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"Storia di un ragazzino elementale" di A. Zanardi
Titolo:Storia di un ragazzino elementale
Titolo originale:Storia di un ragazzino elementale
Autore:A. Zanardi
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

528 visualizzazioni

Autore
A. Zanardi è nato in una nazione non definita.

"Storia di un ragazzino elementale" è un libro di A. Zanardi.

Questa edizione in italiano è pubblicata da un editore non definito.

Incipit del libro Storia di un ragazzino elementale di A. Zanardi:





leggero_come_l_aria





 
 
Leggero come l'aria
 
 
 
Seguo la scia della fiamma di una candela come per ipnotizzarmi, mentre un vecchio me la agita davanti sussurrando parole incomprensibili nella sua lingua dimenticata dall'umanità. Nella piccola grotta dove il vecchio mi ospita, le ombre che la candela crea mi circondano di personaggi immaginari. Mi sta leggendo dentro: non gli farà bene. Ci sono universi dentro me e questo vecchio con l'animo stanco non sa che domani mattina sarà morto, senza neppure bisogno che io lo tocchi. Sarà lui da solo a dare il colpo di grazia alla sua mente stanca, leggendo i miei ricordi, le mie imprese, i miei viaggi. Saprà della mia Strega, e dell'odio smisurato che provo per lei. Odio grande come immensi oceani neri in tempesta senza rive a cui approdare, come solide luci assassine in fondo agli occhi a bruciarti il cervello. E' troppo odio da capire. Il vecchio ne morirà appena lo sente.
Ero partito libero da Setra sapendo già che la direzione era quella di casa. Ho riattraversato con emozione crescente i luoghi che mi hanno fatto crescere, che mi hanno accolto entusiasti: ho letto l'anticipo della mia grandezza negli occhi di ogni passante che ho incontrato. Molte città mi hanno visto camminare, molti deserti mi hanno visto sopravvivere, molti fiumi mi hanno rinfrescato. Sono passati pochi mesi dalla battaglia di Setra, e con la fretta incontenibile di un bambino alla ricerca di regali mi sono precipitato verso i luoghi antichi della mia disperazione. Da qui, mancano una decina di giorni di cammino, al massimo. Ma ho deciso di calmarmi, di rallentare la mia passionalità, di assaporare il dolce gusto di un'esistenza completa e adornata dalla realizzazione dei propri desideri. Fermarsi e pensare a quanto è bello ciò che ho fatto, a che essere straordinario sono diventato. Sono arrivato in questo luogo per cercare la pace dell'anima, il vecchio mi ha accolto con disponibilità e sono già passati tre giorni. Tre giorni a levigare ogni graffio di stanchezza, ogni minima smussatura dubbiosa del mio spirito. Tre giorni per ricordarmi la perfezione che mi attende.
Io finisco la mia cena e come ogni sera mi stendo ad ascoltare i rumori della foresta. Gocciolii. Quasi impercettibili i passettini dei roditori, furtivi abitatori del sottobosco. Crepitii di alberi che si parlano nella notte, si raccontano la propria nostalgia del sole. Il vento che soffia tra di loro dispettoso a disturbare i loro discorsi. Il vento, gli alberi, la natura. Mi ricorda dove sono nato... mi ricorda dove giace lei.
Sto dimenticando le vicende del mio passato. Cominciano già i palazzi di Setra a svanire nella mia memoria, ricordo di aver amato una donna che non era la Strega ma non ne ricordo né il nome né il volto. E prima della donna che non era la Strega, non riesco a ricordare nulla se non me stesso bambino che attraversa un fiume stregato da anni e anni di maledizioni silenziose con addosso stracci


[...]
I libri catalogati di A. Zanardi:
Ferrovia
Storia di un ragazzino elementale

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