Aiutaci. Grazie.

Inizio > Indice Recensioni > Scheda: La cittadella di A.J. Cronin

"La cittadella" di A.J. Cronin
Titolo:La cittadella
Autore:A.J. Cronin
Editore:Bompiani
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
Tags:General, Fiction, Classics
Codice ISBN:8845246825
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

414 visualizzazioni

Autore
A.J. Cronin è nato in una nazione non definita.

"La cittadella" è un libro scritto da A.J. Cronin.

Questa versione in italiano è pubblicata da Bompiani (ISBN: 8845246825).

INFORMAZIONI EDITORIALI

La cittadella, forse il più bel libro di Cronin, è ormai un classico della letteratura moderna, tragico e intenso, pieno di senso morale e di impegno civile, vivo e attuale. Cronin parla dell'ingiustizia della società, della miseria corruttrice e dell'arroganza del potere attraverso la storia del dottor Manson. Il suo piccolo grande mondo racchiude i sentimenti della gente che lavora e che soffre, sullo sfondo di una regione brulla e inospitale come il Galles del Sud. Sono gli anni in cui lo sforzo di industrializzare e modernizzare la Gran Bretagna avveniva tra molte contraddizioni sociali. Ma l'indignazione per la disuguaglianza e la prepotenza non diventa mai declamazione retorica e trova il suo autentico respiro in una vicenda ricca, affascinante e umanissima.

Incipit del libro La cittadella di A.J. Cronin:










I

 


 


 


Al tramonto d‘un giorno d’ottobre del 1924 un giovane di modesta apparenza osservava, con ansiosa curiosità, dai finestrini di terza classe d’un treno quasi vuoto che risaliva laboriosamente la valle di Penowell, il tetro panorama che si svolgeva davanti ai suoi occhi. Sebbene fosse in viaggio dal mattino, provenendo dal settentrione, l’ultimo tratto di quel tedioso, interminabile percorso acuiva, anziché placarla, l’eccitazione prodotta in lui dalle incognite dell’impiego, il primo della sua carriera medica, che andava a coprire in quel paese dall’aspetto così brullo ed inospitale: il South Wales.


Le cime delle montagne sparivano nella violenta pioggia che le sferzava, ma i versanti, neri, solcati dagli scavi minerari erano resi ancor più desolati dai grossi mucchi di scorie tra cui qualche pecora sporca rovistava con la vana speranza di trovarvi pastura. Non un cespuglio, non un indizio di vegetazione, salvo pochi scheletriti alberelli che nella luce declinante parevano spettri allampanati. All‘improvviso, ad una curva del binario, balzò in vista il rosso bagliore d’una fonderia, illuminando una ventina d’operai, nudi fino alla cintola, intenti a martellare con sforzi poderosi. La scena sparì subito dietro il tetto dell’impalcatura d’una miniera, ma persistè negli occhi del viaggiatore il senso di potenza che aveva evocato. Egli tirò un profondo sospiro, percependo nella visione di quello sforzo umano un’arcana correlazione con l’ardore da cui si sentiva animato all’inizio della sua carriera.


L‘oscurità, accentuando la stranezza e l’irrealtà del panorama, era ormai fitta quando il treno entrò ansando nella stazione di Blaenelly, che era il punto terminale della linea. Arrivato, finalmente! Afferrata la valigia, il viaggiatore saltò giù dal treno e camminò rapidamente sulla banchina, scrutando attentamente le facce dei pochi astanti, in cerca di qualche segno di accoglienza. All’uscita, sotto un lampione a gas che il vento tentava di spegnere, notò un vecchio, dalla faccia ingiallita, che pareva in attesa di lui. Portava uno di quei cappelli cilindrici, ma bassi e opachi, né tuba né bombetta, che usavano nella City sessant’anni addietro, e un camicione impermeabile, perfettamente bianco, che gli scendeva sino ai piedi. Guatò il viaggiatore con occhio itterico e lo interpellò con voce riluttante: “Scusate, siete voi il nuovo assistente del dottor Page? ”


”Precisamente. ”


”Io sono Tom, il cocchiere. ” Gli prese la valigia di mano, la posò nel calessino, salì al proprio posto, prese le reclini e appena il viaggiatore si fu accomodato accanto a lui diede la voce all’angoloso ronzino morello: ”Ooohp, Taffy! ”


La strada s’inoltrava nel villaggio, che sotto la pioggia battente non presentava che un ammasso confuso di basse case grigie. Per parecchi minuti il cocchiere si limitò a


[...]
I libri catalogati di A.J. Cronin:
Il Castello Del Cappellaio
La cittadella

Scrivi un commento







Libro | Scrittore | Citazione
Aiutaci! Clicca qui

Donazioni BitCoin:

Aiuta ALK Libri donando Bitcoin
Sì | No