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"Vita e avventure di Robinson Crusoe" di Daniel Defoe
Titolo:Vita e avventure di Robinson Crusoe
Titolo originale:The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe
Titoli alternativi:La vita e le straordinarie, sorprendenti avventure di Robinson Crusoe, Le avventure di Robinson Crusoe, Robinson Crusoe, Robinson Crusoè
Autore:Daniel Defoe
Editore:Liber Liber
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1719
Prima edizione italiana:1800
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Inglese
Genere:Romanzo
Argomento:Avventura
Traduttore:Gaetano Barbieri
Licenza:Pubblico dominio
DRM:No
eBook:Leggi l'eBook
Pubblicato il:2015-02-10
:

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L'autore
Daniel Defoe nacque nel Regno Unito, a Londra, nel 1660. È morto a Moorfields, nel 1731.

Durante la sua carriera, Daniel Defoe ha usato anche i seguenti soprannomi: Daniel De Foe.

"Vita e avventure di Robinson Crusoe" (titolo in lingua originale: The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe) è un romanzo (tipo: Avventura) di Daniel Defoe che è stato pubblicato in lingua inglese.

Quest'opera si trova anche con i seguenti titoli alternativi: "La vita e le straordinarie, sorprendenti avventure di Robinson Crusoe, Le avventure di Robinson Crusoe, Robinson Crusoe, Robinson Crusoè".

Questa versione in italiano, tradotta da Gaetano Barbieri, è stata stampata da Liber Liber.

PAGELLA
Scorrevolezza:8
Valore artistico:8
Contenuti:8
Globale:8

TRAMA

Robinson Crusoe è figlio di un mercante di Brema (il cui nome originale è Kreutznaer) emigrato in Inghilterra. Nato nel 1632 nella città portuale di York, il padre lo educa severamente alla nuova condizione di rappresentante cadetto della classe media e vuole che in futuro diventi un avvocato; il giovane però, da sempre fortemente appassionato alla vita di mare, decide appena compiuti diciannove anni di andar contro le direttive paterne, fermamente contrarie ai suoi 'istinti di viaggio', e quindi d'imbarcarsi.


In uno dei suoi primi viaggi al largo delle coste del Nord Africa viene fatto prigioniero dai pirati, rimane così schiavo alla loro mercé per ben due anni; riesce infine a fuggire dal porto marocchino di Salé assieme ad altri arabi, tra cui il giovane Xury, costeggiando la costa atlantica africana in direzione sud.


Incontrato un capitano della marina portoghese, dopo avergli consegnato Xury (sotto la promessa di liberarlo dopo 10 anni di servizio e, soprattutto, dopo che il ragazzo si fosse convertito all'unica vera religione, ossia quella cristiana) si fa trasportare fino in Brasile, al di là quindi dell'Oceano Atlantico, dove riesce a prendere la guida di una piantagione di canna da zucchero grazie alle sue peculiari abilità commerciali.


Torna successivamente in mare in direzione della Guinea, con l'intento di catturare degli africani da far schiavi; la nave su cui viaggia però affonda al largo del Venezuela a causa di una terribile tempesta caraibica, finendo per arenarsi su un'isola sconosciuta presso la foce del fiume Orinoco. Robinson, unico sopravvissuto di tutto l'equipaggio, riesce a salvare dei moschetti e diversi pezzi di utili attrezzature dal relitto prima che questo venga completamente distrutto dai forti venti, dalle onde e disperso dalla corrente, trasportandoli con delle zattere che si costruisce di volta in volta, apprestandosi così ad iniziare la propria permanenza sull'isola deserta.


Per prima cosa si costruisce un fortino in cui poter stare al sicuro di notte; comincia a coltivare la terra e a procurarsi i vestiti utilizzando le pelli delle capre selvatiche che paiono pullulare per tutta l'isola; riuscirà più avanti a farle riprodurre e quindi allevarle in gregge. Tra le prime cose che costruisce v'è anche una grande Croce, su cui incide la data del suo arrivo: 30 settembre 1659. A partire da quel momento farà giornalmente una tacca sulla croce a mo' di calendario, così da non perdere la coscienza del tempo che passa.


Su quest'isola rimarrà per ventotto lunghi anni, dodici dei quali passati in assoluta solitudine; tuttavia si adatta facilmente al suo nuovo tipo d'esistenza e riesce a catturare e addestrare per compagnia anche un pappagallo parlante.


Risolve quindi di annotare su di un diario, giorno dopo giorno, tutte le esperienze e avventure da lui via via vissute: continuerà a scriverlo fino a quando non esaurirà l'inchiostro, nel luglio 1660.


Durante una grave malattia, in cui si vede costretto a letto in preda ad una febbre altissima, ha una visione: un uomo discende da una nuvola nera sopra una grande fiamma e gli ricorda che fino a quel momento la sua vita non è mai stata illuminata dalla luce della fede. Tornato in salute Robinson, che effettivamente prima d'allora non era mai stato particolarmente religioso, comincia a rafforzare sempre più la sua fede in Dio, ringraziandolo per tutte le cose che mano a mano trova sull'isola. Prende inoltre l'abitudine di leggere ogni mattina almeno una pagina della Sacra Bibbia, unico libro che ha portato con sé.


Dopo dodici anni di isolamento si accorge però di non essere affatto solo: un giorno sulla spiaggia scopre infatti un'impronta di un piede più grande del suo e i resti di un banchetto attorno al fuoco. L'isola è a quanto pare il luogo in cui i selvaggi portano i prigionieri di guerra per compiere sacrifici umani e atti di cannibalismo; Robinson, fortemente inorridito da tale pratica, un giorno decide di attaccarli per liberare la povera vittima che sta per essere sacrificata. Li uccide tutti e libera il loro prigioniero, che tiene con sé come "suddito" e che ribattezza "Venerdì" (in ossequio al giorno del loro incontro), insegnandogli la lingua inglese e iniziandolo alla fede cristiana attraverso la costante lettura della Bibbia.


Successivamente Robinson salva altre due vittime sacrificali catturate dai cannibali; una è il padre di Venerdì e l'altra uno spagnolo: quest'ultimo informa Robinson che vi sono altri suoi connazionali naufraghi dispersi un po' dappertutto per l'isola, pertanto il gruppo cerca di escogitare un qualche piano per salvarli. Ma proprio a quel punto una nave inglese fa ancoraggio al largo dell'isola; l'equipaggio si è ammutinato e ha deciso di abbandonare il capitano e i due marinai rimastigli fedeli sulla spiaggia apparentemente disabitata. Dopo una feroce battaglia contro gli ammutinati Robinson e i suoi amici riescono a prendere stabile possesso della nave: termina così un esilio durato più di un quarto di secolo.


Il 19 dicembre 1686 salpa dall'isola e giunge nuovamente a York, in Inghilterra, l'11 giugno dell'anno seguente, dopo ben 35 anni di assenza dall'Europa e dalla sua civiltà. Da lì poi s'imbarca con Venerdì per Lisbona dove riesce ad incontrare il capitano portoghese, che gli dà subito un resoconto dettagliato della situazione delle proprie piantagioni in Brasile. Robinson viene a sapere che i suoi genitori e suo fratello sono morti, e, con suo sommo stupore, di essere diventato un uomo molto ricco: grazie alle piantagioni, divenute incredibilmente feconde durante la sua assenza, è riuscito difatti a guadagnare ben 600.000 sterline.


Lungo il trasporto delle sue ricchezze via terra Robinson e il fedele Venerdì affrontano, attraversando i Pirenei, l'ultima grande avventura: combatteranno un branco di feroci lupi affamati.


Vendute in seguito le sue piantagioni, Robinson investe il patrimonio così conseguito per sposarsi e mettere su famiglia (avrà tre figli). Nel dicembre 1694 si trasferisce sull'isola dove era naufragato, ora abitata dalla pacifica colonia di spagnoli che era rimasta, per assumerne il ruolo di governatore per diverso tempo.


Dopo altre avventure, il 10 gennaio 1705, Robinson rimette piede in Inghilterra, dove decide infine di riposarsi e di godersi in pace il resto della sua vita.


Illustrazione di Robinson Crusoe.
Incipit del libro Vita e avventure di Robinson Crusoe di Daniel Defoe:

I. Primi anni di gioventù.


Nacqui dell'anno 1632 nella città di York d'una buona famiglia, benchè non del paese, perchè mio padre, nativo di Brema, da prima venne a mettere stanza ad Hull; poi fattosi un buono stato col traffico e dismesso indi il commercio, trasportò la sua dimora a York; nella qual città sposò la donna divenuta indi mia madre. Appartiene questa alla famiglia Robinson, ottimo casato del paese; onde io fui chiamato da poi Robinson Kreutznaer, ma per l'usanza che si ha nell'Inghilterra di svisar le parole, siamo or chiamati anzi ci chiamiamo noi stessi, e ci sottoscriviamo Crusoe, e i miei compagni mi chiamarono sempre così.


Ebbi due fratelli maggiori di me, un de' quali, tenente-colonnello in un reggimento di fanteria inglese, servì nella Fiandra, prima sotto gli ordini del famoso colonnello Lockhart, poi rimase morto nella battaglia accaduta presso Dunkerque contro agli Spagnuoli. Che cosa divenisse dell'altro mio fratello non giunsi a saperlo mai più di quanto i miei genitori abbiano saputo in appresso che cosa fosse divenuto di me.


Terzo della famiglia, nè essendo io stato educato ad alcuna professione, la mia testa cominciò sin di buon'ora ad empirsi d'idee fantastiche e girovaghe. Mio padre, uomo già assai vecchio, che mi aveva procurata una dose ragionevole d'istruzione, fin quanto può aspettarsi generalmente da un'educazione domestica e dalle scuole pubbliche del paese, mi destinava alla professione legale; ma nessuna vita mi garbava fuor quella del marinaio, la quale inclinazione mi portò sì gagliardamente contro al volere, anzi ai comandi di mio padre, e contro a tutte le preghiere e persuasioni di mia madre e degli amici, che si sarebbe detto esservi nella mia indole una tal quale fatalità, da cui fossi guidato direttamente a quella miserabile vita che mi si apparecchiava.


[...]
Explicit: Vita e avventure di Robinson Crusoe di Daniel Defoe:

Demmo le vele da Arcangelo ai 20 agosto del medesimo anno, e dopo un viaggio non istraordinariamente cattivo, toccammo l'Elba ai 18 di settembre. Quivi il mio socio ed io trafficammo ottimamente tutte le nostre mercanzie, tanto quelle della China quanto i zibellini della Siberia. Divisone fra noi l'intero ricavato, la mia parte fu di tremilaquattrocentosettantacinquc sterlini, diciassette soldi e tre danari, oltre a circa seicento, valore di diamanti che avevo acquistati al Brasile.
Qui il nobile giovine moscovita accommiatatosi da me, s'imbarcò su l'Elba a fine di trasferirsi a Vienna, perchè avea risoluto d'implorare protezione da quella corte e mettersi in corrispondenza con quegli antichi amici di suo padre che vivevano tuttavia. Non partì certo di lì senza darmi segnalate dimostrazioni di gratitudine e pel servizio reso a lui e per tutte le cordialità da me usate a suo padre.
Per venire ad una conclusione, dopo essere dimorato quattro mesi a un dipresso ad Amburgo mi resi per terra all'Aia, donde imbarcatomi in un pacchebotto arrivai ai 10 gennaio del 1705 a Londra, dalla qual metropoli io era stato lontano dieci anni e nove mesi. Qui ho risoluto d'allestirmi ad un viaggio più lungo di tutti quelli che ho narrati, dopo aver condotta per settantadue anni una vita piena d'infinite variazioni ed imparato sufficientemente a valutare i beni del vivere ritirato e qual beatitudine sia per l'uomo il terminare in pace i suoi giorni.


[...]
Personaggi e concetti creati da Daniel Defoe:
Robinson Crusoe (Personaggio, dal libro Robinson Crusoe)
Venerdì (Personaggio, dal libro Robinson Crusoe)
Audiolibri di:Daniel Defoe
Moll Flanders
Romanzo
Audiolibro del romanzo "Moll Flanders" di Daniel Defoe.
I libri catalogati di Daniel Defoe:
Diario dell'anno della peste
Il fantasma che stava in tutte le stanze
Il fantasma di Dorothy Dingley
Lady Roxana (1724)
Lady Roxana
Moll Flanders (The Fortunes And Misfortunes Of The Famous Moll Flanders) (1722)
Moll Flanders
Robinson Crusoe (The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe) (1719)
Robinson Crusoe (The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe) (1719)
Robinson Crusoe
Storia della singolare esistenza di John Sheppard (The History Of The Remarkable Life of John Sheppard)
Sul Modo Piu Sbrigativo Di Sopprimere Il Dissenso
Vita e avventure di Robinson Crusoe (The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe) (1719)
Citazioni di Daniel Defoe:
Tutti gli uomini sarebbero dei tiranni s...
La paura del pericolo è [...] diecimila...
La carità verso i poveri è un dovere, e...
La carità comincia a casa propria....
La carità verso i poveri è un dovere, e...
Molta carità comincia col vizio....
[...] non c'è dubbio, una donna deve mor...
La celia e lo sguardo possono condurre c...
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La carità comincia a casa propria. (p. 2...
È male sospettare che un uomo sia cattiv...
Molta carità comincia col vizio. (p. 26)...
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