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"Uomovivo" di Gilbert Keith Chesterton
Titolo:Uomovivo
Autore:Gilbert Keith Chesterton
Editore:Non definito
Tipologia del supporto:Cartaceo
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
DRM:Non definito
Pubblicato il:2014-03-15
:

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L'autore
Gilbert Keith Chesterton nacque nel Regno Unito, a Londra, nel 1874. È morto a Beaconsfield, nel 1936.

"Uomovivo" è un libro di Gilbert Keith Chesterton.

Questa edizione in italiano è stata pubblicata da un editore non definito.

Incipit del libro Uomovivo di Gilbert Keith Chesterton:

Avvenne un giorno che un vento si alzasse alto a occidente, crescendo come un'onda d'irragionevole felicità, e che poi, spingendosi a tutta velocità verso oriente, attraversasse tutta l'Inghilterra, trascinando con sé il profumo gelido delle foreste e l'ebbrezza fredda del mare. Nel passare, con la stessa generosità che ha una brocca di vino, rinfrescò gli uomini che se ne stavano rinchiusi in milioni di buchi e di cantucci, sorprendendoli con la forza del suo soffio.===Citazioni===*"Ogni uomo è un re", spiegò quel filosofo a testa in giù, "e ogni cappello è una corona." (pg. 39)*"Hey!", esclamò, indietreggiando davanti al sinistro brillare dell'acciaio, come un uomo che fugge da un serpente, "ha per caso paura degli scassinatori? O quando e perché lei distribuisce morte con questa mitragliatrice?"
"Oh, quella!", rispose Smith, gettandovi un'occhiata quasi distratta. "No, con quella distribuisco la vita", e se ne andò a grandi salti giù per le scale. (pg.60)*Si tende a parlare delle istituzioni come se fossero qualcosa di freddo che intralcia la nostra vita. La verità è che, quando gli uomini si sentono spiritualmente elevati e inebriati di libertà e di nobili aspirazioni, devono sempre finire, e lo fanno immancabilmente, per creare delle istituzioni. Quando sono stanchi tendono a precipitare nell'anarchia, ma quando sono allegri e vigorosi promulgano leggi: è inevitabile. Questo è vero per tutte le religioni e per tutte le repubbliche che si sono succedute nella storia, alla stessa maniera in cui è vero il più comune gioco d'azzardo o il più chiassoso gioco campestre. L'uomo non si sente mai libero fino a quando un'istituzione non lo libera, ma la libertà non può esistere fino a quando non viene dichiarata d'autorità. (pg. 61)*Solo quando si naufraga veramente, si trova quello che si vuole davvero. Quando si naufraga su un'isola deserta, non ci si sente affatto in un deserto. (pg. 70)*Il tramonto bruciava come uno di quegli incendi festosi e misteriosi nei quali le cose più comuni evocano, con i loro colori, oggetti preziosi o strani. L'ardesia del tetto splendeva come le penne di un enorme pavone, in ogni misteriosa tonalità di blu e di verde, e i mattoni rossastri del muro ardevano con la stessa forza con cui ottobre tinge di rubino e di bronzo i vini. Il sole sembrava accendere ogni oggetto con una fiamma di colore diversa, come se un uomo accendesse dei fuochi artificiali. (pg. 72-73)*"Quale sarebbe il merito dell'[[oro]]", disse, "se non brillasse? Perché mai dovremmo apprezzare una sterlina nera o un sole di mezzogiorno nero? Tanto varrebbe usare al suo posto un bottone nero! Non vede che ogni cosa, in questo giardino, sembra un gioiello? E vuole gentilmente dirmi qual è il pregio di un gioiello, se non quello di sembrare un gioiello? Smettiamo, una buona volta, di comprare e di vendere, e cominciamo a guardare! Aprite gli occhi, e vi sveglierete nella Nuova Gerusalemme." (p. 73)*"Matrimoni imprudenti!", ruggì Michael. "E mi dica, dove in terra o in cielo si sono mai visti matrimoni prudenti? A questo punto portiamo il discorso sui suicidi prudenti." (p. 82)*"Mia cara, e che altro posso fare?", replicò l'irlandese. "Quale altra occupazione può avere un uomo attivo su questa terra, a parte sposarla? Qual è l'alternativa al matrimonio, eccetto il sonno? Non certo la libertà, Rosamund. A meno che lei non si sposi con Dio, come fanno le nostre monache in Irlanda, lei deve sposarsi con un uomo... cioè con me. La terza e ultima cosa che potrebbe fare è sposarsi... con se stessa... lei, lei, lei... in pratica l'unica compagnia che non l'ha mai soddisfatta... e che non la soddisferà mai".
"Michael", disse la signorina Hunt, con un tono di voce accondiscendente, "le prometto che se la smette di parlare e di dire stupidaggini la sposerò". (p. 83)*C'è qualcosa di attraente per un mistico, in un paese come questo, così ricco di specchi. Un mistico è una persona che ritiene infatti che due mondi siano migliori di uno. Nel senso più alto, davvero ogni pensiero è un riflesso. In questo consiste la verità più vera: ritenere che i secondi pensieri siano migliori dei primi. Gli animali non hanno secondi pensieri; solo l'Uomo è in grado di vedere i propri pensieri doppi, nello stesso modo in cui un ubriaco vede doppio un lampione. Solo l'Uomo è capace di vedere i propri pensieri capovolti, nello stesso modo in cui vede una casa riflessa in una pozzanghera. Questa duplicazione mentale, come in uno specchio, è – lo ripeto – la cosa più intima della filosofia umana. C'è del misticismo, una verità al limite del mostruoso, nell'asserzione che due teste sono migliori che una. Perché entrambe dovrebbero crescere sullo stesso corpo. (pp. 149-150)*"Prima che io abbia finito con lei, può e deve ringraziare Dio per le molte anatre nello stagno".
Il celebre pessimista espresse a mezza voce il suo desiderio di ringraziamento a Dio per le anatre nello stagno.
"E non si dimentichi i paperi", proseguì implacabile Smith.
Eames concesse debolmente il suo ringraziamento anche per i paperi.
"Non dimentichi niente, per favore. Lei dovrà ricordarsi di ringraziare il cielo per le chiese, le cappelle, le ville, le persone normali, le pozzanghere, le pentole, i tegami, i bastoni, gli stracci, gli ossi e le tende a pallini".
"Va bene, va bene", ripeté la vittima disperata, "bastoni, stracci, ossi e tende".
"Tende a pallini, mi pareva avessimo detto", gli rammentò Smith. (p. 158)*La cosa che ho visto pendere nei suoi occhi mentre penzolava da quel ponte era la gioia della vita, non la volontà. Quello che lei ha imparato standosene seduto su quel dannato ''gargoille'' era che il mondo, in fin dei conti, è un luogo meraviglioso in cui vivere: io lo so, perché l'ho capito nello stesso momento. Ho visto le nubi grigie diventare rosa, e il piccolo orologio dorato nella fessura tra le case. Erano queste le cose che lei odiava lasciare andandosene via da questo mondo, non la Vita, qualunque cosa essa sia. Eames, siamo stati insieme sull'orlo della morte; non riesce ad ammettere che ho ragione? (p. 160)*Quello che voglio dire è che ho finalmente cominciato a capire il significato della morte e di tutto quello che ne consegue... il teschio con le ossa incrociate, il ''memento mori''... Essi non vogliono ricordarci solo la nostra vita futura, ma anche quella presente. Con i nostri spiriti deboli saremmo costretti a invecchiare per l'eternità, se non fossimo mantenuti giovani dalla Morte. La Provvidenza taglia per noi l'immortalità nel senso della lunghezza, un po' come le balie tagliano il pane imburrato a bastoncini per i bambini. (pg. 161)*Nonostante tutto, ritengo sia davvero molto pericoloso che un uomo pensi, anche per un solo secondo, di aver capito la morte. (p. 162)*Nella casa di ogni elegante gentiluomo, riflettei, c'era la porta principale per i gentiluomini, e la secondaria per i fornitori, ma c'era anche la porta in cima per gli dèi. Potremmo quindi dire tranquillamente che la cappa del camino è il passaggio sotterraneo che unisce la terra al cielo. Attraverso questo tunnel stellato Babbo Natale maneggia – come fa l'allodola – tutto quello che è affine tra il cielo e la casa degli uomini. O meglio, dovendo sottostare a certe convenzioni, e a una diffusissima mancanza di coraggio ascensionale, sarebbe più giusto dire che questa porta era forse poco usata. Ciò non toglie, tuttavia, che la porta di Babbo Natale sia la vera porta principale: quella che si apre sull'universo. (pg. 186)*C'è chi ruba un cane, chi un cavallo e chi un uomo... ma lei pensa che ci sia qualcosa di più vile di un ladro di giocattoli? (p. 188)*"Cosa c'è di più immortale", proclamava, "dell'[[amore]] e della [[guerra]]? Simbolo di ogni desiderio e di gioia è la [[birra]]. Simbolo di ogni battaglia e conquista è invece il gioco dei birilli". (p. 191)*"Non nego", diceva, "che ci debbano essere preti per ricordare agli uomini che un giorno dovranno morire. Dico solamente che in certe epoche strane, come in quella che viviamo, è necessario avere un altro genere di preti, chiamati poeti, per ricordare agli uomini che ancora non sono morti." (p. 192)*Nulla scatena le maledizioni più che una vera benedizione. Questo perché la bontà delle cose buone, come la cattiveria delle cose cattive, è un prodigio che va al di là di ogni parola: si potrà forse dipingerlo, non discorrerne. (pg. 195)*Al diavolo tutto, è proprio di questo che abbiamo bisogno: tornare da dove siamo partiti! Questo è [[rivoluzione]]: andare, andare e girare in tondo, tornando da dove si è partiti! Ogni rivoluzione, come un pentimento, è un ritorno. (pg. 204)*L'unico scopo reale di una casa è quello di essere la casa di una bambola. Non si ricorda, quando lei era un bambino, di come quelle piccole finestre fossero veramente finestre, mentre le finestre grandi non lo erano? Un bambino ha la casa di una bambola, e grida di gioia quando vede aprirsi la porticina verso l'interno. Un banchiere ha invece una vera casa, ma quanti banchieri non riescono ad emettere nemmeno un debole grido quando le loro vere porte anteriori si aprono verso l'interno! (p. 208)*"Lei mi ha convinto che è veramente malvagio e pericoloso per un uomo fuggire da sua moglie".
"E perché è pericoloso?", chiesi.
"Be', perché nessuno potrà più trovarlo", rispose quello strano personaggio, "e invece noi tutti abbiamo bisogno di essere trovati". (p. 209)*Questa strada circolare che sto percorrendo non è mai stata calpestata. Credo davvero nella rottura degli schemi, perché io sono un rivoluzionario. Ma non vede che tutti questi salti, queste distruzioni e queste fughe in realtà sono solamente tentativi di ritornare all'Eden... di tornare a qualcosa che noi abbiamo già avuto, a qualcosa di cui noi, se non altro, abbiamo già sentito parlare? Non vede che si cerca ansiosamente di spezzare le catene o di dare la caccia alla luna soltanto per trovare casa? (p. 210)*Lei è incrollabile come gli alberi, perché lei non crede, mentre io sono volubile come la tempesta perché credo. (pg. 213)*Sono diventato un pellegrino per guarirmi dall'essere un esiliato. (p. 217)*L'[[eternità]] è il più grande degli idoli: il più possente tra i concorrenti di Dio. (p. 218)*Quello che voglio dire è che Dio mi ha offerto di amare e di servire un determinatoluogo, e che mi ha fatto fare, per onorare questo luogo, un sacco di cose... diciamo così... bizzarre, in modo che io potessi testimoniare, contro tutti gli infiniti e contro tutti i sofismi, che il Paradiso è in un certo luogo e non dovunque, e che è qualcosa di preciso e non qualsiasi cosa. E io, dopo tutto questo, non sarei affatto sorpreso di scoprire che, se dovesse esserci una casa in cielo per me, questa dovrebbe avere davvero un lampione verde. (p. 219)*Se Innocent è felice, è perché lui è Innocente. Sa di poter sfidare le convenzioni perché osserva i comandamenti. (p. 245)*Per conservarci felici come un bambino o come un cane, non ci resta che essere innocenti come un bambino, o innocenti come un cane, entrambi incapaci di peccare. Per dirla in parole povere, bisogna essere buoni... sì, questa può essere la strada da seguire, e lui mi pare l'abbia trovata. (pg. 245)*Non ci sono ''gli'' uomini. Questo tipo di categoria non esiste. Piuttosto c'è ''un'' uomo, e ogni uomo è sempre diverso dagli altri. (p. 249)


[...]
Explicit: Uomovivo di Gilbert Keith Chesterton:

Mentre la tempesta lacerava il cielo come con squilli di trombe, le finestre della casa si illuminarono una dopo l'altra; e la compagnia, tutta agitata dalle risate e alle prese con il vento, non aveva ancora ritrovato al buio la strada per rientrare in casa, quando videro la grossa e scimmiesca figura di Innocent Smith che si era arrampicato sul tetto uscendo nuovamente dalla finestra della soffitta. Stava gridando a perdifisto e senza interrompersi "''Casa Beacon!''", facendosi girare intorno alla testa un enorme tronco acceso, che aveva presumibilmente preso dal caminetto e che sprizzava un fiume di fiamme cremisi e di fumo violaceo nell'aria assordante. Probabilmente quella scena sarebbe stata vista a una distanza di almeno tre contee, ma quando il vento smise di soffiare, e la compagnia, al culmine della baldoria, cercò di nuovo Mary e Innocent, si accorse che erano entrambi scomparsi.


[...]
I libri catalogati di Gilbert Keith Chesterton:
Eretici
Francesco d'Assisi
I paradossi di Mr Pond
Il Club dei Mestieri Stravaganti (The Club of Queer Trades)
Il Napoleone di Notting Hill
L'osteria volante
L'uomo che fu Giovedì. Storia di un incubo
L'Uomo Eterno
L'Utopia degli usurai
La ballata del cavallo bianco
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La Resurrezione di Roma
Le storie di Padre Brown
Ortodossia
San Tommaso d'Aquino
Uomovivo
Citazioni di Gilbert Keith Chesterton:
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