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"Il ventre di Parigi" di Émile Zola
Titolo: Il ventre di Parigi
Titolo originale: Le ventre de Paris
Autore: Émile Zola
Editore: Garzanti
Tipologia del supporto: Cartaceo
Anno di pubblicazione: 1873
Pagine: 274
Lingua: Italiano
Lingua originale dell'opera: Francese
Genere: Romanzo
Argomento: Naturalismo
Traduttore: Maria Teresa Nessi
DRM:
Recensione di: Christian Michelini
Recensione vocale: Il_ventre_di_Parigi.opus, 225764 bytes
:

3437 visualizzazioni

L'autore
Émile Zola è nato in Francia, a Parigi, nel 1840. È morto a Parigi, nel 1902.

Il suo nome originale è Émile François Zola.

Si è dedicato principalmente ai seguenti ambiti: naturalismo.

Parigi. Fine Ottocento. Né arte, né nobiltà, ma un solo stomaco che deve essere saziato!

In questo romanzo, Émile Zola esprime nel modo migliore l'accuratezza delle sue ricostruzioni sociali e ambientali. L'autore è sempre stato ossessionato dalla meticolosità con cui accumulava dati, riferimenti, idee, note e tratteggi delle realtà che voleva esprimere nelle sue opere. Ne "Il ventre di Parigi" l'ambientazione è quella dei mercati e delle contrade commerciali di una Parigi della Seconda Metà dell'Ottocento. La cura quasi maniacale con cui vengono descritti questi mercati, le botteghe, i ripiani delle merci, le carrette con le verdure, i negozi più svariati, è veramente sconcertante: tutto con un unico motivo conduttore, e cioè il cibo, visto in ogni sua forma, in ogni varietà e specie; cotto, crudo, fresco, conservato; dagli olezzi mefitici dei più pregiati formaggi agli odori nauseabondi del pesce fresco che appesta i venditori, dalle carni delle più svariate fatture alle verdure e alle primizie locali ed esotiche.
Un romanzo che riesce a saziare, anzi a satollare, solo con la semplice lettura; in esso il filo conduttore degli alimenti viene portato all'estremo: sembra a noi stessi lettori di mangiare durante la narrazione, tanta è la precisione descrittiva e la dovizia di particolari.
Qui la storia passa quasi in secondo piano: è il grande affresco che riesce a darci l'autore che conta veramente, con il suo tratto vivido ed efficace. Un romanzo che è un pasto luculliano: è anche in queste narrazioni che si ritrova il migliore Émile Zola, quello che cerca di suggerirci il rapporto catartico con il cibo e l'abbuffata orgiastica dei sensi palatali finalmente appagati.
Fino all'Ottocento il sesso, trasposto nell'esperienza romanzesca, è stato criminalizzato dai benpensanti (e anche Lawrence, nel Novecento, visse i suoi guai per le teorie del sesso rigenerante); la sessualità diveniva tabù sociale e mediatico, e solo l'amor platonico, intriso di romanticismo e di spiccata elusività, poteva esser narrato: quale miglior soluzione allora che appellarsi ad un altro rito rigenerativo per l'essenza umana, quella necessità impellente e ineluttabile di cibo che regge magistralmente una parte della poetica zoliana e che permea e satura il romanzo in oggetto?

PAGELLA
Scorrevolezza: 8
Valore artistico: 8
Contenuti: 7
Globale: 8

Consigliato a:

Consiglio quest'opera solo a chi non sta facendo una dieta ;-)
Questo romanzo è molto bello, e se vi piace Émile Zola lo apprezzerete per il naturalismo impeccabile con il quale è stato scritto. Se vi è piaciuto, vi consiglio di leggere dello stesso autore anche "L'assommoir - L'ammazzatoio" (dove il centro nodale del romanzo è appunto un pasto festoso e vero turning point dell'opera). Oppure, fra gli altri suoi grandi romanzi, anche "Germinale" e "Nanà".
Se vi piace il naturalismo di Émile Zola, allora perché non provare a leggere la sua controparte italiana? Con il verismo di Giovanni Verga potrete avvicinarvi alla vita povera del Sud Italia di fine Ottocento. In particolare, vi consiglio le "Novelle", "Mastro Don Gesualdo" e "I Malavoglia".

Incipit del libro Il ventre di Parigi di Émile Zola:

Lungo il viale deserto, nel profondo silenzio della notte, i carri degli ortolani, diretti verso Parigi, percuotevano con l'eco dei loro monotoni scossoni, a destra e a sinistra, le facciate della case immerse nel sonno dietro i filari confusi degli olmi. Un carro di cavoli e un altro di piselli si erano riuniti sul ponte di Neully ad otto carri di rape e di carote calati da Nanterre; ed i cavalli procedevano a testa bassa, con andatura pigra e uguale rallentata dalla fatica della salita. Su in alto, sdraiati bocconi, sul carico dei legumi, sonnecchiavano i carrettieri coi loro mantelli a righe nere e grigie, le redini arrotolate al polsi.


[...]
Audiolibri di: Émile Zola
Nuove storielle a Ninetta
Raccolta di racconti
Audiolibro della raccolta di racconti "Nuove storielle a Ninetta" di Émile Zola.
I libri catalogati di Émile Zola:
Al paradiso delle signore (Au bonheur des dames) (1882)
Germinale (Germinal) (1885)
Il denaro (L'argent) (1891)
Il paradiso delle signore
Il ventre di Parigi (Le ventre de Paris) (1873)
Il ventre di Parigi
L'Assommoir
L'assommoir - L'ammazzatoio (L'Assommoir) (1877)
L'opera (L'oeuvre) (1893)
La bestia umana (La bête humaine) (1890)
La conquista di Plassans (La conquête de Plassans) (1874)
La Conquista Di Plassans
La cuccagna (La curée) (1871)
La disfatta (La Débàcle) (1892)
La fortuna dei Rougon (La Fortune des Rougon) (1871)
La fortuna dei Rougon
La Fortune des Rougon (1871)
Nanà (Nana) (1880)
Nuove storielle - A Ninetta
Nuove storielle a Ninetta (Nouveaux contes à Ninon) (1874)
Roma
Son Excellence Eugène Rougon (1876)
Teresa Raquin
Thérèse Raquin (1867)
Citazioni di Émile Zola:
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