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"Denaro falso" di Lev Nikolaevič Tolstoj
Titolo:Denaro falso
Titolo originale:Фальшивый купон
Titoli alternativi:La cedola falsa
Titoli originali alternativi:Fal'shivyi kupon
Autore:Lev Nikolaevič Tolstoj
Editore:Liber Liber
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1911
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Russo
Genere:Racconto
Traduttore:Duchessa d'Andria (Enrichetta Carafa Capecelatro)
Licenza:Pubblico dominio
DRM:No
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(Anteprima, 24 kbit)

Pubblicato il:2014-01-09
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L'autore
Lev Nikolaevič Tolstoj è nato nella Federazione Russa, a Jàsnaja Poljana, nel 1828. È morto ad Astàpovo, nel 1910.

Originariamente, il suo nome era Лев Николаевич Толстой.

Per sapere qualcosa di più su Lev Nikolaevič Tolstoj, potete andare sul sito web ufficiale dell'autore, disponibile alla seguente pagina:
http://www.tolstoy.ru/.

"Denaro falso", anche conosciuto come "La cedola falsa", è un racconto incompiuto del celebre scrittore russo Lev Nikolaevič Tolstoj.

PAGELLA
Scorrevolezza:7
Valore artistico:7
Contenuti:7
Globale:7

TRAMA

Il racconto è diviso in due parti: nella prima la falsificazione di un titolo di credito di piccolo valore, fatta da due studenti, innesca una catena di eventi che coinvolgono decine di altre persone, con conseguenze sempre più gravi; nella seconda parte viene offerta una possibilità di redenzione alla maggior parte dei protagonisti superstiti.

Prima parte. Mìtja, uno studente ginnasiale di quindici anni, deve restituire sei rubli a un suo amico. Poiché suo padre gli nega un anticipo sulla paghetta mensile, Mìtja si rivolge a Màchin, un altro suo compagno di scuola con precoce tendenza alla dissolutezza; costui gli suggerisce di impegnare l'orologio e falsificare poi la cedola del monte dei pegni. Mitja impegna il suo orologio, mette poi un "1" davanti alla cifra di 2,50 rubli sulla cedola e, con l'aiuto di Màchin, utilizza la cedola falsificata per acquistare in un negozio di prodotti fotografici una cornice del valore di 1,50 rubli; e ottenere da Màrja Vasìljevna, la moglie fiduciosa e ingenua del proprietario Jevghènij Michàjlovic, undici rubli di resto. Jevghènij Michàjlovic, accortosi del falso, utilizza fraudolentemente la cedola falsificata per acquistare della legna da Ivàn Mirònov, un povero contadino. Accusato di aver spacciato una cedola falsificata, Mirònov indica alla polizia colui che gliel'aveva rifilata; ma Michàjlovic, grazie anche alla falsa testimonianza del portiere Vasìlij da lui corrotto, lo denuncia per calunnia e Mirònov viene condannato. Avendo appreso quali vantaggi possano derivare dalle azioni disoneste, Vasìlij inizia a compiere piccoli furti e perde il lavoro. Anche Ivàn Mirònov, il quale da queste vicissitudini ha ricavato la morale che «tutti i signori vivono solamente derubando il prossimo», col corollario che «i signori meritano di essere derubati». si dedica al furto ai danni di proprietari e di mercanti. Mirònov viene identificato come autore di un furto di cavalli ai danni di Pjotr Nikolàjevic Sventìtskij, un ricco imprenditore agricolo; viene inseguito e ucciso da Stjepàn Pelaghèjuskin, un dipendente di Sventìtskij. Pelaghèjuskin viene condannato a una breve detenzione. Pjotr Nikolàjevic, in precedenza orgoglioso di non aver mai oppresso i contadini, subisce un cambiamento nel carattere dopo i furti subiti: divenuto diffidente e rigido sarà ucciso dai suoi contadini durante un tumulto. L'uccisione di Sventìtskij spinge le autorità a imprigionare ingiustamente Tjùrin, uno studente socialista; la sua compagna Turcjàninova cercherà di vendicarlo preparando un attentato contro un ministro, ma finirà anch'essa in prigione. A sua volta, uscito di prigione, Stjepàn Sventìtskij si dedica a furti e omicidi; durante una rapina Stjepàn uccide anche Màrja Semjònovna, una donna generosa e mite la quale cercava di mettere in pratica le Beatitudini evangeliche e che, assalita da Sventìtskij, si preoccupa del suo assalitore.

Seconda parte. Sventìtskij, pentito dell'uccisione di Màrja Semjònovna, si costituisce. In carcere, ossessionato dai rimorsi, Sventìtskij tenta di uccidersi; viene poi messo in cella con Vasìlij, condannato di nuovo per furto, e Cjùjev, un cristiano evangelico non violento, che si era convertito in seguito all'esempio di Màrja Semjònovna, ma era stato incarcerato per l'intervento del clero ortodosso. Anche Sventìtskij si converte: si prodiga per aiutare gli altri reclusi, si sforza di leggere il Vangelo e infine si dedica anch'egli alla predicazione delle Beatitudini. Sventìtskij converte Machòrkin, un ergastolano il quale aveva agito come boia nelle esecuzioni capitali; Machòrkin dichiara che non ucciderà più e, nonostante le minacce, rifiuta di giustiziare i due contadini condannati a morte per l'uccisione di Sventìtskij. L'inchiesta sul comportamento di Machòrkin viene affidata a Màchin, l'ex ginnasiale scapestrato e ora giudice istruttore. Màchin racconta le vicende di Sventìtskij e di Machòrkin a Lìza Jeròpkina, una giovane ereditiera che il magistrato corteggia. Affascinata anch'essa da Màrja Semjònovna, Lìza decide di regalare i suoi beni ai poveri; l'ardore religioso della giovane donna convertirà il monaco Isidoro il quale inizierà a predicare l'amore universale con accenti di singolare sincerità. Con l'aiuto di Sventìtskij, Natàlja Ivànovna, la vedova di Pjotr Nikolàjevic, scrive una supplica allo zar perché conceda la grazia ai due contadini condannati per l'assassinio del marito. Lo zar rifiuta con leggerezza. Il monaco Isidoro, chiamato a corte grazie alla fama di predicatore, tuonerà davanti allo zar contro la pena di morte; sarà poi punito dai suoi superiori. Vasìlij evade dal carcere; ruberà ai ricchi per donare il bottino ai poveri. Aiuterà economicamente anche Jevghènij Michàjlovic e Màrja Vasìljevna, in difficoltà economiche, accompagnando il dono con una lettera in cui scrive: «Nel Vangelo è detto: rendi bene per male. Voi mi faceste molto male con la cedola e io danneggiai grandemente il contadino, ed ecco, ora io ho pietà di te». Infine, Mìtja Smokòvnikov, colui che anni prima aveva falsificato la cedola e ora è ingegnere minerario in Siberia, incontra l'ergastolano Sventìtskij: si converte anch'egli e si propone di cambiar vita («decise di servire il popolo come sapeva»).

Incipit del libro Denaro falso di Lev Nikolaevič Tolstoj:

I

Fjòdor Michàjlovic Sonkòvinikov, direttore dell’intendenza di Finanza, uomo di incorruttibile probità e orgoglioso di essa, liberale austero e non soltanto libero pensatore, ma nemico di ogni manifestazione religiosa che teneva per avanzo di superstizione, ritornava dal suo ufficio nella peggiore disposizione di spirito. Il governato re gli aveva scritto una stupidissima lettera la quale poteva far supporre che Fjòdor Michàjlovic si fosse comportato disonestamente. Fjòdor Michàjlovic s’era molto irritato e aveva scritto subito una risposta vivace e caustica.
A casa parve a Fjòdor Michàjlovic che tutto andasse di traverso.
Mancavano cinque minuti alle cinque. Egli pensava che subito avrebbero servito il pranzo, ma il pranzo non era ancora pronto. Fjòdor Michàjlovic sbatté la porta e andò nella sua camera. Qualcuno picchiò all’uscio. “Chi diavolo sarà ancora?” pensò e disse forte:
– Chi è?
Entrò nella camera un ragazzo di quindici anni, allievo della quinta classe del ginnasio, figlio di Fjòdor Michàjlovic.


[...]
Personaggi e concetti creati da Lev Nikolaevič Tolstoj:
Beleckij (Personaggio, dal libro I cosacchi e altri racconti)
Eroška (Personaggio, dal libro I cosacchi e altri racconti)
Lukaška (Personaggio, dal libro I cosacchi e altri racconti)
Marj'anka (o Mar'jana) (Personaggio, dal libro I cosacchi e altri racconti)
Usten'ka (Personaggio, dal libro I cosacchi e altri racconti)
Olenin (Personaggio, dal libro I cosacchi e altri racconti)
Il'ja Vasil'eviè (Personaggio, dal libro I cosacchi e altri racconti)
Audiolibri di:Lev Nikolaevič Tolstoj
Amore e dovere
Raccolta di aforismi
Audiolibro della raccolta di aforismi "Amore e dovere" di Lev Nikolaevič Tolstoj.
Denaro falso
Audiolibro del racconto "Denaro falso" di Lev Nikolaevič Tolstoj.
I piaceri viziosi
Audiolibro della raccolta "I piaceri viziosi" di Lev Nikolaevič Tolstoj.
I libri catalogati di Lev Nikolaevič Tolstoj:
Amore e dovere (1921)
Anna Karenina (Анна Каренина) (1877)
Confessione (Исповедь) (1882)
Denaro falso (Фальшивый купон) (1911)
Guerra e pace (Война и миръ) (1865-69)
I cosacchi e altri racconti (Казаки) (1863)
I diari
I piaceri viziosi
I racconti di Sebastopoli (Севастопольские рассказы) (1856)
In morte di Ivan Il’ic (Смерть Ивана Ильича) (1886)
Resurrezione (Воскресение) (1899)
Citazioni di Lev Nikolaevič Tolstoj:
Dicono che la musica abbia per effetto d...
Chi non s’è mai trovato in mezzo al mare...
Il talento è la capacità di prestare un’...
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