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"Uomini e topi" di John Ernst Steinbeck
Titolo: Uomini e topi
Titolo originale: Of Mice and Men
Autore: John Ernst Steinbeck
Editore: Bompiani
Tipologia del supporto: Cartaceo
Anno di pubblicazione: 1937
Pagine: 119
Lingua: Italiano
Lingua originale dell'opera: Inglese
Genere: Romanzo
Traduttore: Cesare Pavese
Licenza: Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di: Christian Michelini
Recensione vocale: Uomini_e_topi_rece_Roberta.opus, 151031 bytes
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L'autore
John Ernst Steinbeck nacque negli Stati Uniti d'America, a Salinas, nel 1902. Morì a New York, nel 1968.

Il suo nome originale è John Ernst Steinbeck, Jr..

Se le storie dense di emozioni vi piacciono, questo strepitoso romanzo breve di John Steinbeck vi affascinerà.

Questo "Uomini e topi", breve romanzo scritto da John Steinbeck, è sostanzialmente un'opera di intensa poetica e trasporto emotivo. Un storia di sofferenza e disillusione viene presentata al lettore in chiave essenziale, denudata da arricchimenti e descrizioni approfondite, che avrebbero certo distolto l'attenzione dalla chiave primaria dell'opera. E infatti il motivo dominante in questo libro è il sentimento che sta alla base del disinganno sociale ed etico, la vana confidenza in un benessere irraggiungibile, in un mito creato dalle macerie della depressione americana del decennio precedente, culminato nella celebre caduta borsistica di Wall Street.
Un mito che induce alla fiducia, alla creatività, alla ricostruzione, ma che si rivela per quello che è, vale a dire mera illusione, anche in un paese che fonda la sua solidità sulla crescita economica. Essenzialmente John Steinbeck critica i cultori di questo mito rigenerante, dominati da una sconfinata fiducia nell'agognato benessere.
I temi fondamentali dell'opera vengono ripresi e approfonditi in molti dei successivi libri, e il contrasto e la frattura sociale che sfociano nella sofferenza interiore vengono analizzati minuziosamente da John Steinbeck.
Un'opera di grande presa emotiva, realizzata con perizia narrativa e con magistrale lirismo. Archetipo di un'illusione, trascina il lettore in un mondo distante e crudo, in un mondo dominato da stereotipi e modus vivendi la cui inadeguatezza si è manifestata nel tempo.

PAGELLA
Scorrevolezza: 9
Valore artistico: 9
Contenuti: 9
Globale: 9

Consigliato a:

Consiglio questo romanzo a tutti gli appassionati di John Steinbeck, i quali troveranno senza ombra di dubbio un libro appassionante e gradevole. Tutti gli altri, che non conoscono l'autore, potrebbero leggere questo corto volume per avvicinarsi a tematiche e problemi che John Steinbeck ha diffusamente trattato nei suoi lavori.

TRAMA

Il romanzo, che si svolge nel periodo successivo alla crisi del 1929, è ambientato in un ranch della California dove sono giunti e lavorano, in dure condizioni, alcuni braccianti stagionali, tra i quali George Milton e Lennie Small, i due "paisanos" protagonisti. Lennie, sebbene dotato di un'enorme forza fisica che lo rende un gran lavoratore, è affetto da ritardo mentale: è un minus habens che non sa controllare la propria forza tanto che uccide spesso, inavvertitamente, i piccoli animali che ama accarezzare, come topi o cagnolini. Consapevole della propria inferiorità, Lennie trova in George il punto di riferimento affidandosi completamente a lui; con l'amico condivide il sogno di comprarsi un giorno una casetta provvista di conigli da allevare. George, che conosce bene l'ingenuità e la sensibilità di Lennie, lo asseconda facendogli credere che il sogno della casetta possa diventare realtà. Nel finale Lennie, senza volerlo, uccide la sensuale moglie di Curley, il figlio del padrone della fattoria, spezzandole l'osso del collo. Disperato, George si vede costretto a uccidere l'amico, in un estremo atto d'amore fraterno, per salvarlo dalla violenza e dalla furia omicida di Curley e degli altri braccianti.

Incipit del libro Uomini e topi di John Ernst Steinbeck:

Poche miglia a sud di Soledad, il Salinas capita sotto I falde dei colli, dove scorre verde e profondo. L'acqua è anche tiepida, perché è sgusciata favillando sulle sabbie gialle nel sole, prima di giungere alla stretta pozza. Su una riva del fiume i pendii dorati del contrafforte salgono dolcemente ai monti Gabilan forti e rocciosi; ma a valle l'acqua è orlata di piante: salici verdi e novelli ad ogni primavera, ingombre le forche dei rami bassi dal tritume della piena invernale, e sicomori dalle candide e screziate braccia penzolanti e dalle fronde arcuate sulla corrente. Sulla riva sabbiosa sotto gli alberi giacciono le foglie disseccate in strato così alto, che la lucertola fa un grande trepestio correndovi in mezzo. I conigli escono dalla macchia a sedersi sulla sabbia nella sera, e le radure acquitrinose sono disseminate delle tracce notturne dei tassi, delle larghe zampate dei cani dei ranches e delle orme a cuneo dei daini che vengono a bere all'ombra.


[...]
I libri catalogati di John Ernst Steinbeck:
Al Dio sconosciuto (To a God Unknown) (1933)
Furore (The Grapes of Wrath) (1939)
L'inverno del nostro scontento (The Winter of Our Discontent) (1961)
La battaglia (In dubious battle) (1936)
La luna è tramontata (The Moon is Down) (1942)
La perla (The Pearl) (1947)
La valle dell'Eden (East of Eden) (1952)
Uomini e topi (Of Mice and Men) (1937)
Vicolo Cannery (Cannery Row) (1946)
Citazioni di John Ernst Steinbeck:
(Edizione Mondadori, pag. 280) Nelle co... [leggi]
La professione di scrivere libri fa appa... [leggi]

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