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"High and dry. Primo amore" di Banana Yoshimoto
Titolo:High and dry. Primo amore
Autore:Banana Yoshimoto
Editore:Giangiacomo Feltrinelli Editore
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
Codice ISBN:9788807018503
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
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L'autrice
Banana Yoshimoto è nata in Giappone, a Tokyo, nel 1964.

In origine, il suo nome era Nome originale Mahoko Yoshimoto, 吉本真秀子. Nella sua carriera, Banana Yoshimoto ha usato anche questi soprannomi: 吉本ばなな.

Per sapere qualcosa di più su Banana Yoshimoto, potete consultare il sito web ufficiale dell'autrice, disponibile alla seguente pagina:
http://www.yoshimotobanana.com/.

"High and dry. Primo amore" è un libro di Banana Yoshimoto.

Questa edizione in italiano è stata stampata da Giangiacomo Feltrinelli Editore (ISBN: 9788807018503).

INFORMAZIONI EDITORIALI

Yuko è in grado di vedere cose che gli altri non vedono, e di indovinare i desideri e i pensieri di chi le sta intorno grazie a una sensibilità fuori dal comune. Nell’autunno dei suoi quattordici anni, tutto sembra assumere sfumature misteriose, e il mondo si popola di bizzarre creature. Yuko sta imparando ad assegnare un colore a ogni stato d’animo e a ogni emozione; a insegnarglielo è Kyu, il suo maestro di disegno, che ha il doppio dei suoi anni. Quando dal fusto di una pianta fuoriescono degli strani omini verdi, loro sono gli unici a vederli. Nello stesso istante, Yuko assapora l’incanto sottile del primo amore. Sospesa tra realtà e immaginazione, un’adolescente va incontro alla vita accompagnata dagli affetti più cari, e scopre, giorno dopo giorno, i turbamenti del cuore, la tenerezza dei sentimenti e la difficoltà di diventare grande.

Incipit del libro High and dry. Primo amore di Banana Yoshimoto:








Banana Yoshimoto - High and dry. Primo amore



High and dry.

Nei primi giorni dell'autunno dei miei quattordici anni, come se presagissi qualcosa, il mondo mi sembrava risplendere di un colore ben preciso.



Sarà stato il marrone brillante delle castagne e il giallo vivo del loro interno, o l'odore di legno secco dei funghi maitake appena tirati fuori dal sacchetto di carta, o forse il verde e il giallo della zucca, la sua pienezza. Le foglie morte color dell'oro danzavano al soffio del vento nella luce anch'essa dorata, e l'aria era satura dell'odore che sprigionavano, un odore puro, come di qualcosa che è bruciato.



Tutto sembrava tempestato di grani d'oro, molto più del normale.



Quando la pioggia spazzava via la sporcizia dalla strada, l'aria tersa si sollevava come qualcosa di appena nato, e come un essere animato si metteva a vibrare. E tutt'intorno si diffondevano il profumo dell'osmanto, quel freddo che pizzica un po' il naso, l'odore della terra bagnata. Che splendore, pensavo, sembra che il mondo intero renda omaggio all'autunno.



Attraverso tutto ciò, la bellezza che custodivo dentro di me si spingeva con forza verso il mondo.



Era una sensazione intensissima.



 



A quell'epoca ero sempre molto presa dalle mie riflessioni, che la maggior parte delle volte riguardavano il modo e i meccanismi in base ai quali funziona il mondo.



A causa di tutto questo riflettere, quando poi tornavo alla realtà capitava che mi trovassi davanti agli occhi cose strane.



Per esempio, una volta vidi un uomo sospeso sotto un viadotto, con un casco in testa. Vicino a lui non c'era nemmeno l'ombra di una motocicletta. Sorpresa, guardai meglio. Allora l'uomo sparì, e al suo posto c'erano dei mazzi di fiori, portati probabilmente da persone diverse, appoggiati al guardrail.



Ecco, è morto lì... mi dissi, e giunsi le mani con discrezione. Fu un pensiero spontaneo.



E così avevo imparato un'altra cosa.



Portare fiori a un morto non è una perdita di tempo. Quell'uomo stava lì apposta per reggerli. Sicuramente gli facevano bene, e gli arrivava anche il loro profumo.



Oppure, una volta che fissavo distrattamente la schiena di una compagna di classe, mi si materializzò davanti agli occhi la scena di suo padre e sua madre che litigavano. Non sapevo neanche che faccia avessero, eppure li vidi.



Mi chiesi se fosse vero e provai subito simpatia per quella ragazza, che non era nemmeno mia amica. Timidamente pensai: spero che tuo padre e tua madre facciano pace! E così lei, che non parlava quasi mai, durante la ricreazione mi fece un sorriso, e prima di tornare a casa agitò la mano e mi salutò con un "byebye!".



Mi domandai cosa le fosse preso. Forse le persone sono capaci di comunicare anche così, senza che dal di fuori si veda nulla.



Allora è


[...]
I libri catalogati di Banana Yoshimoto:
Amrita (1994)
Amrita
Arcobaleno
Chie-chan e io
Delfini
H/H (ハードボイルド/ハードラック | Hadoboirudu/Hadorakku) (1999)
H/H (ハードボイルド/ハードラック | Hadoboirudu/Hadorakku) (1999)
H/H
High and dry. Primo amore
Honeymoon
Il coperchio del mare
Il Corpo Sa Tutto
Kitchen (Kitchin) (1988)
Kitchen
L'abito Di Piume
L'ultima amante di Hachiko (Hachiko no saigo no koibito) (1996)
L'ultima amante di Hachiko
La Piccola Ombra
Lucertola (Tokage) (1993)
Lucertola
Citazioni di Banana Yoshimoto:
A tutti coloro che sono convinti che le...
Anche chi ama prima o poi dovrà morire....
La strada è sempre decisa, non però in s...
La separazione e la morte sono atroci. P...
Volevo dormire alla luce delle stelle. V...
Finii di leggere e ripiegai con cura la...
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