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"La coscienza di Zeno" di Italo Svevo
Titolo:La coscienza di Zeno
Titolo originale:La coscienza di Zeno
Autore:Italo Svevo
Editore:Arnoldo Mondadori Editore
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1923
Pagine:413
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Romanzo
Prezzo :12000
Licenza:Pubblico dominio
DRM:
:

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L'autore
Italo Svevo è nato in Italia, a Trieste, nel 1861. Morì a Motta di Livenza, nel 1928.

Il suo nome originario è Aron Hector Schmitz, adattato in italiano come Ettore Schmitz.

"La coscienza di Zeno" è un romanzo scritto da Italo Svevo, originariamente pubblicato in italiano nel 1923.

Questa versione in italiano è stata pubblicata da Arnoldo Mondadori Editore (413 pagine, 12000 ).

TRAMA

Zeno Cosini, il protagonista dell'opera, proviene da una famiglia ricca e vive nell'ozio ed in un rapporto conflittuale con il padre, che si rifletterà su tutta la sua vita. Nell'amore, nei rapporti coi familiari e gli amici, nel lavoro, egli prova un costante senso di inadeguatezza e di "inettitudine", che interpreta come sintomi di una malattia. In realtà solo più tardi scoprirà che non è lui a essere malato, ma la società in cui vive.

Incipit del libro La coscienza di Zeno di Italo Svevo:

Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere. Chi di psico-analisi s'intende, sa dove piazzare l'antipatia che il paziente mi dedica.
Di psico-analisi non parlerò perché qui entro se ne parla già a sufficienza. Debbo scusarmi di aver indotto il mio paziente a scrivere la sua autobiografia; gli studiosi di psico-analisi arricceranno il naso a tanta novità.


[...]
Explicit: La coscienza di Zeno di Italo Svevo:

Naturalmente io non sono un ingenuo e scuso il dottore di vedere nella mia vita stessa una manifestazione di malattia. La [[vita]] somiglia un poco alla malattia come procede per crisi e lisi ed ha i giornalieri miglioramenti e peggioramenti. A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale. Non sopporta cure. Sarebbe come voler turare i buchi che abbiamo nel corpo credendoli delle ferite. Morremmo strangolati non appena curati.
La [[vita]] attuale è inquinata alle radici. L'uomo s'è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinata l'aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire di peggio. Il triste e attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio servizio delle altre forze. V'è una minaccia di questo genere in aria. Ne seguirà una grande chiarezza... nel numero degli uomini. Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo. Chi ci guarirà dalla mancanza di aria e di spazio? Solamente al pensarci soffoco!
Ma non è questo, non è questo soltanto.
Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo. Allorché la rondinella comprese che per essa non c'era altra possibile vita fuori dell'emigrazione, essa ingrossò il muscolo che muove le sue ali e che divenne la parte più considerevole del suo organismo. La talpa s'interrò e tutto il suo corpo si conformò al suo bisogno. Il cavallo s'ingrandì e trasformò il suo piede. Di alcuni animali non sappiamo il progresso, ma ci sarà stato e non avrà mai leso la loro salute.
Ma l'occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c'è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l'uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma, oramai, l'ordigno non ha più alcuna relazione con l'arto. Ed è l'ordigno che crea la malattia con l'abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione salutare. Altro che psico-analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati.
Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po' più ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie .


[...]
Audiolibri di:Italo Svevo
Corto viaggio sentimentale
Romanzo incompiuto
Audiolibro del romanzo "Corto viaggio sentimentale" di Italo Svevo.
La novella del buon vecchio e della bella fanciulla
Racconto
Audiolibro dell'opera "La novella del buon vecchio e della bella fanciulla" di Italo Svevo.
Vino generoso
Racconto
Audiolibro del racconto "Vino generoso" di Italo Svevo.
I libri catalogati di Italo Svevo:
Argo e il suo padrone
Commedie
Corto viaggio sentimentale (1949)
Corto viaggio sentimentale
I Racconti
L'assassinio di via Belpoggio (1890)
L'assassinio di via Belpoggio
La coscienza di Zeno (1923)
La coscienza di Zeno
La novella del buon vecchio e della bella fanciulla (1926)
La Novella Del Buon Vecchio e Della Bella Fanciulla
Senilità (1898)
Senilità
Una burla riuscita (1926)
Una Burla Riuscita
Una vita (1892)
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Citazioni di Italo Svevo:
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