Inizio > Indice Recensioni > Recensione: Kitchen di Banana Yoshimoto

"Kitchen" di Banana Yoshimoto
Titolo:Kitchen
Titolo originale:Kitchin
Autore:Banana Yoshimoto
Editore:Giangiacomo Feltrinelli Editore
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1988
Pagine:148
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Giapponese
Genere:Romanzo
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale:Kitchen_new.opus, 57515 bytes
:

2315 visualizzazioni

L'autrice
Banana Yoshimoto è nata in Giappone, a Tokyo, nel 1964.

In origine, il suo nome era Nome originale Mahoko Yoshimoto, 吉本真秀子. Nella sua carriera, Banana Yoshimoto ha usato anche questi soprannomi: 吉本ばなな.

Per sapere qualcosa di più su Banana Yoshimoto, potete consultare il sito web ufficiale dell'autrice, disponibile alla seguente pagina:
http://www.yoshimotobanana.com/.

Il libro che ha portato al successo Banana Yoshimoto. Perché? Rispondiamo insieme a questa domanda

Questo libro costituisce il vero esordio letterario di Banana Yoshimoto. In particolare, Moonlight Shadow, il terzo racconto, è stato presentato come tesi alla facoltà di studi umanistici dell’università del Giappone a Tokyo.
Racconti molto poetici, soprattutto l’ultimo, dotati di una forza espressiva calda ed evocativa. Tema dominante spesso è il senso di perdita e di nostalgia, che scaturisce da una persona cara che viene a mancare, un tema che, come si potrà apprendere dalle successive opere dell'autrice, è dominante nel suo modo di approcciare alla letteratura.

PAGELLA
Scorrevolezza:8
Valore artistico:8
Contenuti:7
Globale:8

Consigliato a:

Consiglio questo libro a tutti quelli che vogliono conoscere la poesia dell’esistenza, il mistero delle minuzie quotidiane, la felicità che rinasce quando il dolore sembra schiacciare ogni cosa. Chi l’ha apprezzato, può leggere l’indimenticabile “Amrita”, oppure “Tsugumi”, sempre della stessa autrice.

TRAMA

Mikage, la protagonista, dopo aver perso già i genitori, perde anche la nonna con cui viveva e rimane sola. Viene ospitata a casa di Yūichi, un suo compagno di università ed un amico di sua nonna. Yūichi vive in casa con la madre Eriko. Presto Mikage scoprirà che in realtà Eriko è Jūji, il padre che è diventato donna dopo la morte della vera madre di Yūichi. Inizia così una convivenza e Mikage sembra ritrovare gli equilibri perduti. Dopo alcuni mesi Mikage torna a vivere da sola, lascia definitivamente l’università e dà sfogo alla sua sfrenata passione per la cucina diventando assistente di una nota professionista. Una notte, dopo non averlo sentito per mesi, riceve una chiamata da Yūichi: la madre è morta assassinata, la cosa è successa già da diverso tempo, ma lui non ha avuto il coraggio di dirglielo. Alla protagonista cade di nuovo il mondo addosso, tanto che quasi si convince che tutte le persone che ama siano costrette a morire. Il giorno dopo viene a sapere che dovrà partecipare ad una kermesse culinaria a Izu e non può rifiutare, ma la sera, per stargli vicino, va a dormire a casa di Yūichi. Il giorno dopo riceve una scenata di gelosia da una compagna d’università di Yūichi, la quale le dice che non può fare i propri comodi con lui, e che, se ne è innamorata, deve prendersi carico anche degli obblighi che una relazione comporta. Successivamente incontra Chika-chan, una collega di Eriko, che, in altro modo, le dice le stesse cose e le comunica che Yūichi è partito, dandole anche l’indirizzo della sua destinazione. Lei parte per la kermesse ed una sera, affamata, si reca in una trattoria per mangiare qualcosa. Nell’attesa di ricevere il pasto, si decide a telefonare a Yūichi, e, dal tono e dalle parole del ragazzo, capisce che probabilmente quella sarà l’ultima volta che lo sentirà, perché lui continuerà a fuggire da tutto e tutti. Finito di mangiare e dopo quella telefonata, prende la sua decisione: anche se solo per una notte lo vuole raggiungere. Arriva al suo albergo e dopo varie peripezie riesce ad entrare, o meglio irrompere, dalla finestra nella camera di Yūichi. Gli ha portato un pasto e mentre lo obbliga a mangiare, gli dice apertamente che tra loro due le cose potrebbero funzionare e gli consiglia di rifletterci. Mikage torna a destinazione e l’ultimo giorno ad Izu riceve una telefonata di Yūichi, ritornato a Tokyo, che, dopo averle chiesto informazioni sulla sua permanenza fuori città, le dà appuntamento per il giorno dopo alla stazione per andarla a prendere.

Incipit del libro Kitchen di Banana Yoshimoto:

Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po' arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po' meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.


[...]
I libri catalogati di Banana Yoshimoto:
Amrita (1994)
Amrita
Arcobaleno
Chie-chan e io
Delfini
H/H (ハードボイルド/ハードラック | Hadoboirudu/Hadorakku) (1999)
H/H (ハードボイルド/ハードラック | Hadoboirudu/Hadorakku) (1999)
H/H
High and dry. Primo amore
Honeymoon
Il coperchio del mare
Il Corpo Sa Tutto
Kitchen (Kitchin) (1988)
Kitchen
L'abito Di Piume
L'ultima amante di Hachiko (Hachiko no saigo no koibito) (1996)
L'ultima amante di Hachiko
La Piccola Ombra
Lucertola (Tokage) (1993)
Lucertola
Citazioni di Banana Yoshimoto:
A tutti coloro che sono convinti che le...
Anche chi ama prima o poi dovrà morire....
La strada è sempre decisa, non però in s...
La separazione e la morte sono atroci. P...
Volevo dormire alla luce delle stelle. V...
Finii di leggere e ripiegai con cura la...
Quando mi innamoravo, io partivo sempre...
Era un pomeriggio sereno, senza vento, s...
"Mai più." Il sentimentalismo che queste...
Voglio assolutamente continuare a sentir...

Scrivi un commento







Libro | Scrittore | Citazione

Aiutaci!