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"De Aetna Ad Angelum Chabrielem Liber" di Pietro Bembo
Titolo:De Aetna Ad Angelum Chabrielem Liber
Titolo originale:De Aetna Ad Angelum Chabrielem Liber
Titoli alternativi:De Aetna
Autore:Pietro Bembo
Editore:Liber Liber
Tipologia del supporto:Digitale
Anno di pubblicazione:1496
Lingua:Latino
Lingua originale dell'opera:Latino
Genere:Saggio
Licenza:Pubblico dominio
DRM:No
eBook:Leggi l'eBook
Formati disponibili:
Pubblicato il:2013-04-06
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L'autore
Pietro Bembo nacque in Italia, a Venezia, nel 1470. Morì a Roma, nel 1547.

"De Aetna Ad Angelum Chabrielem Liber" è un saggio scritto da Pietro Bembo che è stato per la prima volta pubblicato in lingua latino nel 1496.

Questo libro può avere i seguenti titoli alternativi: "De Aetna".

Questa versione in latino è pubblicata da Liber Liber.

TRAMA

Il dialogo si apre con la dedica all'amico Angelo Gabriele. Le pagine della dedica dimostrano la consuetudine tra i due di scambiarsi le proprie composizioni. Sempre nella dedica vi è il ricordo del suo maestro Costantino Lascaris, anche se non nominato direttamente. Nell'offrire l'opera all'amico, il Bembo sottolinea anche le motivazioni che ne hanno portato alla composizione: da quando è tornato da Messina tutti gli chiedono notizie sull'Etna e così ha deciso una volta per tutte di mettere per iscritto il dialogo avuto con suo padre al ritorno per rinviare alla lettura coloro che d'ora innanzi gli chiedessero qualche particolare sull'Etna.

Il dialogo si svolge a Villa Bozza, il Noniano, la villa dei Bembo nel Padovano, a S.Maria di Non. Pietro va incontro al padre seduto all'ombra dei pioppi sulla riva del fiume Piovego e le prime battute sono sulle preoccupazioni riguardanti la vita politica che assalgono Bernardo anche quando è in vacanza. Dopo un breve scambio di battute sulla situazione politica internazionale, il dialogo entra in argomento. Pietro su richiesta del padre racconta della partenza da Messina, della visita a Taormina, che diventa il pretesto per alcune digressioni di cultura classica come quelle sul poeta latino Ovidio ed infine dell'ascensione sull'Etna. Anche questa diventa pretesto per la citazione di autori classici greci come Omero, Pindaro, Pitagora, Empedocle, Teocrito, Strabone e latini come Plinio il Vecchio, Virgilio e Orazio. Puntuale è la descrizione del paesaggio e della conformazione fisica del territorio. Mentre i due passeggiano, Pietro descrive il vulcano dandone innanzi tutto la posizione geografica secondo i punti cardinali est-ovest nord-sud. Poi pone l'accento sull'isolamento del complesso geografico di cui fa la descrizione suddividendolo in tre fasce, inaugurando così una classificazione valida ancora oggi. Sorpreso poi da un'improvvisa attività vulcanica, confessa di affidarsi alla testimonianza dell'amico Urbano Bolzanio per la descrizione della cima del monte. Il dialogo si chiude con il rientro a casa dei due dopo una breve digressione su loci amoeni decisamente in contrasto con la descrizione del locus horridus che ha dominato tutta l'opera.

I libri catalogati di Pietro Bembo:
De Aetna Ad Angelum Chabrielem Liber (1496)
Gli Asolani (1505)
Prose della volgar lingua (Prose di M. Pietro Bembo nelle quali si ragiona della volgar lingua scritte al Cardinale de Medici che poi è stato creato a Sommo Pontefice et detto Papa Clemente Settimo divise in tre libri) (1525)
Citazioni di Pietro Bembo:
Le quali cose ragunare, e alla scrittura...
A chi non ama, niuna cosa piace....
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Amare senza amaro non si puote....
Nel più delle cose l'uso è ottimo e cert...

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