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"I draghi dell'Estate di fuoco" di Tracy Hickman, Margaret Weis
Titolo:I draghi dell'Estate di fuoco
Titolo originale:Dragons of Summer Flame
Autore:Tracy Hickman, Margaret Weis
Editore:Armenia
Collana editoriale:Armenia
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1995
Pagine:547
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Inglese
Genere:Romanzo
Argomento:Fantasy
Traduttore:Annarita Guarnieri
Codice ISBN:8834408381
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Recensione vocale:I_draghi_dell'Estate_di_fuoco.opus, 165923 bytes
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L'autrice
Margaret Weis è nata negli Stati Uniti d'America, ad Independence, Missouri, nel 1948.

Nella sua carriera, Margaret Weis ha usato anche questi soprannomi: Susan Lawson, Margaret Baldwin.

Si è dedicata principalmente a questi ambiti: fantasy, dragonlance.

Per sapere qualcosa di più su Margaret Weis, potete consultare il sito web ufficiale dell'autrice, disponibile alla seguente pagina:
http://www.margaretweis.com/.

Dopo la trilogia dei Draghi, dopo la trilogia dei Gemelli, dopo la Seconda Generazione, ecco tornare i nostri eroi fantasy di Dragonlance uniti nuovamente per combattere nuove battaglie.

Questo lungo romanzo è la pregevole chiusa di una serie, quella di Dragonlance, iniziata con la trilogia dei draghi, continuata con quella dei gemelli, e infine ben conclusa con questo libro, che si riallaccia strettamente alle tematiche delle premesse originali.
Gli appassionati della saga troveranno in quest'opera indissolubili legami con le due precedenti trilogie e con il libro "Seconda generazione". Vengono qui dipanati e risolti alcuni intrecci lasciati in sospeso nei precedenti volumi, ma anche creati e conclusi nuovi orditi narrativi; nuove figure si affacciano nella trama e vecchie conoscenze ritornano ad essere presenti, magari proponendosi in chiave nuova (come la figura del "kender eroico", praticamente un'antinomia de facto).
Intenso e pregevole, questo romanzo tuttavia perde molto della freschezza narrativa che caratterizzava la trilogia dei draghi e quella dei gemelli: nonostante vengano presentate tematiche nuove, situazioni inconsuete, questo ultimo capitolo si adagia maggiormente sull'idea di serializzazione della serie. Gli amanti di Dragonlance potranno trovare comunque nuova linfa, che certo rinvigorirà il mondo di Ansalon, foss'anche solo nell'ottica del gioco di ruolo omonimo, che verrà arricchito da questi nuovi elementi (come la rinnovata energia integerrima e cristallina dei Cavalieri della Regina delle Tenebre).

PAGELLA
Scorrevolezza:9
Valore artistico:6
Contenuti:7
Globale:8

Consigliato a:

Questo libro è consigliato prevalentemente ai cultori delle serie originali, che potranno trovare finalmente una nuova e completa storia ambientata nel mondo di Dragonlance. Chi non ha letto né la trilogia dei draghi, né quella dei gemelli, non dovrebbe iniziare leggendo questo romanzo, perché si perderebbe buona parte dei sottintesi e dei richiami alle storie passate.
Un buon libro, tuttavia, che conclude con tranquillità, e con una buona struttura narrativa, un'avvincente saga.
Se con questo libro avete finito la vostra scorta di fantasy, provate ad avvicinarvi a qualche altro autore: Tolkien, con "Il signore degli anelli" è un caposaldo imprescindibile da non far mancare ad ogni buon appassionato che si rispetti. Poi magari potreste avvicinarvi a Terry Brooks, con la saga di Shannara, oppure a David Andrew Gemmell e il suo fantasy storico di "Il leone di Macedonia" e "Il principe nero".

Incipit del libro I draghi dell'Estate di fuoco di Tracy Hickman, Margaret Weis:

Libro primo

CAPITOLO PRIMO

La squadra di sbarco. La profezia. Un incontro inatteso.

Quella mattina faceva caldo, un caldo eccessivo per essere soltanto tarda primavera e tale da far pensare quasi che ad Ansalon fosse già estate piena. Seduti a prua della barca, i due cavalieri stavano quindi sudando spaventosamente all'interno della loro armatura d'acciaio e guardavano con invidia i rematori seminudi.
L'armatura nera che i cavalieri avevano indosso, decorata con il simbolo del teschio e del giglio della morte, era stata benedetta dal sommo chierico e si supponeva che fosse in grado di resistere ai capricci del vento e della pioggia così come al caldo e al freddo, ma a quanto pareva la benedizione della Regina delle Tenebre non era in grado di tenere testa a quell'ondata di calura fuori stagione, e non appena la barca si avvicinò alla riva i cavalieri furono i primi ad abbandonarla, affrettandosi a saltare nell'acqua bassa per bagnare il volto e il collo arrossati dal sole, senza peraltro ottenere il sollievo sperato.
«Sembra di procedere a guado in una zuppa calda» borbottò uno di essi, dirigendosi verso la riva e scrutando al tempo stesso con attenzione ogni cespuglio, albero e duna di sabbia alla ricerca di eventuali segni di vita.
«A me ricorda piuttosto il sangue» replicò il suo compagno. «Immagina di essere immerso nel sangue dei nostri nemici, i nemici della nostra regina. Vedi qualcosa?»


[...]

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