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"Cuccette per signora" di Anita Nair
Titolo:Cuccette per signora
Autore:Anita Nair
Editore:BEAT
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
Tags:General, Fiction, Literary, Contemporary Women
Codice ISBN:9788860889881
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

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Autore
Anita Nair è nato in una nazione non definita.

"Cuccette per signora" è un libro scritto da Anita Nair.

Questa versione in italiano è edita da BEAT (ISBN: 9788860889881).

Incipit del libro Cuccette per signora di Anita Nair:




Cuccette per signora





1.

È stato così da sempre; l’odore di un binario di notte invade Akhila con un senso di fuga.

Il lungo marciapiede di cemento che si proietta nella notte, segmentato dai cartelli e dalle luci a intermittenza delle insegne luminose della stazione.

Le lancette in movimento di un orologio che segna il tempo al ritmo pressante del baccano degli schermi televisivi sospesi in alto, degli scricchiolii dei carrelli carichi di ceste e sacchi. Il gracchiare degli altoparlanti per il pubblico e i sibili che ne escono all’esordire dei loro annunci di arrivi e partenze.

Odor di gelsomino aleggiante nell’aria, sudore e olio per capelli, borotalco e cibo stantio, borse di iuta umidicce e l’odore verde asprigno delle ceste di bambù. Akhila inala tutto questo e ripensa ancora una volta alla fuga. Un’ondata di gente che, tutta, fuggiva verso aspetti di una ricchezza di cui lei non aveva alcuna nozione.

Akhila spesso l’aveva sognato. Di essere parte di quell’onda che si rovescia negli scompartimenti e si accomoda sui sedili, sistemando i bagagli e stringendo in mano i biglietti. Di sedersi, girando la schiena al suo mondo e puntando lo sguardo in direzione della meta verso cui è diretta. Di partire. Di fuggire.

Di staccare la spina. Di correre su un treno che entra in una stazione sferragliando e caracollando. Akhila è seduta accanto a un finestrino.

Tutto è immobile, a eccezione del treno. La luna è alle sue spalle e viaggia con lei.

Il viaggio si snoda attraverso una galleria di paesaggi notturni, ciascuno incorniciato dal finestrino. Una luce in una casa. Una famiglia raccolta attorno al fuoco. Un cane che ulula. Una città lontana. Le acque oscure e oleose di un fiume. Una collina minacciosa.

Una strada che si piega in una curva.

Un passaggio a livello, le cui luci si riflettono sulle lenti di un uomo su uno scooter fermo, con le mani abbandonate lungo i fianchi, i talloni piantati a terra, la testa piegata a osservare, in attesa che il treno passi sfrecciando.

Alla stazione i ritratti sostituiscono le scenette di genere.

Riunioni. Addii. Un sorriso. Lacrime.

Rabbia. Irritazione.

Ansietà. Noia. Immobilità. Tutto vede Akhila. Il treno comincia a muoversi.

Akhila sogna di trovarsi lì. E di non trovarcisi. Di aggiungere un ricordo momentaneo.

Ma la verità è che Akhila non ha mai nemmeno comprato un biglietto per un treno espresso fino a questo momento.

Non è mai salita su un treno notturno, diretta verso un luogo che non ha mai visto.

Akhila è quel


[...]
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