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"Acquazzoni in Montagna" di Giuseppe Giacosa
Titolo:Acquazzoni in Montagna
Titolo originale:Acquazzoni in Montagna
Autore:Giuseppe Giacosa
Editore:Liber Liber
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1876
Lingua:Italiano
Lingua originale dell'opera:Italiano
Genere:Commedia teatrale
Licenza:Pubblico dominio
DRM:No
eBook:Leggi l'eBook
Formati disponibili:
Pubblicato il:2013-08-26
:

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L'autore
Giuseppe Giacosa nacque in Italia, a Giacosa, nel 1847. Morì a Colleretto Parella, nel 1906.

"Acquazzoni in Montagna" è un commedia teatrale scritto da Giuseppe Giacosa, originariamente pubblicato nel 1876 in italiano.

Questa edizione in italiano è pubblicata da Liber Liber.

TRAMA

Atto primo

Baldassarre e Garbini si trovano a Gressoney in villeggiatura. Garbini progetta una pericolosa escursione al Monte Rosa con la guida svizzera Steiger. Baldassarre gli confida che sta corteggiando Livia, giovane vedova alla cui mano aspira il dottor Orazio. Garbini, caro amico e cugino della moglie di Baldassarre, Emilia, cerca di dissuaderlo.

Livia è infastidita dalle premure di Baldassarre, alla cui corte non è interessata. Quando, tramite un cameriere, Livia riceve una lettera in cui Baldassarre le propone un appuntamento notturno, nota che la lettera non è firmata e decide di giocare uno scherzo al fastidioso spasimante, facendo pervenire la lettera a Emilia, nella speranza che sia lei a recarsi al convegno col suo stesso marito. Ma Livia non sa che Emilia è interessata a Garbini: Emilia ricevendo la lettera crede che questa provenga da Garbini, il quale invece rifugge la corte della donna e non ne capisce i sottintesi quando si rivedono. Anche Orazio è messo in sospetto dagli atteggiamenti di Livia, e si convince che Garbini la stia insidiando.


Atto secondo

Garbini è partito per l'escursione in piena notte, ma è bastato un forte acquazzone a fargli passare la voglia di scalare il Monte Rosa ed è subito rientrato, con gran divertimento della guida e del cameriere Carletto, ai quali chiede di dire agli altri che non si è svegliato in tempo.

Lo stesso acquazzone ha fatto saltare il convegno amoroso notturno. Baldassarre ed Emilia vi si sono recati, l'uno all'insaputa dell'altra, ma è scoppiato il temporale che li ha fatti fuggire quando quasi stavano per parlarsi.

Quando tutti si ritrovano il mattino seguente, la scoperta dello scialle bagnato di Emilia e del cappello bagnato e malamente asciugato al fuoco di Garbini fa nascere una serie di malintesi. Baldassarre si convince che Emilia sia uscita per incontrare Garbini, Emilia pensa che Garbini la stesse aspettando, Orazio immagina una tresca tra Livia e Garbini. Garbini, preso nel vortice di equivoci senza capirne le ragioni, comincia a sospettare che l'acqua che si beve di Gressoney faccia impazzire.

È infine Livia a risolvere la situazione. Dopo avere imposto ad Orazio di chiederle scusa per i cattivi pensieri, mostra a tutti la lettera di Baldassarre, dicendo che l'aveva mostrata ad Emilia e che questa, riconosciuta la calligrafia del marito, aveva deciso di recarsi all'appuntamento per sorprenderlo. Baldassarre, ignorando che Emilia sperava di incontrare Garbini, resta un momento sorpreso poi pensa che questo gesto dimostri quanto la moglie gli vuole bene.

Incipit del libro Acquazzoni in Montagna di Giuseppe Giacosa:

ACQUAZZONI IN MONTAGNA

COMMEDIA IN DUE ATTI IN PROSA
A VITTORIO BERSEZIO
 
 
 
Rappresentata la prima volta in Roma al Teatro Valle dalla drammatica compagnia Ciotti-Marini, la sera del 20 febbraio 1876.
PERSONAGGI
Baldassarre.
Gaspare Garbini.
Il dottore Orazio.
Hermann Steiger, guida.
Carletto, cameriere.
Emilia, moglie di Baldassarre.
Livia, giovine vedova.

Hôtel du Mont-Rose a Gressoney
[3]
ATTO PRIMO
Sala comune all'Albergo
SCENA I.
Garbini, Carletto poi Baldassarre.
 
 
GARBINI
È possibile trovare una buona guida?
CARLETTO
All'Hôtel du Mont-Rose a Gressoney sempre: ce ne abbiamo oggi appunto una famosa.
GARBINI
Bravo.
CARLETTO
Uno svizzero patentato... Lo faccio salire?
GARBINI
Fallo salire. (Carletto esce, entra Baldassarre).[4]
BALDASSARRE
Garbini!
GARBINI
Baldassarre! (A parte) Oh mio Dio!
BALDASSARRE
Tu sei qui?
GARBINI
Arrivo.
BALDASSARRE
Chi ne capisce nulla? Ci troviamo a Pegli, prometti a mia moglie di rimanerci un mese...
GARBINI
E poi mi seccavo.
BALDASSARRE
L'Emilia era in collera con te!...
GARBINI (a parte)
Me lo dice lui! (Forte) Sono andato a Baden.
BALDASSARRE
Qualche donnetta...?
GARBINI
Per carità! Le fuggo anzi le donne!
BALDASSARRE
Fai male.
GARBINI
Oh! pigliano fuoco troppo presto. Non si può dir loro una mezza parola che non attecchisca.[5]
BALDASSARRE
È vero.
GARBINI
Figurati che a Pegli... io facevo per ridere...
BALDASSARRE
Volevo dire... e hai trovato...?
GARBINI
Un vulcano.
BALDASSARRE
Chi era?
GARBINI (da sè)
Che diamine gli dicevo adesso! (Forte) E l'Emilia è con te?
BALDASSARRE
Pur troppo! Vado ad avvertirla.
GARBINI
No, lascia.
BALDASSARRE
Ora rimani con noi?
GARBINI
Riparto domattina.
BALDASSARRE
Per dove?
GARBINI
Pel Monte Rosa.[6]
BALDASSARRE
Non ci siamo?


[...]
I libri catalogati di Giuseppe Giacosa:
Acquazzoni in Montagna (1876)
Come le foglie: commedia in quattro atti
Diritti dell'anima
Tristi amori
Una partita a scacchi (1871)
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