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"Navi spaziali" di AA.VV.
Titolo:Navi spaziali
Autore:AA.VV.
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

739 visualizzazioni

Autore
AA.VV. è nato in una nazione non definita.

"Navi spaziali" è un libro scritto da AA.VV..

Questa versione in italiano è stata pubblicata da un editore non definito.

Incipit del libro Navi spaziali di AA.VV.:




Navi spaziali





LE NAVETTE SPAZIALI

La parola « shuttle»
deriva dal norreno skutill e dovrebbe avvicinarsi al nostro concetto di freccia o di arpione, un proiettile che viaggia a distanze relativamente brevi: dalla persona che lo scaglia al bersaglio che s’intende colpire. Il termine « shoot»
ha la stessa origine, ed io sono fermamente convinto che abbia un valore onomatopeico… dal rumore che produce.

Un missile che sfreccia fulmineo nell’aria produce un suono del tipo

« shoosh,»
« woosh»
o « s-s-s-t,»
a seconda dell’interpretazione dei singoli ascoltatori. Ed è proprio da questa moltitudine di suoni diversi che poi so-no stati desunti termini quali « shuttle»
e « shoot» .

In epoche preistoriche, il termine « shuttle»
ha avuto un significato chiaramente pacifico… e questa è una cosa che mi ha sempre fatto particolarmente piacere.

L’arte della tessitura fu inventata prima che iniziasse l’età della scrittura e, di conseguenza, non sappiamo molto sulle sue origini. Come è accaduto per la maggior parte delle scoperte preistoriche, le generazioni seguenti, incapaci di immaginare come avessero fatto dei semplici esseri umani a pensare cose tanto ingegnose, arrivarono alla conclusione che doveva essere stata qualche divinità a farli partecipi delle sue conoscenze.

In ogni caso, per tessere, bisogna cominciare ad intrecciare una serie di fili paralleli in verticale fino a formare una trama molto fitta. (Questo è quello che noi definiamo « warp») Comunque, perché questi fili paralleli siano tenuti insieme, è necessario aggiungere un’altra serie di fili, un po’

più sottili, e ad angoli retti (« woof»). Ogni filo della trama passa su un filo dell’ordito, va quindi sotto il filo successivo per poi risalire, passare su quello ancora successivo e così via. Il filo successivo della trama va sotto, poi sopra, e ancora sotto in modo tale che due fili adiacenti della stessa trama non possano mai trovarsi contemporaneamente o sopra o sotto un particolare filo dell’ordito.

Se poi i fili dell’ordito e dalla trama vengono inseriti vicini contemporaneamente, si otterrà un tessuto bidimensionale di fili, molto più resistente di pochi fili presi singolarmente. Alla fine, avremo creato un pezzo di tessuto, una tessitura delicata, permeabile, molto più adatta a mantenere pulito il corpo e a proteggerlo dagli sbalzi di temperatura, della pelle e dai peli.

L’unico inconveniente è che la tessitura della trama sull’ordito comporta una notevole perdita di tempo. È questo il motivo per cui, già nell’età prei-storica, venne inventato il « loom» . I fili dell’ordito venivano fissati ai due estremi del telaio in modo tale da rimanere


[...]
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