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"Il meglio di "IF" 2" di AA.VV.
Titolo:Il meglio di "IF" 2
Autore:AA.VV.
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

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Autore
AA.VV. è nato in una nazione non definita.

"Il meglio di "IF" 2" è un libro scritto da AA.VV..

Questa versione in italiano è edita da un editore non definito.

Incipit del libro Il meglio di "IF" 2 di AA.VV.:




Il meglio di “IF” 2





LA BARACCA DEL CANTIERE

(Clifford D. Simak)


Clifford Simak è da tempo famoso per il suo ironico sense of hu-mor e per il suo istinto infallibile per l’assurdo. In questo racconto, breve ma pungente, ci regala una visione della creazione non
molto ortodossa.

Nello stesso anno in cui i primi uomini scesero su Marte, dalla Luna venne lanciata la sonda verso Plutone. Cinque anni dopo, vennero trasmes-se le prime immagini, quando la sonda, dopo essersi inserita in orbita, puntò le telecamere sulla superficie del pianeta. La trasmissione era scadente; ma anche così, certe caratteristiche delle fotografie suscitarono grandi an-gosce, mentre le vecchie teorie andavano in pezzi e venivano sostituite dalle perplessità, da interrogativi che non trovavano neppure l’ombra d’una risposta. Le immagini sembravano dire che il pianeta aveva una superficie liscia, addirittura quasi levigata, senza un solo fattore geografico che ne in-terrompesse la regolarità. In certe località, tuttavia, equidistanti una dall’altra lungo l’equatore, c’erano puntini minuscoli, che si sarebbero potuti scambiare per disturbi nella trasmissione, se non fossero stati così regolari.

E per giunta, i puntini continuarono a rimanere anche quando i disturbi vennero eliminati. Quindi, a quanto pareva, dovevano essere minuscoli elementi geografici, oppure le loro ombre, anche se la distanza che intercor-reva tra Plutone e il Sole portava a escludere l’esistenza di ombre solari.

Gli altri dati non contribuivano certamente ad attenuare l’angoscia. Il pianeta era ancora più piccolo di quanto si era supposto: aveva un diametro inferiore alle mille miglia, e la sua densità era di 3,5 grammi per centimetro cubico, anziché i poco realistici 60 grammi che erano stati calcolati in precedenza.

Questo voleva dire parecchie cose. Voleva dire che là fuori, forse a più di sette miliardi di miglia dal sole, doveva esserci in orbita un decimo pianeta del sistema, perché un pianeta della grandezza e della massa di Plutone non bastava a spiegare le eccentricità delle orbite di Urano e di Nettuno.

Il calcolo della massa di Plutone, ora risultato inesatto, era stato basato sulle misurazioni di quelle eccentricità, adesso invece bisognava ammettere che doveva esserci qualcosa d’altro, per spiegarle.

A parte questo, Plutone era stranissimo… un pianeta tutto liscio, senza nessun elemento di spicco, esclusi i puntini regolarmente spaziati. La levigatezza non poteva venire certamente spiegata da una atmosfera non turbo-lenta, perché senza dubbio Plutone era troppo piccolo e troppo freddo per avere atmosfera. Una superficie di ghiaccio, allora, si chiedevano gli uomini, i resti gelati di


[...]
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