolo:Il giuoco delle perle di vetro
Titolo originale:Das Glasperlenspiel
Autore:Hermann Hesse
Editore:Arnoldo Mondadori Editore
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1943
Pagine:593
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Tedesco
Genere:Romanzo
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale:Il_giuoco_delle_perle_di_vetro.opus, 252608 bytes
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L'autore
Hermann Hesse nacque in Germania, a Calw, nel 1877. È morto a Montagnola, nel 1962.

Il suo nome originario è Hermann Karl Hesse. Nella sua carriera, Hermann Hesse ha usato anche questi soprannomi: Emil Sinclair.

Si è dedicato principalmente a queste aree: romanticismo.

È difficile scrivere di un futuro migliore quando il presente è molto crudele. Ma Hermann Hesse ci è riuscito.

È stato per me difficile analizzare questo romanzo. Via via che leggevo, andavo formandomi un giudizio velatamente negativo su quest'opera. Sempre confrontavo "Il giuoco delle perle di vetro" con le opere intensamente impetuose del primo Hermann Hesse, come "Siddharta" e "Il lupo della steppa". Mi sembrava di trovare in quest'opera un Hermann Hesse decisamente maturo, ponderato, meditativo, ma anche più arido nel suo rigore. Il senso catartico che ha sempre accompagnato tutti i suoi libri mi riusciva difficile da interpretare in questo lavoro. Per quasi tutto il romanzo mi sembrava che l'autore abbracciasse un positivismo confortante, che proponesse un mondo alternativo decisamente felice, armonioso, sereno, ma anche particolarmente artefatto e affettato. Ritenevo questo romanzo quasi un monito all'umanità, quasi che l'autore ci suggerisse "come sarebbe l'umanità se...", non senza un'ombra di artificiosità.
Ma mi sbagliavo. Quest'opera è densamente popolata di massime e pensieri di ampio valore, di aforismi di pregevole ingegno, ma non è "artificiosa". Nasce da una profonda esperienza artistica e umana, e, comprendendo il lavoro che sta dietro alla sua redazione finale e l'attenta trasposizione futura dell'ambiente narrativo, si deduce che quest'opera è stata lungamente meditata. In particolare sono stati evitati tutti i riferimenti al periodo storico in cui questo romanzo è stato scritto, e cioè il decennio nazista che portò alla Seconda Guerra Mondiale.
Viene proposta una sintesi di quanto la spiritualità e l'intelletto hanno da offrire al genere umano, con echi di misticismo religioso, capacità artistica, ponderazione filosofica e scientifica.
Questo libro è una summa delle correnti di pensiero che hanno affascinato l'Hesse giovane e irruento esploratore del mondo. Ed è anche l'opera più ragionata, matura e attenta che l'autore abbia prodotto.
Qui non troverete l'impeto e l'arditezza delle pulsioni adolescenziali: qui è presente l'assennatezza e la serenità dell'uomo saggio ed esperto di vita.
Un cammino di narrazione che si percorre senza ostacoli, speditamente, ma che lascia il segno nell'esperienza del lettore.
Knecht, il protagonista, assurge al ruolo di emblema della curiosità umana, della voglia di sperimentare, della bramosia di conoscenza. E la sua vita è lo specchio di questi desideri. In quest'ottica il romanzo, che rappresenta il cursus vitae di una persona, perviene a nuovi traguardi, giungendo infine a superarsi. Le tre vite finali, questi tre racconti che parlano di personaggi di epoche storiche distanti millenni tra loro, non sono altro che la riproduzione solo leggermente modificata di una stessa vita, quella di Knecht, e di alcune persone che sono state a lui vicine.
Un percorso che non si conclude quindi nell'esistenza del protagonista, ma che abbraccia l'intera umanità: un archetipo delle aspirazioni umane, del dolor animi, ma soprattutto l'unione di spiritualità e conoscenza al servizio dell'uomo e della sua dote più grande, la sua umanità.

PAGELLA
Scorrevolezza:8
Valore artistico:9
Contenuti:9
Globale:8

Consigliato a:

Consiglio questo romanzo a tutti gli estimatori di Hermann Hesse: leggetelo dopo aver letto le altre sue famose opere, e non vi pentirete affatto del cammino percorso.
A tutti quelli che non conoscono ancora Hermann Hesse, consiglio invece di orientarsi prima verso romanzi come "Siddharta", "Il lupo della steppa", "Narciso e Boccadoro", o "Demian", e solo in seguito approdare a questo romanzo, che richiede un certo percorso narrativo prima di essere letto e, se possibile, compreso e rielaborato.

TRAMA

Il romanzo tratta di un ordine monastico composto di soli intellettuali e collocato nella immaginaria regione di "Castalia", in un futuro remoto. La voce narrante del romanzo è uno storico dell'epoca. Nella narrazione compaiono solo riferimenti vaghi al mondo di oggi, in genere rappresentato come un passato intellettualmente oscuro e decadente (l'Era del feuilleton). La vita dei monaci del romanzo, e i cerimoniali che osservano, è caratterizzata da una commistione di elementi della ritualità occidentale e orientale.

Le vicende di cui narra il romanzo sono imperniate sulla vita di Josef Knecht: un piccolo orfanello le cui doti vengono notate dal Maestro di Musica e che gli consentiranno di venire ammesso in Castalia oltre ad avere accesso fin da giovane alle scuole che formano "l'élite" dei giocatori di perle. È da notare che Knecht in tedesco vuol dire servitore.

La natura dell'animo di Knecht colpisce immediatamente i suoi insegnanti ed i suoi amici, generando fiducia, e questa farà sì che al giovane studente in pochi anni vengano riconosciuti meriti fuori del comune, fino al punto che verranno affidati a Josef (ormai più grande) compiti diplomatici di grandissima importanza per la piccola comunità Castalia che era di fatto esterna al mondo comune, dove vivevano gli uomini normali. Il suo compito da ragazzo prima (col suo compagno Designori) e da giovane uomo poi (con padre Jacubus) sarà quello di difendere, in accesi dibattiti, la legittimità e la natura di questa regione in cui si coltivano lo spirito, la meditazione e il gioco delle perle. In questi importanti confronti con uomini mondani, il protagonista del romanzo, svilupperà una sua idea sul mondo esterno alla Castalia e sul rapporto che queste due realtà differenti hanno intrattenuto per secoli, oltre che sulla natura di tutti coloro che vivono al di fuori dalla provincia del sapere.

I successi riscontrati, una sensibilità fuori dall'ordinario e un altrettanto notevole fascino, oltre che una padronanza eccezionale del Giuoco fanno sì che Josef si affermi come Magister Ludi in età ancora giovane, specialmente se confrontata con quella dei suoi predecessori. La carica di Magister Ludi è di fatto la più importante onorificenza raggiungibile in Castalia e con essa si accompagnano notevoli impegni e doveri che vengono svolti da questo in maniera esemplare.

In età matura però Knecht inizia ad avvertire il peso che questa situazione comporta e si rende conto di quanto la vita, con la sua continua evoluzione, lo richiami a lei: i troppi anni dedicati a svolgere il ruolo di Magister l'hanno incatenato e il suo desiderio di libertà, la sua voglia di incidere su una realtà più concreta (il suo sogno sarebbe insegnare a giovani studenti la musica, sua grande passione) lo portano a rinunciare alla prestigiosa carica, rompendo una tradizione secolare e creando non poco scompiglio in Castalia, dove proprio grazie alle premonizioni di Knecht si inizia ad intravedere un periodo di decadenza, che porterà all'inevitabile fine di questo pezzettino di mondo, che troppo si era astratto ed arroccato su posizioni che nulla potevano contro le evoluzioni che la storia impone.

E così allontanandosi dalla sua amata regione, Knecht si reca finalmente libero tra gli uomini, e con in tasca solo un piccolo flauto andrà incontro alle avventure che la vita gli riserverà. Per prima cosa decide di portare avanti la sua missione di educatore, come tutore del giovane Tito, figlio del suo vecchio amico Plinio Designori. La vita fuori dalla stantia, ma protettiva cornice della regione di Castalia lo coglie però impreparato e in un finale travolgente, appena dopo aver assaporato la bellezza e l'euforia della ritrovata libertà, Knecht perde la vita inseguendo il ragazzo in una istintiva e personale sfida di nuoto nel freddo lago di Belpunt.

Incipit del libro Il giuoco delle perle di vetro di Hermann Hesse:

In questo libro abbiamo intenzione di registrare il materiale biografico che si è potuto trovare su Josef Knecht, il Ludi Magister Josephus III, come è chiamato negli archivi del Giuoco delle perle di vetro. Non ci nascondiamo che questo tentativo è o sembra un poco in contraddizione con le vigenti norme e consuetudini della vita spirituale. Tanto è vero che uno dei supremi princìpi di questa è la soppressione dell'individualità, l'inserimento possibilmente perfetto della persona singola nella gerarchia dell'autorità pedagogica e delle scienze.


[...]
I libri catalogati di Hermann Hesse:
Animo infantile
Dall'India - Annotazioni, diari, poesie, considerazioni e racconti (Aus Indien) (1980)
Demian (1919)
Demian
Fantasma di mezzogiorno e altri racconti (1900-1909)
Farfalle
Gertrud (1910)
Giorni di Luglio (Heumond) (1905)
Il Coraggio Di Ogni Giorno
Il giuoco delle perle di vetro (Das Glasperlenspiel) (1943)
Il Giuoco Delle Perle Di Vetro
Il lupo della steppa (Der Steppenwolf) (1927)
Il lupo della steppa (Der Steppenwolf) (1927)
Il lupo della steppa
Il miglioratore del mondo e Emil Kolb (1928)
Il pellegrinaggio in oriente
Il piacere dell'ozio
Il vagabondo
Klein e Wagner (Klein und Wagner) (1919)
Knulp - Klein e Wagner - L'ultima estate di Klingsor
Citazioni di Hermann Hesse:
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