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"La montagna incantata" di Thomas Mann
Titolo: La montagna incantata
Titolo originale: Der Zauberberg
Autore: Thomas Mann
Editore: Corbaccio
Tipologia del supporto: Cartaceo
Anno di pubblicazione: 1924
Pagine: 1231
Lingua: Italiano
Lingua originale dell'opera: Tedesco
Genere: Romanzo
Licenza: Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di: Christian Michelini
Recensione vocale: La_montagna_incantata.opus, 143616 bytes
:

4103 visualizzazioni

L'autore
Thomas Mann è nato in Germania, a Lubecca, nel 1875. Morì a Zurigo, nel 1955.

Originariamente, il suo nome era Paul Thomas Mann.

In questo romanzo Thomas Mann ci parla di una sua esperienza in un luogo di cura. Un'esperienza che sarà immensamente utile.

Questo romanzo di Thomas Mann è uno dei più rappresentativi e pregni del XX secolo. Lungo una struttura narrativa di ampio respiro, si dipana la storia di Castorp, un giovane che si ritira per anni in un sanatorio di alta montagna a curare i suoi (presunti) problemi respiratori.
Le vicende narrate e l’intreccio della narrazione passano in secondo piano rispetto alle sensazioni che riesce a suscitare l’opera. Durante la lettura si smarrisce il senso del tempo, in un rifluire delle situazioni, dei dialoghi, delle riflessioni. I capitoli sono creati in modo da favorire questo smarrimento temporale, e si giunge ad un punto di non ritorno, in cui le tematiche, le descrizioni, le avventure dei protagonisti vengono assimilate dal lettore come un tutto omogeneo, una danza spumeggiante come la risacca del mare, uno stormire sommesso di fronde che rappresentano i diversi caratteri, le diverse inclinazioni dei personaggi.
Un libro immenso decisamente più come valore che come dimensione. Un’esperienza di annullamento del tempo e di proliferazione del pensiero, che raggiunge apici di intensità stilistica ed espressiva che raramente si ottengono nella creazione di un’opera.

PAGELLA
Scorrevolezza: 9
Valore artistico: 9
Contenuti: 10
Globale: 9

Consigliato a:

Tutti dovrebbero leggere questo romanzo: è a suo modo la summa di concetti, speculazioni, considerazioni, sull’arte, sulla letteratura, sull’umanesimo e la religione. Un’opera di vastissima portata che affascina per il suo incedere maestoso e per la sua ricercatezza espressiva. Chi lo ha letto, potrebbe essere interessato anche a leggere “La morte a Venezia”, che utilizza tuttavia uno stile molto più ricercato dal punto di vista terminologico e allegorico.

TRAMA

La storia è ambientata negli anni precedenti la prima guerra mondiale. Il protagonista è il giovane ingegnere di Amburgo Hans Castorp, agli inizi della carriera nell'industria navale. La narrazione inizia con la visita di Castorp, programmata per tre settimane, al cugino, militare di carriera, Joachim Ziemssen presso il sanatorio Berghof a Davos, sulle Alpi svizzere, qui ricoverato a causa della tubercolosi.

Poco prima del previsto ritorno, Castorp si sottopone a una visita a causa di una leggera infezione bronchiale e viene persuaso a rinviare la partenza in attesa di un miglioramento delle sue condizioni di salute. La prima metà del romanzo descrive i primi mesi del soggiorno durante i quali il protagonista fa la conoscenza di una serie di personaggi che costituiscono un microcosmo della società europea del tempo. Particolare impressione fa su Castorp l'umanista ed enciclopedista italiano Lodovico Settembrini, allievo di Giosuè Carducci, che ne diventa una sorta di mentore. Un'altra rilevante figura è costituita da Madame Chauchat, moglie di un funzionario russo, di cui Castorp si innamora fin dai primi giorni, ma con cui avrà modo di parlare solo assai più tardi, poco prima della partenza di questa per un lungo soggiorno in Spagna e in altre località europee.

La malattia si rivela in realtà tubercolosi e tratterrà il protagonista lontano dalla vita attiva per sette anni. La narrazione segue la percezione del tempo degli stessi malati per cui esso trascorre quasi inavvertitamente: mentre la prima parte del romanzo descrive il primo anno di soggiorno di Castorp, la seconda tratta dei restanti sei. All'umanista Settembrini si affianca intanto il gesuita Leo Naphta, la cui filosofia a tratti cinica e radicale fa da contraltare alle posizioni moderate dell'italiano, mettendone in luce i limiti senza però fornire una visione organica del mondo che possa essere accettata dall'animo essenzialmente borghese di Castorp. Alle accanite discussioni tra i due intellettuali il protagonista assiste rendendosi via via sempre più partecipe, mentre il cugino Joachim, che spesso lo accompagna, mantiene sempre un marcato riserbo. Quest'ultimo, insofferente all'inattività a cui le condizioni di salute lo costringono, decide all'improvviso e risolutamente di far ritorno al "piano" e alla carriera militare nonostante l'opinione contraria dei medici, i quali invece dichiarano "guarito" Castorp che si rifiuta però di lasciare la clinica. Diversi mesi più tardi, a causa di un aggravarsi della malattia, Joachim fa ritorno a Davos in compagnia della madre e, poco tempo dopo, muore.

Negli ultimi capitoli del romanzo, fa la sua comparsa, accompagnato dalla signora Chauchat, il magnate Mynheer Peeperkorn, ultima figura ad esercitare una forte influenza sul protagonista. Nonostante questi goda dei favori della mai dimenticata dama russa e ne sia dunque rivale in amore, Castorp rimane affascinato dalla forte personalità del ricco edonista olandese. Poco dopo però questi, quasi inspiegabilmente, si suicida.

Nella parte finale del romanzo inizia a serpeggiare nel sanatorio una forte insofferenza e inquietudine; simbolo probabilmente della fine della Belle époque, ma anche delle future contraddizioni della Repubblica di Weimar. Persino le discussioni tra Naphta e Settembrini si fanno più veementi e il primo sfida l'altro a duello. Al rifiuto di Settembrini di sparare all'amico però Naphta si spara in testa uccidendosi. Verso la conclusione, la prima guerra mondiale ha inizio e Castorp scende al "piano" per arruolarsi nell'esercito.

Incipit del libro La montagna incantata di Thomas Mann:

Capitolo primo

L'arrivo.

Un semplice giovanotto era partito nel colmo dell'estate da Amburgo, sua città natale, per Davos-Platz nel Canton Grigioni.
Andava in visita per tre settimane.
Da Amburgo fin lassù però il viaggio è lungo, troppo lungo, a dir il vero, per un soggiorno così breve.
Si passa attraverso parecchi paesi, in salita e in discesa, dall'altipiano della Germania meridionale sin giù alle rive del "Mare svevo" e col battello sulle sue onde tremolanti, sopra abissi che un tempo erano considerati inesplorabili.
Di lì il viaggio si fraziona dopo esser progredito comodamente per linee dirette.
Si hanno interruzioni e intoppi.
Nei pressi di Rorschach, località in territorio svizzero, ci si affida di nuovo alla ferrovia, ma si arriva sol tanto fino a Landquart, una piccola stazione alpina dove si è costretti a cambiare treno.
Dopo una sosta piuttosto lunga in quella zona ventosa e poco attraente, si prende una linea a scartamento ridotto, e nel momento in cui la locomotiva, piccola ma, come si vede, dotata d'insolita potenza di trazione, si mette in moto, comincia la parte propriamente avventurosa del viaggio, una salita ripida e costante che pare non debba finire mai.
Infatti la stazione di Landquart si trova a un'altezza relativamente modesta; ora invece, per una via scoscesa tra rocce selvagge, si monta davvero verso l'alta montagna.
Hans Castorp (così si chiamava il giovane), con una valigetta di coccodrillo, dono del suo tutore e zio, il console Tienappel (per dire subito anche questo nome), col suo cappotto invernale, che oscillava appeso a un gancio, e la coperta da viaggio arrotolata, si trovava solo sui cuscini grigi di un piccolo compartimento; teneva il finestrino aperto e, siccome il pomeriggio si faceva sempre più fresco, il figlio di papà, delicatuzzo com'era, aveva alzato il bavero del soprabito estivo, ampio secondo la moda e foderato di seta.


[...]
Personaggi e concetti creati da Thomas Mann:
Gustav von Aschenbach (Personaggio, dal libro La morte a Venezia)
Tazio (o Tadzio) (Personaggio, dal libro La morte a Venezia)
I libri catalogati di Thomas Mann:
Altezza reale (Königliche Hoheit) (1909)
Cane e padrone (Herr und Hund. Ein Idyll) (1918)
Confessioni del cavaliere d'industria Felix Krull (Bekenntnisse des Hochstaplers Felix Krull) (1954)
Doctor Faustus
Doctor Faustus. La vita del compositore tedesco Adrian Leverkühn narrata da un amico | La genesi del Doctor Faustus (Doctor Faustus. Das Leben des deutschen Tonsetzers Adrian Leverkühn, erzählt von einem Freunde | Die Entstehung des Doktor Faustus. Roman eines Romans) (1947)
Federico e la grande coalizione
Giuseppe il nutritore
I Buddenbrook
I Buddenbrook - Decadenza di una famiglia (Buddenbrooks. Verfall einer Familie) (1900)
L'eletto (Der Erwählte) (1951)
La montagna incantata (Der Zauberberg) (1924)
La montagna incantata
La morte a Venezia (Der Tod in Venedig) (1912)
La morte a Venezia
Le teste scambiate
Padrone e cane
Tonio Kroger
Tristano
Citazioni di Thomas Mann:
L’arte non è una forza; è soltanto una c... [leggi]
Tutti quelli che conosco fanno gli stran... [leggi]
Ché la Bellezza, odimi bene, Fedro, la B... [leggi]
Di corpo esile e minuto, sparuto ed emac... [leggi]
È certamente un bene che il mondo conosc... [leggi]
Felicità dello scrittore è il pensiero c... [leggi]
Fermezza di fronte al destino, grazia ne... [leggi]
In quasi tutti gli artisti è innata la t... [leggi]
Niente è più singolare, più imbarazzante... [leggi]
Perché alla passione, come al delitto, n... [leggi]
Questa era Venezia, la bella lusinghiera... [leggi]
Riposare nella perfezione è il sogno di... [leggi]
La sua bellezza era inesprimibile e, com... [leggi]
Chi è felice non si muove.... [leggi]
La bellezza ci può trafiggere come un do... [leggi]
«L'ordine, ho detto!» conclude il consol... [leggi]
Uomo non educato dal dolore rimane sempr... [leggi]
Il sintomo morboso, disse, sarebbe attiv... [leggi]
La malignità caro signore, è lo spirito... [leggi]
La morte di un uomo è meno affar suo che... [leggi]
La tolleranza diventa un crimine quando... [leggi]
Le opinioni non possono sopravvivere se... [leggi]
Scrivere bene significa quasi pensare be... [leggi]
Chi non è artista si trova di fronte a u... [leggi]
Dove ci sono io, c'è la cultura tedesca.... [leggi]
Essere artista ha sempre significato pos... [leggi]
Il blocco non parteggia per lo scultore,... [leggi]
Il nostro essere è solo il punto di inci... [leggi]
[Riguardo a August von Platen] L'... [leggi]
L'inferno è per i puri; questa è la legg... [leggi]
Il tempo è un dono prezioso, datoci affi... [leggi]
Il vero principio artistico è la riserva... [leggi]
La capacità di godere richiede cultura,... [leggi]
L'artista è l'ultimo a farsi illusioni a... [leggi]
La giustizia non è ardore giovanile e de... [leggi]
Le parole grosse, trite come sono, non s... [leggi]
L'uomo ha tendenza a considerare la sua... [leggi]
Noi cammineremo insieme, la mano nella m... [leggi]
«Non è europeo», disse scuotendo la test... [leggi]
Anche la stupidità è bella, se perfetta.... [leggi]
Alla lunga una verità che ferisce è megl... [leggi]
È l'amore, non la ragione, che è più for... [leggi]
È spiacevole e tormentoso quando il corp... [leggi]
Il tempo è moneta... non sciupiamolo in... [leggi]
Il tempo raffredda, il tempo chiarifica;... [leggi]
Infuriarsi ed eccitarsi nel combattere q... [leggi]
La nostra capacità di essere disgustati,... [leggi]
Le avversità possono essere delle formid... [leggi]
Le cause di ogni avvenimento assomiglian... [leggi]
L'interesse per la malattia e la morte è... [leggi]
Ogni attitudine intellettuale è in laten... [leggi]
Ogni uomo dotato di ragione potrebbe ess... [leggi]
Si dice che l'attesa sia lunga, noiosa.... [leggi]
Una grande verità è una verità il cui op... [leggi]
Tutto il realismo psicologico di questo... [leggi]
Poiché però tempo e spazio protestano a... [leggi]
Proprio "lui" dimostrò cosa fosse in rea... [leggi]
Federico scrisse l'Antimachiavelli... [leggi]
Ciò che vedeva era soltanto questo: comi... [leggi]
La felicità non sta nell'essere amati: q... [leggi]
Le opere di valore nascono soltanto sott... [leggi]
Un artista, nel suo intimo, è sempre un... [leggi]
Per essere creativi, bisogna essere mort... [leggi]
Alcuni non possono fare a meno di sbagli... [leggi]
Oh, se Inge fosse venuta! Avrebbe dovuto... [leggi]
Placet experiri. [Il piacere di speri... [leggi]
La cultura non la si conquista nella ser... [leggi]
Chi non è artista si trova di fronte a u... [leggi]
Dove ci sono io, c'è la cultura tedesca.... [leggi]
Essere artista ha sempre significato pos... [leggi]
Il blocco non parteggia per lo scultore,... [leggi]
L'incompleta comprensione di se stesso,... [leggi]
Il tempo è un dono prezioso, datoci affi... [leggi]
Il vero principio artistico è la riserva... [leggi]
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Pessimista, dunque: conoscitore, direi d... [leggi]

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