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"La masseria delle allodole" di Antonia Arslan
Titolo:La masseria delle allodole
Autore:Antonia Arslan
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

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L'autrice
Antonia Arslan è nata in Italia, a Padova, nel 1938.

"La masseria delle allodole" è un libro scritto da Antonia Arslan.

Questa versione in italiano è stata pubblicata da un editore non definito.

Incipit del libro La masseria delle allodole di Antonia Arslan:




La masseria delle allodole





PROLOGO

Prendemmo la strada sotto i portici per andare al Santo. Era il 13 di giugno, il giorno del mio onomastico.

Pioveva, e io non volevo muovermi, ma il nonno Yerwant, il patriarca a cui nessuno disobbediva, aveva detto: «È ora che la bambina conosca il suo santo. È già quasi troppo tardi, ha cinque anni. Non sta bene far aspettare i santi. E dovete portarcela a piedi». Lui ci avrebbe raggiunto con la sua automobile Lancia, e con Antonio, l’autista.

Così, percorsi con la zia le due lunghe strade porticate che conducono alla basilica, con la zia Henriette, piccola piccola, dal gran naso armeno e dai lucidi capelli neri a caschetto, che aveva molti segreti e se li teneva stretti, non portava mai tacchi bassi e non permetteva che aprissi la sua borsetta. Neppure lei era contenta dell’ordine del nonno: aveva caldo, aveva “quasi” mal di testa, pensava che andare alla basilica nel giorno del Santo fosse poco fine, cosa da provinciali e da turisti, temeva di perdermi, si angosciava per nulla, come sempre.

Zia Henriette era una sopravvissuta al genocidio del 1915. Creatura della diaspora, non aveva più una lingua madre. Parlava molte lingue, compresa la sua, l’armeno, in modo legnoso, innaturale: come una straniera.

In tutte faceva patetici sbagli, e non volle mai raccontare la storia della sua sopravvivenza. Aveva dimenticato anche la sua età (in Italia, quando sbarcò, era così minuta e patita che le tolsero due o tre anni).

Ma ogni sera, a casa nostra, veniva a cena portando vassoi di biscotti alla moda austriaca, enormi vasi di yogurt fatto in casa, paklavà colmo di noci e di miele: e la sua presenza riempiva la casa di memorie oscure.

Io l’amavo moltissimo, e mi facevo viziare. A casa sua i dischi di Edith Piaf andavano tutto il giorno, e si poteva ballare con le scarpette di panno. Sicché mi facevo trascinare verso il Santo con pigra curiosità, sperando in un gelato, o in una medaglietta, o in un libro colorato, chissà. Per me, ero aperta a tutti i doni e mi aspettavo un dono, fiduciosamente.

E quando arrivammo allo sbocco della via del Santo nella immensa piazza, ebbi il mio dono. La pioggia era cessata da qualche minuto, e improvvisamente le nuvole si spostarono, come un sipario, e un raggio caldo di luce e di sole fece della piazza un teatro, dove innumerevoli figurine colorate cominciarono a sgrullarsi e a chiudere gli ombrelli, affrettandosi verso l’ingresso.

Tante Aide, Nives, Esterine, Gigie si chiamavano allegre e urgenti, accompagnate da bambini compunti vestiti da piccoli frati, e da uomini atticciati, seri, addobbati di nero; nel centro, un gruppo solenne e ieratico si faceva notare per i chiassosi costumi, le gonne lunghe e


[...]
I libri catalogati di Antonia Arslan:
Il libro di Mush
La masseria delle allodole (2004)
La masseria delle allodole
La Strada per Smirne
Citazioni di Antonia Arslan:
Il nonno le ha dato un’altra cosa: l’eco...
Il nonno morì alcuni mesi dopo. Non anda...
Sempad, e tutti gli altri come lui, non...
[NDR|Alla morte di Hamparzum]...
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