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"Madame Bovary" di Gustave Flaubert
Titolo:Madame Bovary
Titolo originale:Madame Bovary
Titoli alternativi:La signora Bovary
Autore:Gustave Flaubert
Editore:Garzanti
Tipologia del supporto:Cartaceo
Anno di pubblicazione:1855
Pagine:280
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Francese
Genere:Romanzo
Licenza:Copyright (Diritti riservati)
DRM:
Recensione di:Christian Michelini
Audiolibro: Ascolta l'audiolibro

(Anteprima, 24 kbit)

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L'autore
Gustave Flaubert nacque in Francia, a Rouen, nel 1821. Morì a Croisset, nel 1880.

Nella sua vita si è dedicato a queste aree: realismo.

Gustave Flaubert, in questo romanzo, condensa tutta la sua esperienza di grandissimo letterato ed eccellente romanziere.

Gustave Flaubert, in questo romanzo, condensa tutta la sua esperienza di grandissimo letterato ed eccellente romanziere. È la storia di una donna che vuole emergere, perché stanca della propria vita provinciale. Madame Bovary, una signora che vive al di là delle sue possibilità economiche (da qui anche il termine bovarismo), stereotipo di un periodo storico, ma archetipo di un'umanità insoddisfatta e bramosa di godimenti e denaro. Fin dall'inizio del romanzo si percepisce la grande intensità stilistica dell'opera, la perizia narrativa, la chiarezza strutturale. Le ultime ottanta pagine scorrono velocissime, in un crescendo frenetico di vicende e situazioni, fino a sbocciare in un finale che riassume tutta l'intelligenza e l'elevato spirito critico, sia umano sia sociale, di un autore che, mentre tratta dei desideri e delle passioni dell'umanità intera, riesce a scorgere, con una limpidezza ammirevole, le nostre piccolezze, gli abietti e triviali interessi contingenti che muovono spesso anche le nostre più grandi conquiste.
Un romanzo eccezionale, denso, curatissimo. Un romanzo che segna un'epoca, ma che esprime un messaggio valido per ogni età ed epoca.

PAGELLA
Scorrevolezza:9
Valore artistico:10
Contenuti:10
Globale:10

Consigliato a:

Lo consiglio a tutti, in quanto pietra miliare della narrativa. Se vi piace questo tipo di narrativa, vi consiglio anche "Nanà" di Émile Zola e "Le illusioni perdute" di Honoré de Balzac.

Incipit del libro Madame Bovary di Gustave Flaubert:

PARTE PRIMA

I

Stavamo studiando, quando entrò il preside seguito da un nuovo alunno vestito in borghese e dal bidello che trasportava un grosso banco. Quelli che dormivano si svegliarono e si alzarono in piedi come sorpresi in piena attività.
Il preside ci fece cenno di star comodi, poi si rivolse all'insegnante:
«Professor Roger,» disse sottovoce «le raccomando questo allievo. Viene ammesso alla quinta, ma se il profitto e la condotta lo renderanno meritevole, passerà fra i grandi, come richiederebbe la sua età».
Il 'nuovo', un giovane e robusto campagnolo d'una quindicina di anni circa, alto di statura più di ognuno di noi, rimaneva in un angolo dietro la porta, di modo che lo vedevamo appena. Aveva i capelli tagliati diritti sulla fronte, come un chierichetto di paese: sembrava assennato e molto intimorito. Benché non avesse le spalle larghe, dava l'impressione che la giacchetta di panno verde con i bottoni neri lo stringesse sotto le ascelle; gli spacchi dei risvolti delle maniche lasciavano vedere i polsi arrossati a furia di rimanere scoperti. Le gambe calzate di blu sbucavano da un paio di pantaloni giallastri sostenuti con troppa energia dalle bretelle. Portava scarpe chiodate robuste e mal lucidate.
Cominciammo a recitare le lezioni. Egli stava tutto orecchi ad ascoltarle, attento come se ascoltasse un sermone, senza osare nemmeno incrociare le gambe o appoggiarsi al gomito, e alle due, quando suonò la campana, il professore dovette chiamarlo perché si mettesse in fila con noi.
Avevamo l'abitudine entrando in classe di gettare a terra i berretti per restare con le mani più libere; bisognava lanciarli stando sulla soglia fin sotto il banco, in modo che battessero contro il muro e sollevassero più polvere possibile; così era 'l'uso'.
Ma, sia che non avesse notato la manovra o che non avesse osato metterla in pratica, alla fine della preghiera, il 'nuovo' teneva ancora il berretto sulle ginocchia. Si trattava di uno di quei copricapi non ben definibili, nei quali è possibile trovare gli elementi del cappuccio di pelo, del colbacco, del cappello rotondo, del berretto di lontra e del berretto da notte, una di quelle povere cose, insomma, la cui bruttezza silenziosa ha la stessa profondità d'espressione del viso d'un idiota. Di forma ovoidale e tenuto teso dalle stecche di balena, cominciava con tre salsicciotti rotondi, poi, separate da una striscia rossa, si alternavano losanghe di velluto e di pelo di coniglio; veniva in seguito una specie di sacco che terminava con un poligono sostenuto da cartone ed era coperto da un complicato ricamo di passamaneria, dal quale pendeva, al termine di un lungo e troppo sottile cordone, un ciuffetto di fili d'oro a guisa di nappina. Il berretto era nuovo di zecca e la visiera splendeva.


[...]
Personaggi e concetti creati da Gustave Flaubert:
Rodolphe Boulanger (Personaggio, dal libro Madame Bovary)
Bouvard (Personaggio, dal libro Bouvard e Pécuchet)
Charles Bovary (Personaggio, dal libro Madame Bovary)
Léon Dupuis (Personaggio, dal libro Madame Bovary)
Madame Bovary (Personaggio, dal libro Madame Bovary)
Pécuchet (Personaggio, dal libro Bouvard e Pécuchet)
Audiolibri di:Gustave Flaubert
Madame Bovary
Romanzo
Audiolibro del celebre romanzo "Madame Bovary" di Gustave Flaubert.
I libri catalogati di Gustave Flaubert:
Bouvard e Pécuchet (Bouvard et Pécuchet) (1881)
Bouvard e Pécuchet
Dizionario dei luoghi comuni
Dizionario dei Luoghi Comuni - Catalogo delle Idee Chic (Le Dictionnaire des idées reçues) (1911)
Dizionario delle idee correnti
L'educazione sentimentale (L’Éducation sentimentale, histoire d’un jeune homme) (1869)
L'Educazione Sentimentale
La tentazione di sant'Antonio (La tentation de saint Antoine) (1874)
Madame Bovary (1855)
Madame Bovary (1855)
Madame Bovary
Memorie di un pazzo
Salambò (Salammbô) (1862)
Salammbô
Tre racconti (Un cuore semplice, La leggenda di San Giuliano Ospitaliere, Erodiade) (Trois contes (Un cœur simple, La Légende de Saint Julien l'Hospitalier, Hérodias)) (1877)
Citazioni di Gustave Flaubert:
Per certi uomini l'azione è tanto più im...
Iside: “Anubi, custode delle ombre, non...
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