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"Il giardino dei piaceri" di K. Astor, C. Featherstone, A. McIntyre
Titolo:Il giardino dei piaceri
Autore:K. Astor, C. Featherstone, A. McIntyre
Tipologia del supporto:Digitale
Lingua:Italiano
Genere:Non definito
DRM:Non definito
Pubblicato il:2013-03-23
:

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Autore
A. McIntyre è nato in una nazione non definita.

"Il giardino dei piaceri" è un libro scritto da A. McIntyre.

Questa versione in italiano è stata stampata da un editore non definito.

Incipit del libro Il giardino dei piaceri di K. Astor, C. Featherstone, A. McIntyre:












1

 



 



Proibita. La possibilità che lui e il suo amico Gregory potessero essere imprigionati per alto tradimento dal re d'Inghilterra era l'ultima cosa che sfiorava la mente di Edmund mentre fissava l'adorabile creatura che veniva verso di loro. Pelle chiara e meravigliosi capelli rossi, passeggiava con naturalezza, salutando venditori ambulanti, incantando tutti con un sorriso che Edmund desiderò assaggiare.



Mai prima di quel momento aveva dubitato seriamente di diventare prete, come avevano deciso i suoi genitori. Ma adesso era ipnotizzato.



«Ah-a, ecco un fiore maturo da raccogliere, vero, Edmund?» Gregory gli diede una pacca sulla spalla, addentando rumorosamente una mela. «Buono da mangiare.»



Edmund gli rispose con un pugno nelle costole. «Oh diavolo, non è una donna comune. Sei cieco? Non la vedi la magia che la circonda? Suscita l'invidia di tutti i passanti.»



«Oh, amico mio» disse Gregory con una risata, «è la magia che ti ha fatto innamorare, di questo non c'è dubbio. Vedi qualcuno con lei? Se fosse una donna rispettabile e raffinata come dici tu, non la lascerebbero priva di seguito.» Rise di nuovo.



Era mezzogiorno e il cielo si stava rannuvolando. In quella zona, al di là della recente barriera che separava i gaelici dagli inglesi, si celebravano gli antichi rituali della primavera. Cibo e bevande abbondanti mescolati ad allegria e promiscuità erano le ragioni per cui Edmund e Gregory avevano scelto di ignorare gli Statuti di Kilkenny imposti dal re inglese, che temeva un'eccessiva influenza gaelica sul piccolo contingente inglese in Irlanda.



Edmund guardò l'amico. Non era abituato all'approccio con l'altro sesso, il corteggiamento era una specialità di Gregory.



«Che cosa dovrei dire?» borbottò Edmund.



«Lascia che si accorga che sei interessato, ma non rivelare le tue intenzioni. Fa' in modo che venga lei da te» gli consigliò pacatamente l'amico.



Confuso dall'estasi virginale, Edmund dimenticò l'ammonimento quando la ragazza gli passò accanto. Rimase senza fiato, sicuro di avere di fronte il proprio destino.



«Buongiorno.»



Lei rispose con un rapido inchino e proseguì, ma poi si voltò a guardarlo.



Era arrossita o l'aveva solo immaginato?



Si tenne una mano sul cuore e finalmente riuscì a parlare. «Dio abbia misericordia di me. Finirò all'inferno per i miei pensieri lascivi» sussurrò, senza curarsi che qualcuno potesse sentirlo.



Una violenta pacca sulla schiena lo svegliò dalla trance. Guardò Gregory con stupore. «Non era la fanciulla più bella che sia mai comparsa sulla terra?»



L'amico alzò gli occhi al cielo. «Allora seguila. Non hai ancora preso i voti, amico mio. Penso proprio che Dio preferirebbe che ti purificassi ora dei tuoi demoni carnali


[...]

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