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"Cronache marziane" di Ray Bradbury
Titolo: Cronache marziane
Titolo originale: The Martian Chronicles
Autore: Ray Bradbury
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
Tipologia del supporto: Cartaceo
Anno di pubblicazione: 1950
Pagine: 304
Lingua: Italiano
Lingua originale dell'opera: Inglese
Genere: Raccolta di racconti
Argomento: Fantascienza
Prezzo : 13000
Codice ISBN: 9788804493822
Licenza: Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di: Christian Michelini
Recensione vocale: Cronache_marziane.opus, 125038 bytes
:

2453 visualizzazioni

L'autore
Ray Bradbury è nato negli Stati Uniti d'America, a Waukegan, nel 1920. È morto a Los Angeles, nel 2012.

Il suo nome originario è Ray Douglas Bradbury.

Ecco i principali ambiti in cui Ray Bradbury si è impegnato: fantascienza, fantasy.

Per sapere qualcosa di più su Ray Bradbury, potete andare sul sito web ufficiale dell'autore, disponibile a questa pagina:
http://www.raybradbury.com/.

Un autore che rappresenta il lato umano della fantascienza, una storia che rappresenta il lato umano della fantascienza. Le due cose, unite insieme, creano questa superba raccolta di racconti.

Questa raccolta di racconti di Ray Bradbury parla della colonizzazione di Marte, effettuata dai terrestri a cavallo del 2000. È un'opera ricca di tematiche, spesso assai evocativa, e riesce a catturare l'attenzione del lettore con il suo stile meditato, a volte quasi poetico, intensamente lirico. Non sfiora mai la banalità o la piatta narrazione di eventi, riesce invece a immergere il lettore in ambientazioni distanti, eppur così vicine per i problemi affrontati, che sono lo specchio lontano delle problematiche che affrontiamo ogni giorno sulla Terra.
Quest'opera è fondamentale nella nascita di una nuova fantascienza a cavallo degli anni '50, e proviene da un autore che storicamente non si è mai occupato di fantascienza tecnologica o scientifica, al contrario per esempio di Isaac Asimov. Ma gli scritti di Ray Bradbury sono così evocativi e surreali da suscitare emozioni vivide, immagini suggestive e intense, e il lettore tende a sorvolare sulla carenza del costrutto scientifico a favore di una freschezza narrativa unica nel suo genere.

PAGELLA
Scorrevolezza: 8
Valore artistico: 9
Contenuti: 9
Globale: 9

Consigliato a:

Quest'opera merita senz'altro di essere letta. Di grande pregio, concilia i temi tipici della fantascienza con una ricchezza strutturale e una competenza stilistica che hanno poche occorrenze nella narrativa del genere.
Se vi è piaciuto questa raccolta, non potete perdervi dello stesso autore "Fahrenheit 451". Oppure, l'altro caposaldo della fantascienza moderna, quel "1984", di George Orwell, assurto al ruolo di monito al futuro dell'umanità. Se volete invece leggere un grande autore contemporaneo, dovete assolutamente dare un'occhiata allo strepitoso "Contact", di Carl Sagan.

TRAMA

Aprile 2000: la terza spedizione

L'equipaggio del capitano John Black raggiunge il pianeta Marte ritrovandosi all'atterraggio in una cittadina che ricorda particolarmente la sua città natale: Green Bluff dello stato americano dell'Illinois. Il mistero riguardo alla fine degli uomini inviati dal pianeta Terra nelle due precedenti spedizioni e dei quali si è persa ogni traccia, convince il vecchio capitano a muoversi con estrema cautela per indagare come sia possibile che esista una copia perfetta di una città americana del primo dopoguerra, su un altro pianeta del sistema solare.
Lasciando ordine ai suoi uomini di non uscire dal razzo che li ha condotti fino a Marte, il capitano decide di perlustrare la cittadina con l'aiuto dell'ufficiale di rotta Lustig e di Samuel Hinkston, un archeologo che ha accompagnato gli astronauti nella missione esplorativa.

I primi passi sul suolo marziano accompagnano anche le prime teorie riguardo a come sia possibile tutto ciò che i tre uomini incontrano sul loro cammino. All'inizio il pensiero dei tre volge verso la possibilità di aver viaggiato nel tempo e di essere ritornati sul pianeta Terra poco più di 70 anni prima della partenza, poi, per motivare lo stile anni '20 delle case, viene ipotizzata una colonizzazione di Marte da parte di terrestri fuggiti in segreto dal pianeta durante la Prima Guerra Mondiale, e convintosi di essere ancora sulla Terra per far fronte alle difficoltà psicologiche che un tale isolamento avrebbe potuto comportare. Ma quando Lustig incontra i propri nonni deceduti, un'ipotesi assurda si fa largo tra le menti dei tre esploratori: che Marte, e chissà quanti altri pianeti del sistema solare o dell'universo, sia una seconda possibilità concessa da Dio agli uomini.

Ben presto tutti e sedici gli uomini dell'equipaggio cominciano a ritrovare genitori, parenti e amici persi da tempo. L'entusiasmo e la gioia di incontrare nuovamente persone care ormai scomparse, convince anche i più increduli e persino il capitano Black, che dall'alto della sua esperienza nutriva seri dubbi sulla loro scoperta, si lascia trasportare dai sentimenti quando incontra suo fratello e i suoi genitori. La realtà risulta però fatale per gli uomini della terza spedizione. I marziani, grazie a poteri psico-ipnotici, sono riusciti a dividere i terrestri, ognuno presso i propri familiari, ad allontanarli dalle armi atomiche presenti sul razzo e a renderli vulnerabili. Quando il capitano Black si rende conto di tutto ciò è ormai troppo tardi.


Dicembre 2001: il verde mattino

La colonizzazione di Marte è ancora in fase embrionale, i pochi insediamenti terrestri sono interamente dedicati all'estrazione di minerali dal ricco suolo marziano. Non tutte le persone che arrivano con navi spaziali su Marte riescono a sostenere le difficoltà respiratorie dovute alla rarefazione dell'ossigeno nell'atmosfera, e in molti casi tale problema costringe al rientro sul pianeta madre. Benjamin Driscoll, dopo aver messo piede su Marte, sviene a causa della mancanza d'ossigeno, ma si oppone fermamente, una volta ripresi i sensi, al parere medico che gli suggerisce di tornare sulla Terra e lasciare la colonizzazione a persone che meglio si adattano alla situazione ambientale. La ferma volontà di restare sul pianeta rosso fa capire a Benjamin quale sia il suo compito nella missione di colonizzazione: piantare sementi nel terreno per concedere un giorno un'atmosfera vivibile agli abitanti del pianeta Marte. Nonostante l'opposizione delle alte sfere gerarchiche che vedono nella sua impresa uno spreco di tempo e risorse, Benjamin riesce ad ottenere un'autorizzazione, e con i pochi mezzi a sua disposizione comincia a lavorare sognando valli completamente ricoperte di verde fogliame. Il suo lavoro procede faticosamente in attesa che l'atmosfera marziana conceda la pioggia ai semi interrati.
Le speranze di Benjamin vengono mantenute una sera quando, stanco per la giornata lavorativa, si appresta a dormire all'aperto e dal cielo comincia a cadere una pioggia inizialmente fine, ma poi sempre più intensa. Il pensiero che il primo passo verso la realizzazione del suo sogno sia stato fatto lo accompagna nel sonno quella stessa notte. Ma al risveglio uno spettacolo meraviglioso sorprende Benjamin, insieme con una fresca ondata di ossigeno: in una sola notte i semi piantati dal terrestre e bagnati dalla pioggia sono cresciuti fino ad aver creato una vera e propria foresta.


Novembre 2005: la valigeria

In questo brevissimo racconto due terrestri che ormai da tempo vivono sul pianeta Marte, discutono del conflitto globale che avrà inizio in breve tempo sul pianeta madre. La scena si svolge all'interno di un negozio di valigie, dove l'anziano venditore fa notare al cliente come la notizia dell'inizio delle ostilità spingerà tutti gli abitanti di Marte a tornare sul proprio pianeta, che, sebbene estremamente lontano, rimane la loro patria e il luogo dove vivono amici e parenti. Messo di fronte a tale argomentazione, e dopo essere uscito dal negozio ed aver osservato nella volta celeste la debole luce del pianeta madre, il cliente non può far altro che comprarsi una nuova valigia per il viaggio di ritorno.


Ottobre 2026: la gita d'un milione di anni

Per il piccolo Timothy la proposta della madre e del padre di una gita in barca per andare a pescare non sembra molto più strana di tutto ciò che è accaduto negli ultimi giorni. Mentre si allontana sul motoscafo lascia che lo sguardo rimanga sul piccolo razzo per famiglia che li ha accompagnati in un lungo viaggio dalla Terra fino al pianeta Marte, e che i pensieri ritornino alle chiacchiere dei giorni precedenti su una possibile vacanza su Marte, alla fretta e al trambusto della notte prima della partenza. I dubbi di Timothy sulla reale motivazione di quel viaggio e il fatto che sul razzo siano stati caricati viveri sufficienti per anni interi, vengono messi da parte, ormai da giorni, per non impensierire i fratelli più piccoli, o per il timore e l'ansia che trasmettono gli occhi dei genitori carichi di preoccupazioni. Più la barca si sposta sulle acque del canale, allontanandosi dal luogo dell'atterraggio, più Timothy si impone di non affrontare la realtà, per non cedere al pianto: la sua famiglia non è in vacanza, ma in fuga. Fin da quando è nato, sulla Terra, gli uomini si uccidono e le città vengono completamente distrutte; per quel che riesce a ricordare, sul pianeta madre, c'è sempre stata la guerra.

Né Micheal, né Robert, i due fratellini più piccoli, capiscono cosa realmente stia accadendo, intenti più che altro a scorgere un marziano tra le rovine e le città fantasma, o facendo promettere al padre di mostrar loro degli abitanti del pianeta Marte. Ma quando una forte esplosione sorprende tutti, anche i piccoli Micheal e Robert cominciano a far domande ai genitori riguardo quella strana vacanza. Il padre non esita ulteriormente. Sapendo di averli tenuti fin troppo all'oscuro, spiega loro come i suoi ideali di vita, gli ideali di un mondo nel quale avrebbe voluto vivessero i suoi figli, venivano ormai calpestati da anni sulla Terra coinvolta in un conflitto mondiale. Racconta ai piccoli come lui e la madre da tempo avessero deciso di lasciare il Minnesota, grazie all'uso di un razzo lunare nascosto al governo, e come altre persone, con gli stessi ideali di pace, sarebbero giunti sul pianeta Marte abbandonato dai coloni terrestri, per creare una nuova civiltà. Le parole del padre gettano nello sconforto e nella tristezza i due bambini più piccoli, soprattutto quando i genitori rivelano loro che l'esplosione che hanno sentito è relativa alla distruzione, per motivi di sicurezza, del razzo che li ha condotti su Marte: non torneranno mai più sulla Terra. Sebbene l'angoscia stia per avere il sopravvento su di lui, Timothy aiuta il padre a calmare Micheal e Robert, distraendoli con la ricerca del luogo dove vivere, tra le città abbandonate lungo il canale. Il racconto si conclude con il padre che mostra a tutta la famiglia un gruppo di marziani: i loro volti rispecchiati nelle acque del canale.

Incipit del libro Cronache marziane di Ray Bradbury:

Fino a un istante prima era ancora l'inverno dell'Ohio, le porte chiuse, i vetri alle finestre ricoperti di brina, stalattiti di ghiaccio a frangia d'ogni tetto, bimbi che sciavano sui pendii, massaie dondolanti come grandi orsi neri nelle loro pellicce sulle vie gelate.


[...]
I libri catalogati di Ray Bradbury:
Constance contro tutti
Cronache marziane (The Martian Chronicles) (1950)
Cronache marziane
Fahrenheit 451 (1953)
Fahrenheit 451
I Fiori di Marte
Il gioco dei pianeti
Il grande mondo laggiù
Il Popolo Dell'Autunno
Io canto il corpo elettrico!
L'estate incantata (Dandelion Wine) (1957)
La folla
La follia è una bara di cristallo
La Scampagnata D'Un Milione Di Anni
Molto dopo mezzanotte (Long After Midnight) (1975)
Molto dopo mezzanotte
Morte a Venice
Non ci vedremo più
Paese d'ottobre
Ritornati dalla polvere
Citazioni di Ray Bradbury:
Qualsiasi famiglia in cui un membro abbi... [leggi]
Vivere nel rischio significa saltare da... [leggi]
Fai doppia fatica a essere un agricoltor... [leggi]
Ho imparato, nei miei viaggi, che se res... [leggi]
Le stalattiti di ghiaccio si distaccavan... [leggi]
Da per tutto, come una corrente viva, un... [leggi]
C'era un gran silenzio nella notte fonda... [leggi]
C'era come un odore di Tempo, Nell'aria... [leggi]
La pioggia. Intatta, soave, piana, cadev... [leggi]
Erano ingenui soltanto se conveniva esse... [leggi]
Capite ora perché i libri sono odiati e... [leggi]
Ho diciassette anni e sono pazza. Mio zi... [leggi]
«Come si spiega», le disse una volta, pr... [leggi]
Ci deve essere qualcosa di speciale nei... [leggi]
La chiusura lampo ha spodestato i botton... [leggi]
Riempi i loro crani di dati non combusti... [leggi]
Ero bambino, quando mi morì il nonno, ch... [leggi]
Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietr... [leggi]
Noi non siamo che copertine di libri, il... [leggi]
Montag guardò il fiume. Noi andremo sul... [leggi]
I buoni scrittori toccano spesso la vita... [leggi]
C'era un buffissimo uccello, chiamato Fe... [leggi]
«...sapete cosa ho scoperto?» «Che cosa... [leggi]
«Non sono i libri che vi mancano, ma alc... [leggi]
Vivere nel rischio significa saltare da... [leggi]
Fai doppia fatica a essere un agricoltor... [leggi]
Ho imparato, nei miei viaggi, che se res... [leggi]
Le stalattiti di ghiaccio si distaccavan... [leggi]
Da per tutto, come una corrente viva, un... [leggi]
C'era un gran silenzio nella notte fonda... [leggi]
C'era come un odore di Tempo, Nell'aria... [leggi]
La pioggia. Intatta, soave, piana, cadev... [leggi]
Erano ingenui soltanto se conveniva esse... [leggi]
È un bel lavoro, sapete. Il lunedì bruci... [leggi]
Ritornò a fissare la parete. E come, la... [leggi]
No, non era felice. Non era felice. Si r... [leggi]
Dalla nursery all'Università e da... [leggi]
«Più sport per ognuno, spirito di gruppo... [leggi]
Non voleva sapere, per esempio, come... [leggi]
Se non vuoi un uomo infelice per motivi... [leggi]
Riempi loro i crani di dati non combusti... [leggi]
«Compatisci, Montag, compatisci. Non inv... [leggi]
Capite ora perché i libri sono odiati e... [leggi]
Ho diciassette anni e sono pazza. Mio zi... [leggi]
«Come si spiega», le disse una volta, pr... [leggi]
Ci deve essere qualcosa di speciale nei... [leggi]
Ebbene, non c'era forse come una parete... [leggi]
A noi occorre non essere lasciati in pac... [leggi]
Ecco perché un libro è un fucile carico,... [leggi]
Il televisore è "reale", è immediato, ha... [leggi]
La chiusura lampo ha spodestato i botton... [leggi]
Ero bambino, quando mi morì il nonno, ch... [leggi]
Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietr... [leggi]
Noi non siamo che copertine di libri, il... [leggi]
Montag guardò il fiume. Noi andremo sul... [leggi]
I buoni scrittori toccano spesso la vita... [leggi]
C'era un buffissimo uccello, chiamato Fe... [leggi]
«...sapete cosa ho scoperto?»«Che co... [leggi]
«Non sono i libri che vi mancano, ma alc... [leggi]

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